Abel
Abbassai il viso e giocherellai con i lembi della tunica. Ero ancora seduto ai piedi del letto, accanto al suo corpo ormai privo di vita. Ero rimasto lì per una buona ora, la sua famiglia ancora non sapeva nulla e la vampira addetta alle nascite aveva abbandonato il castello solo dopo essersi assicurata che la bambina fosse nelle mani di Leila.
Non mi sarei mai aspettato che un demone come me potesse generare qualcosa di così puro ed innocente, eppure, ogni volta che alzavo lo sguardo e osservavo Meredith, non potevo far altro che provare un profondo odio per quella che doveva essere mia figlia. L'avevo vista una volta, quando era nata, ma subito dopo il panico si è impossessato del mio corpo non appena ho sentito il cuore di Meredith fermarsi.
In quella stanza buia, puzzolente è colma di sangue secco, c'eravamo solo io e lei. Non piangevo, non avevo versato nemmeno una lacrima, ma dentro di me si stava scatenando la fine del mondo. Dovevo passare anni interi con lei al mio fianco, ma lei aveva deciso da sola, optando per l'unica via che non avrei mai imboccato anch'io.
Mi aveva lasciato solo, non avevo più il suo sostegno. Il suo sorriso era in grado di rendermi felice anche nei giorni più tetri e i suoi abbracci erano le porte del Paradiso.
«Abel», una mano si posò sulla mia spalla, «non potete restare qui per l'eternità, dobbiamo dare la notizia ai suoi familiari.»
Risi amaramente, «cosa dovrei dirgli? Che la creatura che stringono tra le braccia ha bruciato la madre?»
«Abel, la morte durante il parto è molto comune, fidatevi», si sedette accanto a me. «Non so cosa state provando in questo momento, ma so che se fosse successo a Leila, io mi sarei ucciso con lei. Voi siete più forte di me e Meredith vi ha lasciato un bellissimo dono.»
«Non la voglio.»
Sgranò gli occhi, «è la collera a parlare per voi. È vostra figlia, non ha colpe.»
Non dissi nulla, non avevo nemmeno la forza per parlare. Avevo passato ore intere a lavorare per il bene del nostro popolo e mai mi ero sentito più stanco di allora.
Abbassai lo sguardo sullo stemma che entrambi avevamo al polso, quello che ci legava, e vidi che si era schiarito. Strinsi le mani in due pugni e mi alzai, facendo scattare William accanto a me. Mi voltai ancora una volta verso Meredith e sospirai. «Vado a parlare con la sua famiglia.»
«Sarò lì con voi.»
Meredith
«Oh, ma guarda che amore, buongiorno tesoro mio!!», il viso di mia madre, ringiovanita almeno di venti anni, mi apparve davanti.
Mi afferrava le guance e mi riempiva di baci, mentre due bambini, Mary ed Harry, mi sorridevano innamorati.«Meredith, sai dire il mio nome? Ripetilo con me Ma-ry... è facile!»
«Mary è troppo piccola, non può ancora dire il tuo nome!»
Un bagliore di luce intensa mi costrinse a chiudere gli occhi e quando li riaprii, mi ritrovai sulla piccola zattera che avevano costruito i miei fratelli per pescare.
«Padre non sono brava», piagnucolava una me di otto anni.«Sei bravissima, tesoro mio, non è facile pescare eppure hai già preso due pesci!»
Sorrisi e una lacrima mi scese, mentre osservavo quella scena.
«Meredith salite su! Abbiamo finito!!»
Mi voltai e alle mie spalle vidi la casa sull'albero che avevamo costruito con tanto impegno.
«Non sono più una bambina, ho già dodici anni e non posso arrampicarmi sull'albero come un maschiaccio!»Risi e scossi il viso, ricordavo perfettamente quella giornata.
«Corri Luna, corri!»
«Meredith così la farete cadere!!», urlava mia madre.
Accanto a me passò una piccola bambolina ed una me adolescente. Era strano vedermi da lontano, eppure mi piaceva rivivere quelle scene.
Improvvisamente tutto divenne buio, il sole non c'era più e nemmeno la luna. Il cielo era una lastra nera e lucente.
«Non dovreste girovagare nel bosco da sola, qualche malintenzionato potrebbe importunarvi.»
Sgranai gli occhi e mi voltai verso sinistra, dove vidi un uomo con un lungo manto nero indosso e un cavallo bianco.
«Chi siete?»
«Chi sono io? Dovreste saperlo.»
«Abel», sussurrai, avvicinandomi alla scena. «Abel!», urlai, ma lui non poteva sentirmi.
Da quel ricordo, altri si susseguirono velocemente, come flash imbizzarriti. Il mio rapimento, le giornate trascorse nella cella, il nostro primo bacio, la prima volta che facemmo l'amore, lo scontro con Caleb, la sua trasformazione, il matrimonio, la cerimonia, i ti amo, le cene con la mia famiglia e con William e Leila ed infine...la sua nascita, la nascita è l'unico momento in cui ho potuto stringere la mia bambina tra le braccia.
Chiusi gli occhi, ormai in un mare di lacrime e strinsi le mani in due pugni. Qualcosa mi spingeva all'indietro e un forte mal di testa, accompagnato da un fischio assordante, mi costrinse a tapparmi le orecchie e ad urlare.
Se dapprima non percepivo più il mio corpo, sentendomi leggera come una piuma, l'attimo dopo stavo prendendo fuoco. La mia pelle bruciava e in me scorreva qualcosa talmente velocemente che pizzicava e faceva male.Mi inginocchiai, mentre il mio corpo veniva trascinato all'indietro senza un mio comando, e osservai spaventata le mie mani; non erano più pallide, bensì stavano diventando trasparenti.
Un ultimo urlo prima di serrare e riaprirli in uno scatto. Davanti a me vidi solo bianco, ero distesa e, quando allungai la mano, capii che quel bianco era un telo.
Spaventata mi alzai di scatto e mi guardai attorno. La veste da notte che indossavo era sporca di sangue ed io ero distesa su un letto con un telo bianco che mi copriva interamente.
Dov'ero finita?Spazio Autrice:
-3!
Mancano tre capitoli alla fine, incluso l'epilogo, e bhe...che c'è da dire, mi dispiace un casino per Abel. Non so cosa si provi a perdere la persona che si ama perché fortunatamente non mi è mai capitato, ma Meredith?
Cosa le è successo e dove si trova?
Ci sentiamo al prossimo capitolo
-Angel ❤️

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Sentimenti Oscuri
Vampire*Primo volume della saga di Sentimenti Oscuri* Anno 1626. Meredith è una giovane ed inesperta donna di appena diciotto anni. Sin dall'infanzia ha capito la difficoltà e lo svantaggio di vivere in una famiglia che, purtroppo, non può permettersi il p...