Scesi dal carro di mio padre con l'aiuto di Harry. Mi fermai per aspettare che i due uomini prendessero il vino. Usai quel tempo a disposizione per guardarmi intorno; tutto mi appariva caotico e, addirittura, claustrofobico. Uomini e donne camminavano avanti ed indietro, i bambini giocavano per strada, le urla dalle bancarelle. Sembravo una bambina e in un certo senso lo ero, ma non capivo perché i miei odiassero il paese.
C'era molto caos, era vero, ma non era un brutto posto. Lì regnava la felicità, ma non lo spazio. Tutte le case erano una accanto all'altra, non avevano terre.
Li accompagnai nella bottega e, quando entrai, la mia prima cosa che captai fu un terribile odore di vino. Era nauseante, ma a quanto pare, agli uomini non faceva lo stesso effetto. Non ascoltai la conversazione di mio padre con il proprietario, piuttosto focalizzai la mia attenzione sulla vetrata; vidi donne fare spese e bambini che piangevano. Non avevo mai acquistato prodotti in qualche negozio, solitamente andava mia madre a fare compere, ma succedeva di rado, dato che non avevamo abbastanza soldi da permetterci un pezzo di pane, o della semplice pasta.
Contemplai le vesti delle donne e poi la mia. Le loro non erano di seta, ma in confronto alla mia, erano centomila volte meglio. Erano così belli quegli abiti, ne desideravo tanto uno anch'io, ma rimossi quel pensiero.
Dopo aver venduto il vino, facemmo una passeggiata per il paese. Indicai con meraviglia tutto quello che ritenevo nuovo, facendo ridere mio padre e mio fratello. Zampettai da una bancarella ad un altra e mi resi conto che ero priva di tanti oggetti gradevoli. Sapevo che eravamo poveri, ma non fino a quel punto.
Amavo i vestiti in vendita, così come gli oggetti casalinghi e quelli personali. Ci fermammo nel mezzo della piazza e ci sedemmo accanto alla fontana. Era bellissimo essere lì.
Giocherellai con lo sconosciuto braccialetto e, ancora una volta, mi ritrovai a chiedere da dove venisse. Ero molto confusa e non riuscivo a dare una risposta.
Il cielo cominciò ad oscurarsi e nuvoloni minacciavano tempesta. Il tutto era cambiato a frazioni di secondi.
«Meglio tornare a casa, se non vogliamo inzupparci.»
«Va bene, padre», annuì Harry.
Mi alzai e mi sistemai la gonna, ma qualcosa, o meglio qualcuno, catturò la mia attenzione. A pochi metri di distanza vidi un manto particolarmente familiare. Era un normalissimo manto, ma ai miei occhi si presentava come il suo.
Scossi la testa e mi dissi mentalmente che stavo impazzendo. Mio padre si aggiustò lo stivale e fui costretta ad aspettarlo. Mi dondolai suoi talloni, finché non sentì un brivido ghiacciato per tutta la schiena. Mi strinsi nelle spalle e mi voltai verso il ragazzo; lo trovai ad osservarmi e il mio cuore ebbe un tonfo: era lui.
Non poteva essere vero, ma i suoi occhi, i suoi capelli, la sue pelle, mi dicevano il contrario. Istintivamente mi tocca il braccialetto, mentre il mio sguardo non si spostava dal suo. Mi sorrise e abbassò il capo.
«Meredith va tutto bene?», mi affiancò Harry.
Non staccai gli occhi dalla mia preda, «chi è quel ragazzo? Lo conosci?»
Mio fratello si voltò verso di lui e lo vidi serrare la mascella. «Per mia sfortuna si, è solo un ruba denaro delle campagne del nord. Lui è la sua famiglia traggono profitti da noi gente del sud.»
«Come si chiama», dissi completamente incantata.
«Abel, perché?»
Solo allora distolsi gli occhi dal ragazzo, «penso di averlo già visto.»
«Impossibile, non ama noi del sud.»
Mi afferrò un braccio e mi trascinò via. Cercai ancora una volta con lo sguardo il ragazzo, ma non lo vidi più. Al suo posto era rimasto il nulla. Non poteva essere vero, mi stavo solo lusingando e dovevo smetterla subito, ma c'erano molte cose che non quadravano; ad esempio il braccialetto.
Mi sedetti sul carro e giocherellai nuovamente con quest'ultimo, ogni volta che lo osservavo, occhi scuri si intrufolavano nella mia mente. Mio padre non potette partire, poiché una donna si avvicinò frettolosa a noi; una venditrice di fiori.
«Aspettate vi prego», ci raggiunse con il fiato corto.
Ci voltammo tutti verso di lei, «salve, desiderate?»
«Mi dispiace molto disturbarvi, ma ho una consegna per la signorina», si voltò verso di me ed estrasse dal suo cestino una rosa rossa, «questa è per lei.»
Le sue mani si intrecciarono alle mie e mi passò la rosa. Aveva un colore simile al sangue, non ne avevo mai viste di così scure.
«Chi gliela manda?», chiese mio padre.
«Un ragazzo, indossava un manto nero, mi ha detto di dirvi questo», la donna abbassò il viso.
A quelle parole sorrisi istintivamente, era lui e per la prima volta non ebbi dubbi; lui era lì e la rosa era il suo indizio.
Spazio Autrice:
A causa del poco tempo a disposizione, mi è stato impossibile correggere il capitolo. Vi prometto che lo farò domani. Spero che il capitolo vi sia piaciuto.
-Angel❤️

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Sentimenti Oscuri
Vampier*Primo volume della saga di Sentimenti Oscuri* Anno 1626. Meredith è una giovane ed inesperta donna di appena diciotto anni. Sin dall'infanzia ha capito la difficoltà e lo svantaggio di vivere in una famiglia che, purtroppo, non può permettersi il p...