Una decisione difficile (parte quarta)

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"E non ti mancherà la tua casa?" domandò Jim, lisciandosi i baffi grigi

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"E non ti mancherà la tua casa?" domandò Jim, lisciandosi i baffi grigi.

Il ragazzo rimase stupito da quella domanda e rifletté per qualche secondo, abbassando lo sguardo sulle striature biancastre del tavolo. "Certo che mi mancherà: questa casa è ricca di ricordi..."

Per un attimo gli sembrò di vedere suo padre vicino alla finestra, mentre stava confezionando abiti pregiati. Non si sarebbe mai dimenticato il suo sguardo concentrato sul lavoro, la fronte corrucciata per un punto difficile da completare e i denti serrati per tenere fili e spilli a portata di mano. Adorava osservarlo mentre era impegnato; era come se suo padre si trovasse in una bolla: era estraniato dal mondo circostante e non voleva essere disturbato per nessun motivo al mondo.

"Ho bisogno di cambiare aria per un po' e... questo viaggio potrebbe essermi utile" spiegò il ragazzo rialzando lo sguardo.

"Di sicuro sarà così, non preoccuparti!" lo rassicurò Jakob dandogli una pacca sulla spalla.

"Mi dispiace soltanto di lasciarti solo. Riuscirai a gestire i campi in mia assenza?" domandò Pip, preoccupato di complicare il lavoro dell'amico di suo padre.

Jakob alzò le spalle. "Assumerò qualcuno che possa darmi una mano. Ci sono tanti uomini che vorrebbero lavorare nei miei campi, non sarà difficile!"

Poco dopo, nel soggiorno si diffuse un intenso profumo di tè e Aura si avvicinò al tavolo accompagnata dalla scia di vapore che emanava la bevanda.

Appoggiò il vassoio e versò il liquido nelle tazze, che porse con gentilezza ai commensali.

Jakob assaggiò la bevanda e si leccò le labbra. "Complimenti, è il migliore di tutto il Vietnam! Sai, Pip, ho bevuto molti tipi di tè in vita mia, ma quello che prepara tua mamma è speciale."

Si girò verso di lei e le domandò: "Un giorno mi rivelerai la ricetta segreta di questo buonissimo tè?"

Lei rise e si sedette accanto a Pip. "Un giorno, forse. Ma solo se mi sveli quanti cappelli di paglia ti sei comprato nel corso degli anni. Dicono che ne acquisti uno ogni volta che ti rechi in un villaggio in cui non sei mai stato, come se fosse una specie di souvenir."

Dalle labbra carnose di Jakob scappò una risata spontanea.

Guardò il cappello di paglia che aveva poggiato sul tavolo e spiegò: "Questo viene dal borgo di Parvis, ma a casa ne ho una decina. Qual è il problema? Non posso collezionare cappelli di paglia?"

"Diciamo che è una strana abitudine" chiosò Aura, bevendo un sorso di tè.

Pip alzò lo sguardo verso Jim. "Com'è Hanoi? Vorrei tanto visitarla, un giorno! I braccianti mi hanno raccontato che è molto diversa da Veen."

Jim storse il naso, consapevole che stava per rovinare l'immagine della capitale che il ragazzo aveva in mente. "Molti pensano che Hanoi sia una città attraente, ma io la considero molto triste e lugubre."

Chiave: verità e menzognaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora