Il giorno seguente, entrasti in classe con espressione cupa. Eri ancora scossa dall'improvviso incontro con tua madre e la tua mente non poté fare altro che vagare, un milione di incertezze passarono nella tua testa.
C'erano così tante questioni a cui cercavi risposta, ma ci fu una sola domanda che ti assillò in particolare.
Perché lei era lì? Dopo essere sparita per così tanti anni, che ragione poteva avere per ritornare?
Avevi una fastidiosa sensazione che ti suggeriva che la sua presenza fosse dovuta ad un qualcosa di minaccioso.
«... (Nome)-chan? (Nome)-chan!»
Sobbalzasti all'improvvisa chiamata. Ti girasti per vedere Izuku accanto a te guardarti preoccupato.
«Huh? Scusa, Izuku-kun, non ho ben capito cos'hai detto».
La sua espressione divenne ancora più apprensiva. «Ti ho chiamata per un po', ma non rispondevi. Va tutto bene?»
Annuisti velocemente con la testa. «... sì. Va tutto bene, non preoccuparti».
Non sembrò convinto del tutto, ma, nonostante ciò, decise di non fare ulteriore pressione.
Durante tutte le lezioni, rimanesti assente e disattenta. Non riuscisti minimamente a concentrarti, dati gli eventi del giorno prima. Ti sedesti pigramente al tuo tavolo durante il pranzo, facendo una piccola conversazione con i tuoi amici.
«(Cognome)». Ti ritrovasti Aizawa accanto a te. «Vieni con me in aula insegnanti. Devo discutere con te di una cosa».
Annuisti cupamente. «Va bene».
Aizawa ti portò nel suo ufficio, chiudendo la porta dietro di lui. Notasti che la sua espressione fosse più grave del solito.
«Oggi vorrei parlare con te a proposito dei tuoi genitori».
Deglutisti con difficoltà alle sue parole. Perché ti stava chiedendo quello? Avevano scoperto, in qualche modo, che il giorno prima avessi visto tua madre? La tua mente creò innumerevoli scenari, ognuno dei quali ti rese più nervosa dell'altro.
Finalmente, trovasti il coraggio per rispondere. «... che cosa vuole sapere?»
«Niente di troppo specifico. Volevo solo chiederti di darci più informazioni possibili. Abbiamo brevemente toccato questo argomento al festival sportivo, ma se ciò dovesse assicurarci la tua protezione e anche quella dei tuoi compagni, abbiamo bisogno di sapere più dettagli».
«Non c'è molto da dire», mormorasti. «Io stessa non so molto su di loro. Se ne sono andati anni fa, dopo che abbiamo scoperto alcune delle loro attività illegali. E...»
Inarcò un sopracciglio. «E...?»
«... e non li ho più visti da allora».
Una bugia. Perché ho mentito?
Sentisti la tua pelle formicolare per l'inganno. Sapevi che avresti dovuto dirgli la verità, ma non ci riuscisti. Per qualche ragione, sentivi il bisogno di dover parlare con loro. Volevi parlare con loro e scoprire, esattamente, cosa stessero facendo.
Volevi parlare con loro e catturare quel poco di affetto che in passato erano riusciti a darti.
«Beh, se non li hai più visti e non sai dove si trovino, immagino di non poterti chiedere molto». Aizawa fece una pausa momentanea, prima di parlare ancora. «Per favore, sappi solo che a noi puoi dire tutto».
«... okay. La ringrazio». Volevi tirarti un pugno da sola per la tua disonestà.
«Inoltre», aggiunse «sei vicina a Bakugou, vero?»
