«(N-Nome)...?» , gemette Katsuki. «Che diamine stai-»
«Non sono io!», protestasti. I tuoi occhi si riempirono di lacrime, mentre le tue dita strinsero più forte il suo collo. «Katsuki-kun, mi sta controllando con la sua Unicità! Colpiscimi e vattene da qui!»
Nonostante fossi sotto il controllo di tuo padre, la tua forza fisica non era stata alterata e Katsuki fu capace di staccarti piuttosto facilmente. Le tue mani si allontanarono dalla sua gola, permettendogli di tossire debolmente, prendendo una boccata d'aria.
«... merda!», imprecò Katsuki, creando un po' di distanza fra te e lui. I suoi occhi cremisi tornarono su tuo padre, che vi stava guardando con un sorriso mesto. «Maledetto bastardo...», sibilò con voce roca. «Hai anche intenzione di manipolarla come una marionetta?!!»
Ridacchiò un poco. «In realtà, mi sorprende il fatto che tu sia così sconvolto dalla situazione. Non è normale che io voglia controllare le azioni di mia figlia? Tutti i bravi genitori vogliono dirigere i loro figli sulla giusta strada».
«La strada verso la quale la stai dirigendo è una fottuta trappola mortale!!!»
Espirasti tremante, sentendo le tue mani tremare lungo i tuoi fianchi. Nonostante Katsuki si fosse allontanato, notasti le tue dita dirigersi disperatamente verso di lui; agognanti della sensazione della sua fragile carne sotto la tua presa.
È impossibile... non c'è nulla che possa fare per cancellare la sua Unicità. Non posso fare nulla, eccetto-
«Katsuki-kun!», urlasti di nuovo, avvolgendoti fra le tue braccia per cercar di star ferma. «Devi seriamente andartene! Non hai sentito?! Può farmi fare tutto quello che vuole! Può farmi uccidere te!!»
Il biondo socchiuse gli occhi. «Dovresti già sapere che non ti lascerei mai qui; non finché non arrivano i Professionisti. Ed è solo questione di tempo. Dobbiamo solo resistere ancora un po' e queste teste di merda verranno sbattuti dentro per sempre. Nel frattempo», strinse i denti, stirando le sue braccia dietro di sé «pensò tratterrò questo tizio, così che non possa farti fare niente».
Sbiancasti.
«No, non puoi-!»
Urlasti inutilmente. Katsuki si era già lanciato in avanti con un grido rimbombante. Le sue iridi cremisi luccicarono di fervore, fisse sull'obiettivo.
«Quel tuo scudo fa cilecca a volte, eh?! Prendi questo, merda umana!!»
Preparò il suo braccio destro e scie di fumo iniziarono a fuoriuscire dalle punte delle sue dita. Tuo padre si limitò a ridacchiare, rimanendo fermo come sempre.
E, poi, guardò in tua direzione.
«Tesoro, proteggimi».
Il marchio sul tuo fianco iniziò a bruciare non appena pronunciò quelle parole. Avesti a malapena il tempo di processare cosa stesse succedendo; il tuo corpo si mosse d'istinto e ancor prima che te ne rendessi conto, ti trasportasti di fianco a Katsuki.
Giusto in tempo per prendere in pieno la sua esplosione.
«(Nome), cosa stai-»
Non avesti neanche il tempo di urlare, prima che il calore del suo colpo collidesse con te, lanciandoti indietro. Sentisti l'ondata bollente entrare in contatto con la tua pelle esposta e ti mordesti il labbro con occhi annebbiati dal dolore.
Le braccia di Katsuki caddero lungo i suoi fianchi. I suoi occhi si spalancarono terrorizzati alla vista di ciò che aveva fatto.
«... MERDA, NO! NON VOLEVO!!»
