CAP 18

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Bussai piano nella porta sulla quale era appesa una targhetta dorata con il nome del dottor Placidi.

"Avanti"

Una voce proveniente dall'interno mi invitó ad entrare.

Aprii la porta.

"Salve dottore. Sono la madre di Luce Paolini, la ragazza nella stanza 15. L'avete fatta venire qui a causa di una febbre molto alta."

"Si. Ho presente."

Mi guardò con una faccia interrogativa.

"Volevo sapere... Se c'erano novità..."

"Ecco... Si. Una novità c'è. Ma prima di parlargliene volevo accertarmene con qualche esame in più."

"Qualche esame?"

"Si. Li faremo domani."

"Ma per cosa? Mia figlia è venuta qui solo a causa di un febbrone provocato da una giornata al mare... Nient'altro. Non c'è bisogno di nessun esame."

Non riuscivo a capire.

"Signora, come le ho detto voglio fare qualche esame in più. Domani le farò sapere. Ora, se permette, avrei da fare."

Disse indicandomi l'uscita.

"Io non me ne vado finché non mi spiega bene."

Chiusi la porta alle mie spalle e incrociai le braccia al petto.

Il medico sospirò.
Sapevo di essere esasperante, ma non poteva tenermi tutti quei segreti. Non se stavamo parlando della vita di mia figlia.

" Senta, come le ho detto non siamo ancora certi, per questo abbiamo bisogno di analisi. Ma forse, la febbre non è stata procurata dalla giornata al mare, ma da qualcosa di più... Grande."

"Di più grande?"

"Non posso dirle altro, davvero. Ma le assicuro che domani parleremo meglio."

Ero rimasta scioccata.
Qualcosa di più grande. Cosa intendeva? Non riuscivo a capire, a partire da tutti quei segreti fino ad arrivare alle parole usate dal medico.
Dato che non riuscii ad estorcere altre informazioni dal dottore, tornai in camera da Luce. Ero molto preoccupata. Il medico mi aveva terrorizzata. Avevo paura. Tanta paura.
Mi stesi al suo fianco e le presi una mano, per tranquillizzarmi. Lei era lì vicino a me e stava bene. Lei stava bene.
Proprio quando le palpebre avevano iniziato a farsi pesanti e stavano per chiudersi, un messaggio le fece scattare e spalancai gli occhi.
Con fatica, riuscii a muovere il braccio a ad afferrare il telefono. Poteva essere qualcosa di importante... Magari Stella che aveva bisogno con Nico.
Invece no.
Sul mio display apparì un numero che non era più memorizzato sul mio telefono, ma che tanto tempo prima lo era stato.

Sconosciuto

È ancora questo il tuo numero? Spero di sì.

Come mai mi scriveva a quell'ora? Forse aveva bisogno di qualcosa... O forse gli era appena venuta in mente una cosa e lo aveva fatto e basta. Mi aveva scritto.

Marghe

Si Nick, non ti preoccupare.

Spensi il telefono. Ora volevo pensare solo a Luce e avevo bisogno di colmare i vuoti che aveva lascito la paura per il giorno successivo.
E con questi brutti pensieri mi addormentai.

[**]

"Mamma?"

Spalancai gli occhi di scatto.

"Amore"

Mi tirai su dalla posizione supina in cui ero sistemata e mi misi a sedere.

"Come stai?"

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