CAP 41

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NICCOLÒ POV.

"Nick non arrivano!"

Esclamò per la settima volta il mio migliore amico. Per l'ennesima volta gli diedi la stessa ripetitiva risposta.

"Stai tranquillo che adesso arrivano"

Provai a rassicurarlo, ma senza alcun risultato. Ero con Adriano dalle 8. 00 della mattina, ci eravamo preparati insieme, e dal momento in cui ero entrato in casa aveva continuato a ripetermi la sua ansia più grande.

"E se poi non arriva e cambia idea?"

Gli avevo ripetuto svariate volte che Stella lo amava da morire e che non avrebbe mai potuto lasciarlo, soprattutto il giorno delle loro nozze, il giorno più bella della loro vita, ma sembrava non volermi ascoltare. Era proprio molto testardo. Anche i miei figli avevano provato a rassicurarlo, ma senza risultati. In effetti loro non erano stati molto convincenti, forse perché in quei giorni erano un po' giù di morale. Avevano notato che qualcosa non andava fra me e loro madre. Io non dormivo più nel lettone ma nel divano e ogni volta che ci incontravamo in giro per casa, calava un gelo dappertutto. Loro sentivano questa tensione ma cercavano di non farci caso. Quando però sentivano le nostre grida causate dai litigi, non potevano non essere indifferenti. Mi dispiaceva che dovessero passare tutto questo, soprattutto per Elettra. Tommaso faceva finta di niente, probabilmente già immaginava come sarebbe finita fra me e sua madre, ma Elettra ci soffriva molto, nonostante per le la madre fosse una figura irraggiungibile. Federica continuava a tirare fuori quella sera e finivamo di continuo a litigate. Potevamo nasconderlo ancora per qualche giorno, ma ormai era evidente. Fra di noi le cose erano totalmente finite. Non che mi dispiacesse. Era brutto da dire, ma dentro di me non l'avevo mai amata seriamente ed essere finalmente libero era molto rassicurante. Non dovevo più fingere dopo tanti, forse troppi anni. Non ero contento. Ero sollevato. Sta di fatto che i ragazzi ci stavano male. Infatti continuavano a guardarsi intorno cercando la figura della madre, che già sapevo non si sarebbe presentata.

"Papà! Arrivano!"

Disse una vocina alla mia destra.
La piccola Elettra era stupenda. Aveva un vestitino rosso da damigella e i suoi capelli biondi ricadevano liberi sulle spalle. Aveva appena avvistato la bianca macchina della sposa e la stava indicando con il suo ditino paffuto.

"Che te avevo detto Adrià? Su, andiamo dentro la chiesa"

Dissi.
Adriano stava lì imbambolato e fissava la macchina che si avvicinava sempre di più, a bocca spalancata.

"Adrià?!"

Immobile.

"ADRIANO?!"

Urlai attirando l'attenzione di tutti i presenti (che erano parecchi) verso di noi. Al mio terzo richiamo si sbloccó e si girò verso di me.

"Si, si, andiamo. Non c'è bisogno di urlare"

Sbuffai e lo seguii in chiesa.
Lui, dopo aver stretto la mano al prete che li avrebbe sposati, si posizionó sull'altare. Io in una sedia poco distante, nel posto riservato ai testimoni.

Poco dopo che tutti si furono sistemati nelle panche della chiesa, l'organo cominciò a suonare la famosa sinfonia nuziale. Era arrivato il momento. Adriano si girò verso l'entrata della chiesa e lei era lì. Davanti a lei Elettra, Luce, Nico e Tommaso aprivano la strada alla sposa. I più piccoli tiravano petali di rose ai lati. Al  fianco di Stella c'era suo padre, venuto apposta a Roma per il matrimonio della figlia. Il mio migliore amico rimase a bocca aperta. Dovevo ammetterlo, Stella era davvero molto bella, ma mai quanto la donna che avanzava dietro di lei. Margherita era stupenda come sempre. Anche io rimasi a bocca aperta. Era... Indescrivibile. Ovviamente però, a rovinare il tutto c'era Fabrizio. Avanzavano dietro Stella e suo padre e si tenevano a braccetto. Quando Stella arrivò all'altare si posizionó di fianco ad Adriano e sentii che lui subito la riempì di complimenti.

"Sei bellissima"

"Anche tu amore"

Disse lei.
Poi si girarono verso il parroco tenendosi salda la mano.

Margherita si staccò finalmente da Fabrizio e mi raggiunse nella sedia dei testimoni. Le sorrisi e lei fece lo stesso. Dio, quanto era bella. Avevo voglia di passare tempo con lei, quella giornata. Volevo parlarle. Parlare con lei era sempre molto piacevole e avevo un sacco di cose da raccontarle, soprattutto di me e Federica. Non che fosse interessata, però volevo raccontarglielo per sfogarmi un po'.
Durante il matrimonio non feci altro che osservare il suo splendido volto crucciato. Era felice, ma non serena. Si vedeva che c'era qualcosa che non andava, ormai la conoscevo bene. Avrei dovuto capire cosa. Se aveva un problema, sapeva di poter contare su di me. L'unico momento in cui seguii veramente la cerimonia fu quello piu importante, ovvero lo scambio delle fedi.

Quando tutti e due risposero sì, nella chiesa scoppiò un lungo applauso.

"Vi dichiaro marito e moglie. Puoi baciare la sposa."

Adriano la attirò a sé e la bacio. Si vedeva che non aspettava altro da quando era entrata in chiesa. Anche io avrei voluto prendere Margherita e baciarla, lì su due piedi, fregandomene di tutto e di tutti. Senza avere paura di quello che avrebbe pensato la gente, senza avere paura delle conseguenze. Magari poterla baciare ancora.

Quando si staccarono, uscimmo dalla chiesa e aspettammo il loro arrivo fuori, dove gli tirammo chili e chili di riso addosso. Ridevano, erano davvero molto felici. Se lo meritavano. Anche io ero contento per il mio migliore amico. Almeno lui nella vita era riuscito a fare la cosa giusta, a tenersi stretto l'unica ragazza che avesse mai amato seriamente. Un po' lo invidiavo. Anche io avrei voluto avere una vita come la sua, senza troppe complicazioni. Ma ahimè non era andata così e, come si dice, dovevo prender su quello che passava il convento.

"Si va a festeggiare?"

Chiesi agli sposi dopo averli baciati e abbracciati e dopo avergli fatto le mie congratulazioni.

"Ovviamente!"

Esclamò Stella.
Caricai i miei figli in macchina e mi diressi dove si sarebbe svolta la festa di matrimonio dei miei migliori amici. La nostra destinazione era una bellissima ed enorme villa, allestita al meglio per contenere più gente possibile e strapiena di cose da mangiare e soprattutto da bere.

 IL CAPOLAVORO CHE È IN ME 2 // ULTIMO La tua prossima ossessione. Scoprilo ora