CAP 3

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MARGHERITA POV

Arrivai davanti al bar qualche minuto prima del mio appuntamento. Mi soffermai un attimo ad osservare le strade di Roma che tante volte avevo percorso nella mia giovinezza, e soprattutto mi fermai a guardare quel grande edificio che si ergeva davanti al bar: il conservatorio. Mi vennero in mente mille mementi osservandolo, da quelli belli a quelli brutti. Poi una voce mi risveglió dai miei pensieri.

"Marghe!"

Urló la mia migliore amica venendomi in contro.

"Stella!"

Ci abbracciammo.
Ero proprio felice di rivederla.

"Come stai?"

"Tutto bene!"

"Dai vieni, andiamo a sederci"

Ci posizionammo nel nostro solito tavolino e per iniziare ordinammo un aperitivo. Poi cominciammo a parlare del più e del meno.

"Allora sei pronta per il matrimonio?"

"Pronta?! Non vedo l'ora!"

Disse entusiasta.

"A proposito di questo, volevo chiederti se ti andava di fare la mia testimone..."

"Certo che mi va!"

Risposi subito.

Passammo il pomeriggio insieme, divertendoci come da giovani. Eravamo così spensierate... Fortunatamente non mi chiese della mia vita sentimentale, che in questo periodo era proprio un disastro.
Tornai a casa con il sorriso.
Avevo proprio bisogno di uno svago e di bei pensieri per ricominciare a vivere in questa città.

"Sono a casa ragazzi!"

"Mamma!"

Nico mi corse incontro.

"Mi devi aiutare a fare la cartella! Domani é il primo giorno di scuola!"

In effetti domani era proprio il suo primo giorno di scuola in assoluto e io non gli ero stata molto vicina in questo grande passo.

"Hai ragione piccolo... Andiamo in camera e prepariamo le cose"

Dissi accarezzandogli una guancia.

"Vai di là, controllo tua sorella e arrivo"

Mosse velocemente la testa in segno di aver capito e si diresse saltellando nella sua cameretta.

"Luce?"

Enrai nella camera di mia figlia.
Era lì, stesa nel suo nuovo letto.
Il viso sembrava così sereno, rilassato. Sfortunatamente sapevo che lei però non lo era per niente. L'ansia la stava divorando, quindi decisi di non svegliarla e lasciarle altro tempo per starsene così tranquilla. Chiusi la porta dietro di me e andai da Nico.

"Prendiamo qualche quaderno, questi libri e il tuo astuccino con tutto il necessario"

Gli dissi mettendo tutto nel suo piccolo zainetto di Spiderman. L'avevamo scelto insieme e appena l'aveva visto, l'aveva afferrato, non lasciandolo più. Io voglio essere come Spiderman aveva detto. Voglio salvare la gente, ma mantenere un'identità segreta! L'aveva detto con il cuore di un bambino, ma a me quelle parole mi arrivarono in modo particolare. Tenere una maschera era forse la peggior cosa della vita. Quando ne indossi troppe, poi non riesci più a toglierle. Arrivi nel letto la sera e non sai più chi sei. Ovviamente cerca di mostrarmi entusiasta davanti agli occhi di mio figlio (da notare una delle mie numerose maschere assunte davanti ai miei figli) e gli comprai lo zaino tanto ambito.

"Okk mamma. Domani mi accompagni tu vero?!"

Chiese con un po' di timore negli occhi.

"Certo piccolo"

Lo rassicurai dandogli un leggero bacio sulla guancia.

Dopo aver mangiato lo spedii subito a letto.

"Domani ti devi svegliare molto presto, quindi è ora di andare a nanna!"

Accettò di malavoglia, ma per fortuna non fece tante storie.

[**]

L'orribile suono della sveglia interruppe il mio profondo sonno. Con fatica spensi l'aggeggio fastidioso.
Oggi sarebbe ricominciato tutto. Tutto come prima. Scuola, lavoro, fatica, sudore, pianti... Tutto.

Mi alzai sbuffando dal letto. Nonostante avessi trentacinque anni, ancora faticavo ad alzarmi dal letto.
Mi diressi in cucina e cominciai a preparare la colazione ai miei figli, che avrei svegliato di lì a dieci minuti.
Andai in bagno dove mi preparai al meglio. Oggi sarebbe stato anche il mio primo giorno di lavoro e dovevo essere impeccabile. Misi un maglioncino viola con un paio di jeans, mi truccati leggermente gli occhi applicando un lieve strato di mascara e spazzolai i miei lunghi capelli biondi facendoli ricadere lungo le spalle.

Poi mi diressi in camera di Luce.

"Tesoro svegliati!"

Doo averlo ripetuto più volte, un mugugnío familiare arrivò alle mie orecchie. Segno che si era svegliata.

"Nico amore! È ora!"

Lui non fece tante storie come la sorella. Si alzò di scatto dal letto e si fiondó in cucina urlando:

"Evviva si va a scuola!! Forza, devo fare presto!"

Che bello essere bambini....

Una specie di zombi dalle sembianze di mia figlia varcó la porta di ingresso.

"Ciao amore"

L'unica attenzione che mi rivolse fu un'occhiataccia tale da incenerire viva una persona.
La mattina era sempre particolarmente suscettibile, quindi decisi di non farci caso. Sarebbe stato il loro primo giorno e sicuramente era molto tesa. Con il passare dei giorni la tensione si sarebbe sicuramente allentata.

"Forza, andate a prepararvi"

Mentre Nico si lavava, preparai i suoi vestiti. Scelsi una camicia a scacchi e un paio di jeans. Quando se li mise sembrava un vero e proprio ometto.

"Posso mettere un po' di gel?"

Chiese facendo gli occhioni.

"Il gel?!"

Dissi ridendo leggermente.

"Certo mamma! Devo fare bella figura oggi!"

Sorrisi e lo accompagnai in bagno, dove gli applicai un leggero strato di gel utile per tenere uniti in una piccola cresta i suoi pochi capelli biondicci.
Nico somigliava più al padre, mente Luce era la mia fotocopia. Infatti, appena si presentó davanti alla porta pronta per uscire somigliava molto a me da giovane. Indossava una maglietta a maniche lunghe leggermente aderente sistemata con cura sotto ai jeans a vita alta. Ai piedi aveva le sue solite Adidas e i suoi capelli biondi erano raccolti ordinaramente in due trecce che partivano perfettamente dall'attaccatura dei capelli alla testa. I suoi occhi erano leggermente contornati di nero, un nero che metteva particolarmente in risalto i suoi bellissimi occhi azzurri.

"Sei bellissima"

Le dissi sinceramente.
Lei arrossì e abbassò lo sguardo. Non amava i complimenti, ma quello mi era uscito dal profondo del cuore. Non mi piaceva vantarmi, ma ogni volta che vedevo Luce mi si riempiva il cuore d'orgoglio  pensando di aver generato io una creaturina così bella. Anche per Nico era lo stesso, ma con Nico, essendo maschio, era tutto più diverso.

"Avete preso tutto?"

Chiesi ai miei figli prima di uscire.

"Si"

Risposero in coro.

"Perfetto! Allora andiamo"

Detto questo uscimmo di casa e salimmo nella macchina che mi era stata prestata da Stella il giorno prima.


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Scusate se pubblico ora, ma oggi porto il telefono ad aggiustare perché non si collegano piu le cuffie (e io senza musica non vivo) quindi forse sono senza per qualche giorno... I'm sorry❤️

 IL CAPOLAVORO CHE È IN ME 2 // ULTIMO La tua prossima ossessione. Scoprilo ora