Appena aprii la porta, davanti a me si presentó la figura snella di Fabrizio. Era vestito elegante ma allo stesso tempo sportivo. Indossava dei pantaloni neri abbastanza aderenti alle gambe, una t-shirt nera anch'essa e in abbinamento una giacca dello stesso colore che ricopriva dal freddo della serata le braccia, ornate da mille tatuaggi, del mio fidanzato. Mi faceva strano pensare a lui come fidanzato, dovevo ancora abituarmi. Però era una bella sensazione. Sentirsi di nuovo amata e soprattutto sentirsi parte di qualcosa, o meglio, di qualcuno. Sorrideva e in mano aveva un bellissimo mazzo di rose rosse che mi porse appena mi trovai di fronte a lui.
"Ciao!"
Dissi salutandolo allegramente. Dovevo sembrare più tranquilla possibile, anche se in realtà ero molto tesa. Avevo paura che questa storia del mio nuovo fidanzato non andasse giù ai miei figli e che io dovessi rinunciarci. Era un'opzione che in realtà non avevo neanche considerato.
"Hey"
Disse lui con quella sua splendida voce roca, probabilmente resa così scura a causa del troppo fumo. Nonostante il fumo non portasse a cose buone , aveva però reso la voce di Fabrizio terribilmente sexy.
Si avvicinò a me come per darmi un leggero bacio sulle labbra. Quando però ci separava soltanto una spanna, girai il viso di lato e le sue labbra si poggiarono sulla mia guancia. Mi dispiaceva, ma avevo appena detto ai miei figli di avere un altro uomo e forse farmi pure vedere mentre baciavo questo cosiddetto nuovo fidanzato era un po' troppo. Dovevo procedere con calma, un po' alla volta, per far sì che assimilassero tutte le informazioni e digerirle bene.
Quando mi girai di nuovo verso di lui, notai un velo di dispiacere nei suoi occhi. Forse non capiva del perche avessi evitato il suo bacio, ma glielo avrei spiegato appena ne avessi avuto la possibilità. Di sicuro quello non era il momento giusto.
"Tieni, sono per te."
Disse porgendomi il mazzo di rose che avevo notato già da subito. Poi ne sfilò una bianca, diversa da tutte le altre e la tenne da parte.
"Grazie! Sono bellissime."
Come se niente fosse mi girai verso i miei figli.
"Ecco. Lui è Fabrizio, l'uomo di cui vi stavo parlando. Fabrizio, loro sono i miei figli."
Dentro di me speravo solo che quell'imbarazzante momento finisse il prima possibile.
Il primo a parlare fu proprio Fabrizio.
"Ciao ragazzi. Sono molto onorato di conoscervi!"
Notai le facce stranite dei miei figli. Nico aveva la bocca aperta, ma in parte sembrava divertito da quella nuova presenza in casa nostra. Una nuova persona con cui poter lottare. Quando ancora in casa nostra viveva il loro padre, Manuel, lui e Nico giocavano sempre a fare la lotta. Nico si divertiva un sacco e quando ce ne andammo di casa, inizialmente chiedeva a me di lottare con lui. Per quanto mi sforzassi, fare la lotta non era il mio forte e dopo poco tempo aveva addirittura smesso di chiedermelo.
Luce era impassibile. Notava il nuovo soggetto come fanno gli animali prima di capire se potersi fidare o meno di chi hanno davanti. Luce sceglieva sempre accuratamente le persone con cui passare del tempo. Se non gli andavi bene, non avevi speranze. Io pregavo soltanto che Fabrizio entrasse nelle sue grazie. La cosa che notai fu che non aveva assunto il suo solito viso crucciato di quando le si presenta qualcuno che non le sta a genio, quindi forse poteva andare tutto bene. Incrociavo le dita.
"Ciao! Io sono Nico! In realtà il mio nome è Nicodemo, ma tutti mi chiamano Nico perché è più corto."
Disse mio figlio con un tono allegro. Per fortuna non aveva mai avuto dei problemi nel socializzare con le persone, quindi attaccò subito discorso.
" Wow, che bel nome Nicodemo. Però penso che ti chiamerò anche io Nico. Posso? "
" Certo! "
Dissi mio figlio.
Finalmente intervenne anche Luce.
"Io sono Luce."
Disse porgendo la mano a Fabrizio, che gliela strinse subito.
"Anche il tuo è un nome stupendo. Vostra madre ha scelto proprio accuratamente."
Luce sorrise e arrossì debolmente.
"Ah, questa è per te."
Disse poi dando la rosa bianca, che aveva sfilato dalle mie, in mano a mia figlia.
"Grazie. È bellissima"
Disse lei prendendola.
"Allora, adesso che avete fatto conoscenza che ne dite di andare? Gli altri ci staranno già aspettando e non sta bene farli aspettare. Inoltre ho un certo languoriono..."
"Sono d'accordo. Se siete pronti, ho parcheggiato la macchina qui dietro, poco lontana. Se volete la vado a prendere e vi carico qui davanti."
"Va bene, grazie"
Risposi.
Sorrisi guardandolo allontanare e chiudere la porta dietro di lui.
"Allora? Come vi sembra?"
Dissi dopo essermi accurata che si fosse allontanato abbastanza. Avevo molta ansia e volevo sapere la loro opinione sul mio nuovo fidanzato.
"Sembra molto simpatico! Quando verrà qua potremo fare la lotta e di sicuro lo batterò."
Disse ovviamente Nico, pensando come prima cosa alla lotta. Però ero felice, sembrava averla presa bene. Certo, per uno come lui non era difficile. Era sempre solare, sorridente e socievole. Non era difficile per lui accettare nuove persone nella sua vita, al contrario di Luce. Infatti a dirla tutta non tra proprio lui la mia priorità. Ero molto curiosa di sapere cosa ne pensasse Luce, questione che mi premeva più di tutti. Appena la vidi aprire le labbra per parare chiusi i pugni fino a far diventare bianche le nocche per la tensione.
"È okk."
Disse soltanto. Tirai un sospiro di sollievo. Erano solo due parole, ma due parole potevano essere anche molto importanti se pronunciate nella maniera e con il tono giusto. Quel è okk mi suonó benissimo. In poche parole aveva accettato Fabrizio. Non avrei dovuto lasciarlo. Ero molto felice. Mi avvicinai a loro e li abbracciai, dando a ciascuno un bacio sulla testa.
"Sono contenta. Su, andiamo fuori che ci starà aspettando."
Seguita dai miei figli mi avvisi verso il vialetto di casa mia, per salire nella macchina nera di Fabrizio che si era appena parcheggiata proprio davanti a noi. Ero pronta per intraprendere una bellissima serata che sarebbe stata sicuramente indimenticabile.
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IL CAPOLAVORO CHE È IN ME 2 // ULTIMO
FanfictionDopo vari anni Margherita, ormai sposata e con due figli, é costretta a tornare a Roma. Fra mille casini, rincontrerà quello che è stato il casino più grande della sua vita. Alla fine della storia ho aggiunto un piccolo "scambio di idee" fra tutti i...
