Castello di Rivombrosa.
Charlotte Tomlinson era nella sua stanza, in un elegante abito avorio. Seduta sul divano, sentiva i passi avvicinarsi nel corridoio.
"Mio Dio" mormorò. Infine, la porta si spalancò.
"Sei stata tu, vero?" Louis gli fu alle spalle. "Hai spinto tu tutti contro di me."
La contessa cercò di rialzarsi, ma con un gesto brusco il conte la costrinse a tornare a sedersi. "Ho dovuto farlo" disse Charlotte, terrorizzata dalla furia nella voce del fratello "nel tuo stesso interesse" si alzò e gli si parò di fronte. "Non ho fatto altro che proteggerti e insieme difendere l'onore della nostra famiglia."
Louis le rivolse uno sguardo carico di disprezzo. "Tu parli di onore?"
"Ti sei illuso che sarei stata a guardare? Che avrei accettato passivamente la tua e la nostra rovina?"
"Vattene!" il conte andò alla porta e la aprì. "Vattene immediatamente, Charlotte! Fuori!" gridò.
La contessa non si mosse. "Cosa? Come vattene?"
Louis tornò da lei e la fissò con odio. "Hai capito perfettamente: ti ordino di lasciare questa casa. Andrai via da Rivombrosa, entro oggi!" disse scandendo le parole.
"Tu non puoi farlo" balbettò Charlotte, spaventata "non hai nessun diritto..."
Il fratello le afferrò il braccio. "Tu, tuo marito e Doris, lascerete questa casa, entro oggi! Non voglio più vederti, Charlotte, mai più."
"Non puoi farlo Louis, pensa a nostra madre."
"Via!" urlò per tutta risposta il conte, prima di imboccare la porta e uscire.
Rimasta sola, Charlotte, si appoggiò allo schienale del divano e scoppiò in lacrime.
Torino, Palazzo Reale.
Sull'attenti, elegante nella divisa rossa, Taylor Swift ascoltava impassibile i complimenti del signor Jean-Luc Beauville.
Solo quando ricevette il riconoscimento per il coraggio e la lealtà dimostrati il giorno dell'attentato al re, al quale aveva salvato la vita, un lampo d'orgoglio le attraversò gli occhi chiari.
Taylor era cambiata molto da quando lavorava al castello dei Tomlinson come stalliera. L'espressione ingenua e scanzonata era stata sostituita da un contegno sobrio e determinato. Taylor non era più una ragazza, era diventata una donna.
Terminata la piccola cerimonia, Beauville la prese da parte e assunse un tono più confidenziale. "Quel giorno, hai notato qualcuno o qualcosa di insolito?" chiese. "A cominciare da quando la carrozza reale ha lasciato la Reggia."
"Per la verità, già prima c'era stato qualcosa di diverso" iniziò Taylor, ancora titubante di fronte a quelle nuove responsabilità. "Il giorno dell'attentato, tutta la scorta segreta del re è stata sostituita."
Beauville sgranò gli occhi. "Impossibile, ti sbagli" affermò con decisione. "Sono sempre gli stessi; per le sue gite, diciamo così... private, il re non rinuncia mai a loro."
"Quel giorno ci ha rinunciato, signore" insistette Taylor "e infatti c'ero anch'io, che sono una semplice guardia, e il re, con il dovuto rispetto, fino ad allora, l'avevo solo visto al balcone" incoraggiata dall'attenzione del consigliere, proseguì. "Poco prima che la carrozza partisse, sono stata chiamata per sostituire uno dei cocchieri, e così è stato con gli altri. Io l'ho considerato un onore, ma poi, visto com'è finita..."
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L'amore impossibile || Larry Stylinson
Fiksi PenggemarHarry Styles non è soltanto il cavaliere di compagnia della contessa Johannah Tomlinson, la donna che l'ha preso a servizio, conquistata dal carattere orgoglioso e dall'onestà del ragazzo, lo considera infatti quasi un figlio. Un dolore pesa però ne...
