XXV

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Villa Payne.


Il marchese Geoff Payne aveva avuto le sue buone ragioni per temporeggiare di fronte alla richiesta di matrimonio di Zayn Malik.

Come aveva rivelato ai due figli, erano rovinati.

Il marchese era uno spirito inquieto, con una passione per le scienze e un'intelligenza vivace e instancabile.

Quando si trattava di affari, però, non sempre era tanto lungimirante. Aveva rischiato tutto ciò che possedeva in un investimento e aveva perso ogni cosa, comprese le doti per i figli.

Ora, ciò che più importava era nascondere quel collasso finanziario agli occhi della nobiltà, fino a quando fosse stato possibile. Così il marchese organizzò una delle sue dimostrazioni scientifiche e non badò a spese.

Quel pomeriggio, ai bordi della fontana nel giardino di Villa Payne, rallegrato da un'orchestra, vi erano tutti gli ospiti che contavano: Nick Grimshaw, il marchese Sorbelloni, Briana Jungwirth, il conte Louis Tomlinson e, naturalmente, Zayn Malik.

Non erano le novità scientifiche ad aver attirato Briana alla dimostrazione. Il ritorno improvviso di Louis l'aveva sorpresa e benché ne intuisse la ragione, voleva vederci chiaro.

"Ho sentito certe voci..." disse la marchesa a Louis, quando furono soli.

"Per una volta quelle voci sono vere" rispose il conte Tomlinson. "Sono innamorato, Briana."

La marchesa accolse quella dichiarazione con una risata e cercò di minimizzare i sentimenti del conte, ricordandogli quanto fossero fugaci.

"Solo la passione è fugace" ribatté Louis, senza esitare. "L'amore vero è eterno."

Nel frattempo, Geoff Payne, cercava di trasmettere il proprio entusiasmo agli ospiti radunati nel giardino.

Ebbe ben poco successo con il marchese Nick Grimshaw, al quale più del prisma e delle scomposizioni della luce, interessava la scollatura della figlia del padrone di casa, Nicola.

Anche Zayn non dava segni di interesse, ma per ragioni ben diverse. Quando vide Liam allontanarsi dal ricevimento, lo inseguì su per gli scalini che conducevano a un piccolo ponte e gli arrivò di corsa alle spalle.

"Allora? Mi spieghi cosa sta succedendo?" chiese senza preamboli.

"Zayn" protestò Liam, a disagio "mi hai fatto paura."

"Liam, io sono stanco di questo stupido gioco."

"Non c'è nessun gioco, Zayn" rispose Liam, senza guardarlo negli occhi. Suo padre gli aveva proibito di fare parola con Zayn delle loro condizioni finanziarie e ora il giovane era combattuto tra l'obbedienza al genitore e i sentimenti che provava per il conte, più intensi e sinceri di quanto Zayn avrebbe mai immaginato. "è che ho semplicemente bisogno di tempo."

"Tempo?" ripeté il conte Malik, incredulo. "Ma io ho chiesto la tua mano, voglio sposarti. Te l'ha spiegato quel testone di tuo padre sì o no?"

"Sì, certo, certo, me l'ha spiegato. Però forse non è il caso di correre così."

Non era impresa facile mettere un freno all'orgoglio e all'impazienza del conte Malik. "Io non riesco a capire che vuoi" esclamò Zayn. "Preferisci che vada giù e gli spieghi che siamo già sposati di fatto?"

Di fronte a quell'allusione a ciò che era avvenuto in carrozza, Liam si irrigidì. "Non osare nemmeno pensarlo."

Zayn non poté più trattenersi. Lo afferrò per un braccio e lo spinse contro la balaustra del ponte. "E tu non prendermi in giro" disse con la voce strozzata, poi lo baciò.

L'amore impossibile || Larry StylinsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora