Vedere il dolore negli occhi della mia famiglia fa male. Molto male. Vedo mia madre piangere mentre calano la bara. L'abbraccio, in fondo è l'unica cosa che posso fare. Siamo tutti a pezzi e tutti abbiamo bisogno di un sostegno emotivo.
Dopo il funerale decido di fare una passeggiata con i miei genitori per schiarirmi le idee.
"Come va a Milano?" mi chiede mia madre.
"Piuttosto bene, ci stiamo allenando parecchio"
"Abbiamo saputo della morte di Trevor, ci dispiace tanto. Era un brav'uomo" afferma mio padre.
"Lo so, è stata una grande perdita ma Claudia l'ha già sostituito"
"Chi vi sta allenando?"
"Un ragazzo" rispondo vaga. I miei si scambiano un'occhiata e poi mi guardano.
"Come vi allena? è bravo?" inizia a chiedere mio padre.
"Si è bravo e no, non è un serial killer. Se te lo stavi chiedendo" lo anticipo. So com'è fatto mio padre: cerca di trovare il lato peggiore in ogni persona. Mio padre annuisce con la testa ma non sembra convinto.
"è giovane?" chiede ora mia madre.
"Insomma! Volete che vi dia la sua carta d'identità?" chiedo ridendo.
"Beh, potrebbe essere una buona idea..."
"Papà!" lo rimprovero.
"Va bene, va bene" alza le mani ridendo.
Continuiamo la nostra passeggiata e il giorno dopo mi ritrovo già nell'aereoporto.
"Mamma, papà vi voglio bene - dico abbracciandogli - ci vediamo. Venite qualche volta a Milano, è bellissima. Vi piacerà!" propongo.
"Ci penseremo su" esclama mio padre posandomi un bacio sulla pronte. Salgo sull'aereo e osservo Manhattan che mano a mano diventa sempre più piccola.
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nuotiamo insieme
Literatura FemininaInes Smith è una nuotatrice agonistica. Riceve una borsa di studio a Milano; non ci pensa due volte e decide di partire. Il suo istruttore, però, muore in un incidente stradale. Chi allenerà ora la squadra di Ines? Ma è logico Chris Jones, un ragazz...
