Il colpo era andato abbastanza bene e sorrisi svoltando una curva a sinistra e lanciando un'occhiata al mio borsone pieno zeppo di soldi.
Erano le dieci di sera e non appena arrivai nel mio studio depositai tutto in cassaforte chiudendo a chiave.
"Dobbiamo festeggiare, subito." disse la mia migliore amica raggiungendomi e mi versai un bicchiere di whisky bevendolo energicamente.
"Cambiati, oggi c'è una serata abbastanza importante in un locale." disse Tokyo trascinandomi in camera mia e sbuffai appoggiandomi nel letto.
"Posso rubare il tuo armadio?" disse ad un certo punto e scoppiai a ridere.
"Vai in doccia nel mentre che scelgo gli abiti, io sono già pronta cazzo!" esclamò entusiasta e alzai gli occhi al cielo andando a prepararmi.
Una volta uscita mi truccai e rimasi in intimo nel mentre che Tokyo mi fece un cenno abbastanza felice.
"Ora capisco perché la regina araba ti vuole così tanto, guarda che fisico." disse guardandomi battendo le mani e mi spruzzai il profumo nel mentre che sorridevo soddisfatta per i vestiti che aveva scelto.
"Ti piace?" disse infilandomi dei jeans stretti e un top scollato che risaltava tantissimo il mio seno.
"Come sempre, impeccabile." dissi guardandomi allo specchio e sbuffai notando il segno violaceo nel mio seno.
"Vedo che ti sei già divertita." disse sfiorando il marchio di Zulema ma scossi la testa infilandomi i tacchi e toccando i miei capelli lunghi e mossi.
"Non è come pensi, abbiamo una sfida in atto e ci stiamo provocando tanto." dissi facendo spallucce e Tokyo sospirò incredula.
"Vi conosco, sei sicura di quello che stai facendo? Quello che è successo è da prendere in considerazione e ti consiglierei di non fare l'idiota con lei." mi consigliò alzandosi e inarcai un sopracciglio confusa.
"È lei che non deve fare l'idiota con me ma peccato che l'ha già fatto. Guarda come cazzo mi ha ridotta, Tokyo!" urlai perdendo la pazienza e le lacrime minacciavano di uscire dai miei occhi, non riuscivo a mantenere la calma quando si trattava di lei.
"Chiedile delle spiegazioni." disse la ragazza davanti a me e sospirai.
"Già fatto, dice che l'ha fatto per evitare che mi ammazzassero, come se non sapessi badare a me stessa." dissi scuotendo la testa incredula e presi un lungo respiro profondo.
"Ne sei proprio sicura?" disse sorridendomi e scoppiai a ridere isterica.
"Ed ecco che ancora una volta, fate tutti i misteriosi con me!" esclamai afferrando la borsa e cercai le chiavi della macchina nel mentre che Tokyo mi raggiungeva, abbastanza sconvolta.
"Non ti stiamo nascondendo nulla ma perché al posto di sbraitare contro di lei non provi a parlarci seriamente?" disse entrando in macchina e misi in moto con la mascella contratta.
"Non posso avere una conversazione civile con lei perché o finiamo col provocarci o mi viene l'istinto di ucciderla come è già successo." dissi accelerando e mantenni lo sguardo fisso sulla strada, abbastanza concentrata.
"Sai quante cazzo di cose ho fatto per Rio? Per metterlo al sicuro? Aziona quella merda di cervello che ti ritrovi." sbottò Tokyo con rabbia e scossi la testa con un sorriso sulle labbra.
"Perché?" chiesi semplicemente e strinsi con forza il volante della mia audi.
"Davvero non ci arrivi?" disse la mia migliore amica alzando la voce e scossi la testa guardandola brevemente.
Mi sentivo spaesata e non capivo nulla.
"Perché lo amo cazzo, e fatti due domande se si è comportata così con te." disse con la voce che le tremava e sgranai gli occhi frenando di colpo in una piazzola deserta.
"Che?" urlai senza fiato e Tokyo chiuse gli occhi nel mentre che cercava di calmarsi per l'impatto.
Avevo il respiro accelerato e il cuore sembrava che stesse per scoppiarmi dal petto per la sua affermazione.
La guardavo scioccata e avevo gli occhi sgranati con la bocca spalancata, Zulema non poteva amare nessuno.
Nessuno poteva fare una cosa del genere, non aveva ancora capito la gravità della situazione e tutti i traumi che mi aveva causato il suo gesto.
"Farò finta di non aver ascoltato." sussurrai riprendendomi e ripartii con calma senza dire una parola.
Tokyo guardò fuori dal finestrino con le lacrime agli occhi e cercai la sua mano cercando di farla calmare, odiavo da morire litigare con lei e subito strinse la mia mano lasciandomi un piccolo bacio sopra di essa in segno di affetto.
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revival
Azione➸ Sequel, Escape. (gxg) "Impara a giocare la carta dell'indifferenza. È la più scaltra delle vendette. Perché vi sono molti di cui non avremmo saputo nulla se qualche loro nemico noto non ne avesse parlato. Non vi è vendetta come l'oblio, che se...
