Che cos'è il ricordo se non il linguaggio dei sentimenti, un dizionario di volti e giorni e profumi che ritornano come verbi e aggettivi nel discorso?
In stanza calò il silenzio e la donna davanti a me aveva il fiatone, il suo petto si alzava e riabbassava come non mai.
"Cosa?" sussurrai mettendomi una mano sopra al cuore e per poco non svenni.
"Mi hai sentita bene, bionda." disse toccandosi il viso nervosamente e avanzò verso di me ma io indietreggiai terrorizzata.
"Da quanto?" mormorai alzando la mano per allontanarla ma me la prese e le lasciò un piccolo bacio sopra.
Pianse silenziosamente e si accoccolò nell'incavo del mio collo facendosi scappare alcuni singhiozzi.
Ero rigida come una statua e le sfiorai i capelli non sapendo cosa fare.
Ero sconvolta per tutto quanto.
"Dal primo momento in cui ti ho vista in accademia, quando avevi precisamente l'età di 20 anni." sussurrò contro la mia pelle e alcune lacrime rigarono il mio viso perché non me l'aspettavo proprio per niente.
"Mi sono innamorata di te dal primo sguardo, da come i tuoi occhi guardavano i miei, dalla tua voce e dai modi perfettini che utilizzi. Sono innamorata di te e non hai idea di quanto sia liberatorio dirtelo e so che ti perderò dopo di questo." disse adagiandomi ancora con più forza contro la porta e chiusi gli occhi cercando di calmarmi del tutto.
"Mi hai sempre trattata male in molte occasioni, perché?" dissi staccandomi leggermente da lei e con cautela le asciugai tutto il trucco colato.
Era bellissima e non le staccavo gli occhi di dosso vedendola in un modo talmente diverso da farmi gelare il sangue.
"Perché ho amato poche persone nella mia vita e non volevo assolutamente farti del male a causa del mio orgoglio. Ma vedi, non ce l'ho fatta." disse facendo spallucce e si riprese un attimo facendo dei lunghi respiri profondi.
"Non voglio perderti, è la cosa che mi terrorizza di più al mondo quindi non cancellarmi dalla tua vita nonostante tutti i miei errori." sussurrò cercando le mie labbra e ricambiai il bacio un po' incerta nel mentre che mi accarezzava il viso facendomi quasi sorridere.
Non era l'unica che aveva sbagliato nel nostro rapporto e realizzai che le sue paure erano quasi del tutto uguali alle mie.
"Sono innamorata di te, tanto." disse mordendomi piano il labbro e mi venne un peso enorme sopra allo stomaco.
"Scusami, non ce la faccio." sussurrai staccandomi dalle sue labbra e la vidi annuire comprensiva, sicuramente si aspettava una reazione del genere da parte mia, non potevo comportarmi come se niente fosse dopo tutto il nostro passato.
Mi lasciò andare e delicatamente mi diede un lungo bacio sulla guancia, sospirando incredula e ferita.
Le feci un sorriso nervoso e uscii da quella stanza con delle nuove consapevolezze in più.
Percorsi il corridoio e scoppiai a piangere per tutto quello che era successo, finalmente non ero più all'oscuro di tutto e mi serviva del tempo per metabolizzare.
Saray mi venne incontro e mi guardò amorevolmente con uno sguardo dolce.
"Te lo ha detto, vero?" sussurrò afferrandomi per un braccio e mi accorsi che stavo letteralmente tremando.
"Sì, so tutto." mormorai con un filo di voce appena udibile ma la gitana capí e fece un lungo sospiro comprensivo.
Accarezzò la mia mano dolcemente e senza replicare raggiunsi la mia macchina ai parcheggi e andai a casa.
Una volta arrivata mi accoccolai sotto le coperte e indossai la sua felpa inalando il suo profumo meraviglioso che mi fece calmare i nervi tesi.
Tokyo entrò dopo alcune ore e senza dire niente mi diede un piccolo bacio sulla guancia e si infilò sotto le coperte abbracciandomi forte da dietro.
Cercai la sua mano e piansi sfogando tutta la tensione accumulata per anni, per colpa di un segreto più grande di me.
Ma cosa volevo realmente?
L'idea che lei ricambiasse ciò che provavo io mi terrorizzava tantissimo a tal punto da rinchiudermi nelle mie stesse mura senza voler uscire mai più.
"Sono qui, Maca." sussurrò la mia migliore amica aumentando ancora di più la presa e mi addormentai esausta con le lacrime che mi rigavano il viso.
Coloro che hanno toccato la mia anima non sono riusciti a risvegliare il mio corpo, e coloro che hanno accarezzato il mio corpo non stati in grado di raggiungere la mia anima.
Mi domando se sia realmente possibile capire perfettamente un'altra persona. Anche quando ci sforziamo di conoscere qualcuno mettendoci tutto il tempo e la buona volontà possibili, in che misura possiamo cogliere la sua vera natura?
Sai quando sei seduto su una sedia e ti sporgi all'indietro fino a restare in equilibrio sulle due gambe, poi ti sporgi troppo e stai quasi per cadere, ma all'ultimo momento riesci a riprenderti?
Io mi sentivo sempre così.
La mia forza sta nella mia debolezza.
Le grandi decisioni le avevo prese sempre mascherandole da fughe.
Mi svegliai aprendo gli occhi delicatamente e ormai fuori era notte fonda, mi sentivo meglio ma avevo ancora un po' di malessere a livello mentale.
"Hey, dormigliona." disse Tokyo porgendomi una tazza di cioccolata calda e mi misi seduta legandomi i capelli.
"Cazzo quanto ho dormito." mormorai con la voce impastata dal sonno e incominciai a berla lentamente.
"Stai meglio?" disse sedendosi al mio fianco e annuii portandomi la felpa di Zulema sul viso per gustarmi il suo profumo meraviglioso che mi mancava.
"Se ne vuoi parlare, io ci sono." disse dolcemente e guardai le varie lucine di natale posizionate in tutta la camera.
Forse parlarne con le mi aiutava in un certo senso a non pensare troppo, ma la verità era stata troppo sconvolgente per me che non sapevo nemmeno da dove incominciare, era semplicemente oltre.
"Mi ha detto che è innamorata di me da sempre, ma non ha mai avuto il coraggio di dirmelo." dissi ad una certa e Tokyo trattenne un gridolino estasiato.
"Cazzo, lo sapevo io! Ho sempre notato dai suoi comportamenti che c'era qualcosa che non andava. Ti ha sempre protetta Maca, dovresti seriamente provarci con lei perché anche tu vuoi la stessa cosa o sbaglio?" disse guardandomi dritta negli occhi e feci spallucce confusa.
Non sapevo nemmeno io se dopo questa confessione volevo riavere un rapporto civile, ma tanto amiche non potevamo essere perché anche se ci avessimo provato c'era troppo desiderio ma entrambi le parti.
La mia era paura di soffrire.
"Io tempo fa gliel'ho confessato che sono innamorata di lei, infatti non mi aveva detto nulla ma dopo avermi spiegato ogni intreccio del passato mi sono accorta che le cose sono cambiate tantissimo tra di noi." dissi guardando fuori dalla finestra e mi asciugai velocemente alcune lacrime.
Questa storia era un casino totale.
"Avete sofferto tanto, so che magari hai altri piani ma perché non provarci per vedere come va? Ricordati che talvolta davanti a noi abbiamo persone tanto potenti ed è un bene rimanere in silenzio. Lei non ha potuto fare nient'altro però ti ha salvato Maca, in un modo sbagliato forse, ma sei qui con noi. Ed io non la ringrazierò mai abbastanza per ciò che ha fatto." disse con le lacrime agli occhi e appoggiai la tazza ormai finita nel comodino.
Appoggiai la testa sul cuscino e chiusi gli occhi pensando a cosa fare.
Volevo del tempo per metabolizzare tutto quanto all'interno della mia vita, a partire dai miei genitori.
La sua storia era incredibile perché nonostante tutto aveva tirato fuori le palle facendosi valere davanti a tutti, Hanbal compreso e grazie alla sua forza ora aveva un nome, un titolo, era un'icona ed io ne ero consapevole del fatto che se non l'avessi afferrata per bene l'avrei persa come niente.
La sua potenza non era roba da tutti mentre per me sì, perché quando due persone hanno il cuore disintegrato in mille pezzi l'unica cosa fare è solo una: fonderlo unendo i pezzi, insieme.
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revival
Azione➸ Sequel, Escape. (gxg) "Impara a giocare la carta dell'indifferenza. È la più scaltra delle vendette. Perché vi sono molti di cui non avremmo saputo nulla se qualche loro nemico noto non ne avesse parlato. Non vi è vendetta come l'oblio, che se...
