Zulema aumentò la presa non appena Kabila avanzò per guardarmi più attentamente e fece una smorfia guardando il braccio del mio scorpione stringermi in un modo possessivo da mettermi i brividi.
"Che cazzo ci fai qui?" sbottai guardando velocemente Sergio che aveva uno sguardo abbastanza triste ma sicuramente aveva deciso di non dirmi nulla per non farmi impazzire.
"Non posso?" disse guardandomi dritta negli occhi e prese posto non molto lontano dal mio.
"Non volevo più vederti dopo il carcere, in tal caso non l'avessi capito." dissi furiosa e Zulema si avvicinò al mio orecchio sussultando leggermente.
"Posso ucciderla?" disse con un tono di voce abbastanza ingelosito e mi morsicai il labbro appoggiando la mano sopra alla sua per calmarla.
"Peccato che io non ho nemmeno dimenticato le nostre incredibili scopate, che peccato Macarena vero?" disse guardando velocemente Zulema che non appena sentì quelle parole lasciò scivolare il braccio dal mio corpo e si risedette.
Lanciai un'occhiataccia alla Riccia e
ripresi subito il mio autocontrollo incedibile.
"Io invece non ho dimenticato che per me non ha contato nulla, pensavo che lo sapessi Kabila." dissi con un tono melodrammatico e Tokyo ci raggiunse in sala con una bottiglia di alcool in mano.
"È uno scherzo vero?" disse bloccandosi di scatto e appoggiò la bottiglia sopra al tavolo con forza.
"Da quanto tempo." disse Kabila sorridendole e la mia migliore amica serrò la mascella ricordando tutto il male che mi aveva fatto passare la sottoscritta.
"Giuro che se ti riavvicini a lei ti faccio saltare in aria la testa cazzo, stronza!" esclamò furiosa indicandomi e mi sedetti al mio posto guardando velocemente Zulema che stava studiando con attenzione la mia ex fidanzata con rabbia.
Kabila alzò le mani guardandomi intensamente ma evitai il suo sguardo restando in silenzio.
"Possiamo ricominciare?" disse Sergio serio e annuimmo nel mentre che Zulema si alzava dal posto facendomi sobbalzare e con molta cautela si sedette nel divano incrociando le gambe e fumando.
Alzai gli occhi al cielo e la gamba mi tremava per tutto il nervoso che stavo provando e il mio scorpione aveva lo sguardo fisso su Kabila, evitandomi completamente.
"Posso interrompere?" sbottai ad una certa facendo sobbalzare tutti i presenti e si accigliarono subito.
"Certo Maca, dimmi." disse Sergio rivolgendomi tutta la sua attenzione e serrai la mascella guardando il nostro piano di attacco.
"Io non la voglio nella mia squadra sia chiaro, manco per il cazzo." dissi raccogliendo i fogli e feci un cenno ai miei uomini di raggiungermi.
Non mi fidavo di lei e c'era palesemente qualcosa che non andava per il verso giusto.
"Non fare la rancorosa." disse Kabila non appena la indicai e alzai una mano intimandole di fare silenzio.
"Devi ringraziare che io non ti abbia spaccato la faccia non appena ti ho vista dentro a quel buco di merda. E se per un attimo hai pensato che scopare con te mi abbia fatto provare qualcosa ti sbagli di grosso, l'ho fatto per mettermi a posto le idee e sai quali sono le mie conclusioni?" dissi arrivando ad un centimetro dal suo viso e vidi Zulema alzarsi dal divano.
"Sentiamo." disse la ragazza davanti a me accigliandosi dal mio comportamento scontroso e le sorrisi strafottente.
"Per anni credevo di amarti ancora, rinchiudendomi in me stessa fino a soffocare e tante volte mi sono sentita sbagliata ma finalmente dopo anni, tu non sei la persona che voglio Kabila, e non lo sarai mai. Sei solamente stata il mio divertimento, una piccola distrazione per evitare di pensare a tutt'altro." conclusi facendo spallucce e i suoi occhi diventarono lucidi per le parole taglienti che avevo usato.
Non disse una parola e notai che tutti i presenti avevano la bocca aperta, Zulema si accese una sigaretta toccandosi i capelli e il mio sguardo distrutto finii proprio su di lei.
"Per me la riunione finisce qui." dissi sorridendo a Sergio e senza dire una parola lasciai la stanza facendo un rumore assordante con i miei tacchi che riecheggiavano nel pavimento.
Feci uscire lentamente il fumo dalle mie labbra e mi strinsi di più al mio capotto guardando la piscina e il giardino illuminati da tante lucine.
Vari flashback colpirono la mia mente e sorrisi tristemente ricordando di quando Zulema mi aveva trascinato nel prato e avevamo unito i nostri corpi in una cosa sola sotto ad un cielo infinito di stelle.
"La biondina qui, si è divertita." disse una voce alle mie spalle e sussultai notando che si trattava proprio di lei.
Non le risposi e decise di mettersi al mio fianco elegantemente nella poltrona.
"Ho detto la verità." sussurrai buttando la cicca e il suo sguardo era in tutto il mio corpo, con occhi sognanti.
"L'hai scopata, complimenti." disse scuotendo la testa incredula e inarcai un sopracciglio confusa dalla sua reazione.
"Nel mentre, vedevo te sai? Eri sempre nei miei cazzo di pensieri, Zulema." dissi voltandomi verso di lei e la sua mascella era contratta da morire, aveva fuoco dentro e si vedeva eccome.
"Non ti sei fatta nessun problema a quanto vedo, sei patetica bionda." disse ridendo leggermente e boccheggiai davanti alla sua affermazione.
"Ti sei divertita anche tu in tutti questi anni, posso fare lo stesso perché io e te non stiamo insieme." dissi guardando davanti a me e potevo percepire la sua rabbia aumentare da qui.
"Ecco la donna più spudorata che questa città abbia mai visto, si è divertita un mondo a rovinare tutto!" esclamò sarcastica e la mia testa scattò verso la sua direzione.
"Rovinare? Quella che ha rovinato tutto quanto all'interno della mia vita sei sempre stata tu. Ti ho dato tutta me stessa." dissi arrabbiata e mi alzai dalla poltrona per stare da sola.
Percorsi il nostro sentiero privato e il mio scorpione ovviamente non si arrese e mi inseguí con passo spedito.
"È maleducazione andarsene quando un'altra persona ti sta parlando." ringhiò afferrandomi per un polso e trattenni le lacrime perché il suo tocco mi faceva provare emozioni incredibili.
"Lasciami." dissi non appena mi spinse contro al muro e strinse i miei polsi alzandomeli sopra alla mia testa.
"Dillo che sei ancora innamorata di me." sussurrò appoggiando le labbra sul mio collo ma scossi la testa furiosa.
"Io ti odio." mormorai cercando di staccarla dal mio corpo ma Zulema non mi lasciava manco morta.
"Al solo pensiero che quella ti abbia vista nuda e baciata mi manda fuori di testa letteralmente. Solo io posso farlo, solo io devo avere questo privilegio ma ogni volta che ti ho tra le mie mani mi scivoli via come niente." disse guardandomi dritta negli occhi e una lacrima mi rigò il viso ma venne subito asciugata da lei.
"Voglio sapere la verità, Zulema." sussurrai dolcemente e mi lasciò andare i polsi, l'afferrai per la nuca avvicinandola a me e mi baciò lentamente intrecciando la lingua con la mia.
Scosse la testa mordendomi il labbro e le mie mani si intrufolarono sotto alla sua felpa per percorrere il suo addome tonico e stringerle il seno.
Fece un piccolo gemito e l'intento era quello di trascinarla a casa e farla mia ma non potevamo.
Meritavo di sapere.
"Rimani con me, ti voglio." mi supplicò stringendomi la vita ma le afferrai la mascella e scossi la testa seria.
Non dissi una parola e Zulema diede un pugno al muro dal nervoso sfregiandosi le nocche, spalancai la bocca incredula e la vidi imprecare accasciandosi a terra.
"Maledizione." disse respirando a fatica e scossi la testa guardando la quantità di sangue nella sua mano.
Pensai bene a cosa fare e serrai la mascella guardando la donna che mi aveva rovinato la vita stare male.
"Andiamo in infermeria." dissi aiutandola ad alzarsi ma si tolse dalla mia presa incominciando a camminare.
Fottuto orgoglio.
"Zulema." la richiamai afferrandola per un braccio ma mi spinse lontana con la mascella contratta senza dire una parola.
Sbuffai spazientita e decisi di trascinarla con la forza dentro, all'inizio protestò ma poi sbuffò furiosa e camminò al mio fianco imprecando sottovoce.
Entrammo dentro e la feci sedere nel lettino, non disse una parola e il suo sguardo vagava in tutto il mio corpo.
Mi tolsi la giacca scoprendo la mia scollatura e mi legai i capelli facendole sgranare gli occhi.
"Sei un'idiota." sussurrai mordendomi il labbro e squadrò attentamente tutto il mio collo esposto leccandosi le labbra.
"E tu sei bellissima." disse facendo spallucce e per non farle vedere
che stavo sorridendo le diedi le spalle afferrando delle garze e del cotone.
Ma facendo così ci stavamo solamente facendo del male a vicenda, distruggendo il nostro orgoglio e rancore.
"Non saremo mai più niente, lo sai?" dissi incominciando a tamponare la sua ferita e sussultò non per il dolore, ma per la mia affermazione.
"Va bene, Macarena." sussurrò con la voce tremolante e mise il viso di lato, alzai di poco lo sguardo e alcune lacrime rigarono il suo viso ma le asciugò veloce.
Non credevo che si facesse vedere così debole e abbassò lo sguardo serrando la mascella e trattenendo il respiro.
Continuai a fare quello che stavo facendo in silenzio con cautela le fasciai la mano ripulendo e disinfettando tutto quanto.
"Guardami." le sussurrai alzandomi ma mi evitò come se avessi la peste, tentò di alzarsi ma le aprí le gambe e mi misi in mezzo facendola sussultare subito.
"Io noto tutto, sai?" aggiunsi afferrandole saldamente il viso e i suoi occhi erano rossi e gonfi, colmi di dolore.
A causa mia.
Ma anche a causa sua.
"Sicuramente non i particolari." disse con un tono abbastanza ferito spingendomi con forza fino a farmi barcollare e uscì dalla stanza sbattendo la porta con forza.
Lasciandomi senza parole.
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revival
Aksiyon➸ Sequel, Escape. (gxg) "Impara a giocare la carta dell'indifferenza. È la più scaltra delle vendette. Perché vi sono molti di cui non avremmo saputo nulla se qualche loro nemico noto non ne avesse parlato. Non vi è vendetta come l'oblio, che se...
