Capitolo 28

4.6K 164 105
                                        

Nel corso dei giorni, la vicinanza di Hyunjin si era intensificata sempre più. Quando non stava fuori casa per progetti del gruppo o sessioni di danza e lezioni di canto, me lo ritrovavo intorno, sempre presente e attento a quello che facevo. Era diventata una presenza costante al mio fianco mentre qualcun altro sembrava allontanarsi sempre di più. Mi preparava il caffè, mi faceva trovare degli spuntini quando scendevo in cucina e la sera passava nella mia camera per fare due chiacchiere prima di andare a dormire. Dopo la baraonda dei giorni precedenti avevo preso le distanze un po' da tutti e Hyunjin era l'unico che continuava ad insistere nel volermi stare vicino. Gli altri cercavano semplicemente di rispettare il mio spazio, rassicurandomi di continuo sul fatto che nessuno di loro la pensava come Chan. Anche se non lo davo a vedere, credevo alle loro parole ma ero rimasta così ferita che mi ritrovai ad allontanarmi come reazione istintiva alla paura. I ragazzi cercavano di avvicinarsi a me ma io mi ritraevo.

«Voglio le lanterne colorate. A te piacciono, Hyuna?»

Alzai la testa nel sentirmi nominare. Felix mi stava guardando con sguardo interrogativo, facendo tintinnare la penna sul tavolo della cucina.

«Come?»

«Le lanterne colorate. Che ne pensi?»

«Ah, si, carine»

Tornai ad abbassare la testa sul bicchiere che stavo asciugando. Lui e Han erano scesi circa mezz'ora prima, discutendo già della loro festa di compleanno che sarebbe stata a breve. Non avevo ascoltato una sola parola di quello che avevano detto, anche se di tanto in tanto chiedevano la mia opinione. Da quando, con Chan, le cose si erano raffreddate mi sentivo sempre fuori dal mondo, mai focalizzata al cento per cento su quello che facevo.

«Buongiorno» Hyunjin entrò in cucina con aria ancora assonnata. Indossava una canotta nera larga che gli metteva in risalto le braccia muscolose. Vidi alcune chiazze di acrilico sulla sua pelle, segno che la notte prima aveva fatto tardi per dipingere. Notando il mio sguardo su di sé mi sorrise, andando a prendersi un succo dal frigorifero. Con sguardo furbo si sistemò al mio fianco, posando la mano sulla mia schiena, accarezzandomi da sopra la stoffa della maglietta. Un piccolo brivido mi percorse.

«Secondo me possiamo organizzare qualcosa in giardino» rifletté Han puntando lo sguardo su di noi.

«Di cosa stiamo parlando?» chiese Hyunjin continuando a toccarmi.

«Della nostra festa di compleanno»

«Non sapevo organizzassimo una festa»

«Certo che la organizziamo! Io e Felix vogliamo festeggiare» affermò Han con enfasi e un gran sorriso.

«Sono d'accordo» affermò Hyunjin accostandosi, poi, al mio orecchio per sussurrare «Ci divertiremo»

Puntai gli occhi su di lui con il cuore che saltò un battito.

«Ragazzi, concentriamoci. Festa in giardino?» chiese Han con i grandi occhi spalancati per l'entusiasmo.

«E' settembre, non fa abbastanza caldo per farla fuori» gli ricordò Felix continuando a pensare.

«Potete farla dentro. Casa è abbastanza grande. Si possono spostare i mobili del piano terra, preparare un bouffe, mettere musica e festoni» Hyunjin si spostò di qualche passo da me, bevendo il succo e alternando lo sguardo da loro a me.

«Mi piace! Posso comprare tanti festoni da riempire la casa!» Felix si alzò entusiasta.

«E facendola dentro casa possiamo festeggiare fino all'alba e finire ubriachi sul pavimento!»

«Si!» lo assecondò Felix. Entrambi saltarono in tondo con entusiasmo.

«Oppure, potete andarvene in un bel locale cosicché io non debba passare tutta la notte a pulire» affermai sarcastica e con una punta di fastidio. Nella stanza calò il silenzio. Mi ritrovai tre paia di occhi puntati addosso, tutti leggermente spalancati per la sorpresa. Non mi ero mai rivolta a loro in maniera così brusca perciò capivo la loro sorpresa. Quello che loro non capivano, però, era il mio bisogno di starmene un po' per i fatti miei, senza nessuno intorno, a piangermi addosso e commiserarmi. Organizzare una festa e soprattutto ripulire alla fine non erano nella mia lista di cose da voler fare. Guardai Felix. Aveva la testa bassa, con gli occhi puntati sul pavimento. Sembrava così triste che mi si strinse il cuore.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora