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Capitolo 2

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Nathaniel

8 ORE DOPO L'ARRESTO

Tamburello le dita sulla superficie in legno, facendolo essere l'unico rumore udibile nella stanza. I miei occhi sono puntati sul vetro oscurato, dove si può vedere da fuori, ma non da dentro. Quel figlio di puttana mi sta osservando dall'altra parte e se pensa che quattro mura possano fermarmi, si sbaglia alla grande.

Le parole del testa di cazzo del poliziotto riecheggiano nella mia mente, ma scuoto la testa scacciandole via insieme alle scene di quella sera.

Il colpo di pistola. Le urla. Il rumore dei pneumatici sull'asfalto.

Blocco i miei movimenti quando l'immagine dei suoi capelli biondi e i suoi occhi color miele appare nella mia testa. Il suo sguardo contornato dagli schizzi di sangue che mi guarda scioccato.

Tendo la mascella quando la porta viene aperta nuovamente, rivelando un uomo sulla cinquantina in giacca e cravatta. Si dirige verso la sedia difronte a me, tenendo in mano un fascicolo giallo.

«Nathaniel Wilson, agente speciale Eduard Ginson.» Dice guardandomi negli occhi, mentre estrae il distintivo dalla tasca della giacca e lo alza, mostrandomelo. Alzo le spalle fregandomene altamente.

Sti cazzi dove li mette?

«Le accuse su di lei la condannano per omicidio colposo con una reclusione che va dai venticinque ai trent'anni.» Spiega le solite cazzate burocratiche, senza però aprire il fascicolo. Lui mi guarda ed io guardo lui alzando le sopracciglia.

«Non c'è nessun precedente penale, la sua fedina penale è pulita.» Apre il fascicolo e abbasso lo sguardo notando la mia foto in alto a destra. «Quindi la domanda che sorge spontanea è perché uccidere Nevaeh Rose? Una ragazza innocente? » Chiude il fascicolo e posa i gomiti sul tavolo, scrutandomi attentamente.

Sposto lo sguardo su un punto indefinito, per poi riportarlo su di lui. Stringo le mani a pugno, facendo diventare le nocche bianche e sento il metallo stringere intorno ai miei polsi. La penna appesa sul suo taschino mi fa salire il desiderio di ficcargliela nella carotide.

«Perché proprio lei?» Il sangue sta bollendo nelle vene e inspiro profondamente, cercando di mettere in atto quello che ho imparato in situazioni del genere.

«Ascolta Nathaniel.» Lo fulmino con lo sguardo per il modo con cui si è rivolto a me. « Se collabori e ci dici come sono andate veramente le cose, la tua pena verrà ridotta e potresti uscire tra venti con buona condotta.» Spiega appoggiandosi sullo schienale della sedia, aspettando risposte da me.

Ho ucciso più persone di quante lui ne abbia arrestate nella sua carriera da cane segugio.

«Vediamo se così le risposte sono più esaustive.» Apre nuovamente il fascicolo, ma questa volta salta la prima pagina e va direttamente al centro, dove sono presenti delle foto.

Sposta il fascicolo e prende le foto, rigirandole e mettendole davanti a me. I miei occhi scrutano attentamente l'immagine del corpo senza vita sul terreno, raffigurato nelle foto da diverse angolazioni.

Nessuna di queste ritrae il volto, visto che è coperto dal capelli biondi sporchi di fango e sangue. Scatto in piedi, quando riconosco la mia maglia che copre il busto, ma le manette mi bloccano i movimenti.

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