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Capitolo 35

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Nevaeh Rose

In frenesia per le dita lunghe e tatuate che pompano dentro di me.
In estasi per la posizione instabile in cui mi trovo.
In palpitazione per la dichiarazione di Nate.

Quelle parole hanno sono scavate un posto nel cuore, costringendolo a battere più forte. Ogni suo gesto vale cento parole, ma ogni parola vale mille gesti.
La frase mi accarezza l'orecchio, mentre si ripete nella mia testa.

Sei la cosa bella della mia vita.

L'oscurità che lo circonda sembra essermi mossa, lasciando spazio a fare un passo avanti. A volersi bene e a lasciare che qualcuno gli voglia bene allo stesso modo. Sta cercando in se stesso la forza per poter superare, ciò in cui è rimasto bloccato per anni.

Non importa se le sue dita continuano a muoversi in me, la mia mente era assorta sul bagliore che illumina il suo sguardo. E solo due volte l'ho visto nei suoi occhi. Quando è in Tennessee. Le barriere si assottigliano e non c'è nessun'altro, se non lui a casa.

«Se non vuoi che smetta, devi solo pensare all'orgasmo che sto per farti raggiungere.» Mi sento vuota non appena sfila le dita. «Ora da brava, togli gli anelli.»

Boccheggio alle sue parole e porta le sue dita lunghe e con i miei umori, in prossimità delle mia bocca. Con il dito parallelo alle mie labbra, incastro l'anello rigido tra i denti e lo sfilo lentamente. Nate mi rivolge il palmo della mano e sputo l'anello, mantenendo il contatto visivo con lui.

Ripeto l'azione con l'anello sull'indice e quello sull'anulare, facendolo ghignare ingordamente. Lentamente passa i polpastrello sul mio labbro superiore. Faccio per leccarmi le labbra, ma mi ammonisce con lo sguardo, così che retrocedo.

Appiattisce il petto con il mio e tira fuori la lingua, passando la punta sul labbro. Un ringhio gutturale abbandona la sua bocca e schiudo le labbra, sfiorando la lingua con la sua.
Le dita si fanno strada nei miei jeans e piego il ginocchio contro il muretto per consentirgli una maggiore facilità.

Senza preavviso e con una spinta secca, affonda le dita fino alle nocche. Roteo gli occhi e sento il corpo prendere fuoco. Allargo di più le gambe per un piacere maggiore e muovo il bacino contro le sue dita, ansimando sommessamente. Esplora le mie pareti e applica pressione con il pollice sul mio fascio di nervi.

Gli vado incontro infilando una mano nei jeans e metto la mano sul suo pollice, accompagnando e velocizzando il ritmo. Il suo alternare movimenti lenti e veloci, mentre arriccia le dita e infila il terzo dito, mi fa tremare le gambe. «Fammi vedere come ti piace essere toccata, Nev.» La sua voce vibra contro la mia pelle, incenerendola.

«Più veloce.» Sussurro con un filo di voce, vicina all'orgasmo.

Apro anche l'altra gamba, piegandola sul muretto e getto la testa all'indietro. Guardo lo skyline di Philadelphia e tutte le luci dei grattacieli, che si offuscano non appena l'orgasmo sopraggiunge. Il mio corpo percosso da scosse di piacere, accompagna il respiro annaspante.

«Non hai la minima idea di quanto me lo hai fatto diventare duro.» Mugolo contrariata quando rimuove le dita, facendomi sentire vuota. Le falange bagnate dei miei umori si posano sulle mie labbra.

Porta le dita alla bocca succhiandole mentre io passo lentamente la lingua sul labbro superiore, assaporandomi. Dolce ma leggermente salato. Nate si blocca sul posto e mi afferra per il retro del collo, schiantando le nostre labbra in un bacio carico di passione e lussuria.

Mi piace provocarlo e mi piace essere provocata.

Verso gutturali e gemiti riempiono l'esplosione di passione insieme alle lunghe, che si rincorrono. Le sue mani viaggiano per tutto il corpo, così come lei che finiscono sotto la sua maglia e affondo le unghie nella pelle tatuata e graffio gli addominali scolpiti.

ONEIRATAXIA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora