Capitolo 55

11.8K 598 228
                                        

Mi raccomando di lasciare un commento, la vostra opinione conta. 🤍

Nathaniel

«Ti aspetto per la resa dei conti, sai dove trovarmi.»
Il mio sguardo passa dalla voce di Thomas all'espressione facciale di Nev. Sbatte le ciglia inorridita e confusa, per poi alzarsi da me in un batter d'oddio.

Passo una mano sul viso e mi alzo anche io. Serro la mascella quando con tutta la sua forza mi lancia il cellulare contro. Non riesco a prenderlo al volo che si scaglia violentemente contro il mio petto.

«Per la resa dei conti?» Ripete con sguardo accusatorio. «Volevi rispondere alla chiamata prima, era per questo? Cosa diavolo mi stai nascondendo?» Fa un passo indietro quando io avanzo verso di lei.

Il 'non è come sembra' posso solo che infilarmelo in culo.

«Non c'è niente da nascondere, né tantomeno da spiegare.» Sfilo la camicia e la arrotolo, per poi lanciala da qualche parte in soggiorno. È stata peggio di una tortura anche solo per un paio di ore.

«Ti ha chiamato Nate! Pensi che sia così stupida?» Mi sbraita contro, mantenendo il contatto visivo. Ispiro profondamente e apro e chiudo il pugno più volte.

«Nev. Smettila.» Digrigno i denti e passo entrambe le mani tra i capelli, tirandoli con forza.

«Smettila? Smettila? Sai dire solo questo?» Il suo petto si alza e si abbassa velocemente. Non me lo perdonerei mai se per una chiamata nel momento sbagliato, ci dovesse andare di mezzo nostro figlio.
Per questo non sto rispondendo, non serve aumentare la sua ira.

«Non sei nella posizione di incazzarti, quindi vedi di darti una calmata e torna in te.» La ragazza che è stata sempre al mio fianco sa che non tramerei mai nulla alle sue spalle, ma non è la stessa ragazza che mi sta accusando in questo momento.

«Ho il diritto di incazzarmi quanto mi pare! Quale è il tuo nuovo piano? Fare uno scambio con me per liberare quel pezzo di merda? Non ti manca il coraggio visto che sono già stata oggetto di scambio.» Dice tutto d'un fiato, facendomi incazzare ancora di più.

«Non avevo altra scelta!» Urlo a mia volta afferrandole i polsi, prima che riesce a scagliarli contro il mio petto. I suoi occhi sono pieni di rabbia e il suo corpo trema per trattenersi dall'inveirmi contro.

«Abbiamo già superato questa fase. E ti ho detto che se tornassi indietro lo rifarei, quindi non rompere il cazzo e smettila con queste fottute paranoie da isterica.» Se lei non controlla la bocca, non lo faccio neanche io.

«Ti stai mettendo sulla difensiva.» Si libera dalla mia presa. «Quindi avevo ragione.» Fa un passo indietro tenendo le mani tra i capelli e fa dei respiri profondi.

«Se è questo che vuoi credere, fai pure.» Alzo le spalle annoiato da questa lite senza senso e mi siedo sul divano. Anche se i miei occhi sono chiusi, sento il rumore dei tacchi che si muovono avanti e dietro per il salone, in attesa che un lampo di genio la illumini con un'altra teoria malsana.

Ha ancora il dente avvelenato perché le ho omesso del piano per incastrare Thomas.

«Potresti smetterla di camminare con quei cosi? Mi stai urtando il sistema nervoso.» Appoggio la testa contro lo schienale del divano e apro un occhio quando non sento più rumore. Mi sta fulminando con lo sguardo mentre si sfila il tacco.

«Lanciarmi le cose non ti aiuterà a ricevere risposte.» Le ricordo, tenendo lo sguardo sul suo. Anche la rabbia durante la gravidanza è amplificata? Perché non credo di averla mai vista in questo stato.

Nev non risponde, sfila anche l'altra scarpa e si dirige in cucina per recuperare la borsa. Mi sorpassa di nuovo e cammina verso la porta. In questo momento intervengo e mi alzo.

ONEIRATAXIA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora