EPILOGO

7.1K 403 191
                                        

5 ANNI DOPO

Nevaeh Rose

«Beau! Dove sei?» Mi guardo intorno nell'ambiente circostante della nostra casa, dopo aver ispezionato ogni stanza alla ricerca di mio figlio. Mi farà mettere i capelli bianchi prima del tempo con questo suo comportamento. Non lo biasimo visto che ha preso sia da me che da Nate. Ricordo i racconti attorno al fuoco di Bob, in cui vedono un piccolo Nate ribelle che si rifugiava nelle stalle e trascinava i suoi fratelli con se.

Le stalle! Diamine avrei dovuto pensarci prima! Così attraverso il nostro giardino e mi dirigo verso il breve sentire di strada bianca che porta alle stalle. Fortunatamente i cavalli sono al pascolo e non c'è nessuno nelle stalle, se non lo stalliere che si occupa del ranch. Lo abbiamo assunto per facilitare il lavoro di Bob, dato che io sto studiando per il master e Nate è stato impegnato con gli esami finisci per poter continuare la strada che ha intrapreso

«Beau!» Urlo il suo nome una volta che sono dentro e attraverso il lungo corridoio controllando le stalle, una per una. Cinque minuti che mi sono distratta ed è sgattaiolato via. Dopo aver ispezionato ogni stalla, mi dirigo verso il tondino, dove Nate di solito lo porta ad osservare mentre vengono domati i cavalli. Nonostante i miei continui richiami sul quanto sia pericoloso portare un bambino accanto a dei cavalli imbizzarriti, Nate continua a portarlo, credo come suo padre portava lui. Con gli anni ho scoperto molte cose di John Wilson e di come tramite generazioni è riuscito a tenere

Infatti eccolo lì, in piedi su una balla di fieno, con le manine attaccate alla sbarra di ferro, che guarda il cavallo nel tondino. Si mette in punta di piedi sui piccoli stivali da cowboy che Maddie gli ha regalato per il suo compleanno, mentre fa per allungare la mano verso il sauro, che lo guarda con ambiguità. A giudicare da come sta tenendo le orecchie, vede mio figlio come un pericolo. E lo capisco. Per lui è tutto nuovo. Più di una volta ho cercato di convincere Nate a lasciare liberi i cavalli, ma a quanto pare non tutti sono in grado di resistere allo stato brado.

«Tesoro, scendi da lì. Te l'ho detto molte volte che è pericoloso!» Mi avvicino lentamente a lui. Un gesto affrettato spaventerebbe il cavallo e di conseguenza mio Beau.

Uno stallone da domare in un tondino è come Nate in manette. Entrambi non avverto il pericolo, ma la sensazione di libertà privata. Entrambi sono istintivi e imprevedibili. Per quanto all'apparenza possano sembrare calmi, il loro scorre quel calore di potere. Ho guardato  i filmati di quando Nate è stato arrestato per il mio presunto omicidio è l'unica cosa che stava cercando di fare è liberarsi, restando calmo, fino a quando non subentrava qualcuno ad infastidirlo. Così sta facendo lo stallone, costretto a sottostare al volere dell'uomo. Resta calmo finché non sovviene un pericolo. In questo caso il pericolo siamo io e Beau.

«No mamma. Lui mi vuole bene.» Beau sorride mostrando i geni di suo padre con le fossette ai lati della bocca e la spensieratezza nei suoi occhi verdi. È uguale a quel bambino che sorrideva felice in quella polaroid che ora è appena nell'ufficio di Nate.

«Lo so, ma non è questo il modo di avvicinarti. Per di più se non ci sono io o tuo padre con te.» Faccio un altro passo verso di lui e allungo il braccio per afferrare il suo. Se entra nel recito, Dio solo sa cosa potrebbe succedere. Porto una mano allo stomaco, perché potrei vomitare da un momento all'altro per l'ansia che mi sta salendo.

«Papà ha detto che devo essere suo amico e lui sarà mio amico.» Detto ciò scivola via dalla mia presa prima che possa afferrarlo ed entra nel tondino, passando sotto alla sbarra di ferro. Il mio cuore perde un battito e sono sicura che è questione di secondi prima che svenga dalla paura. Ho capito le preoccupazione e le paure dei genitori solo quando ho avuto mio figlio tra le braccia per la prima volta.

ONEIRATAXIA La tua prossima ossessione. Scoprilo ora