Capitolo Ventiquattro|| Tu-tu-tu

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TW: Riferimenti a violenza fisica
e sangue.

Sissi nel letto di Dario si era sempre sentita adeguata, perfetta

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Sissi nel letto di Dario si era sempre sentita adeguata, perfetta. O forse era lui, a farle percepire un'aria familiare e serena, in qualsiasi momento.

Era una ragazza insicura, solita a nascondere dietro una risata le proprie preoccupazioni. Dietro un sorriso, spesso interpretato come finto, lasciava risiedere la propria fragilità, a cui pochi aveva rivelato.

Tra quelli, Dario.

Dario, che era sempre stato in grado di leggerle dentro, e interpretare quanto dolore, a volte, quel sorriso celasse, e al tempo stesso, aggiustarlo.
Non aveva mai osato cambiarla, in nessun aspetto.

Lasciava che ridesse di fronte agli occhi indiscreti, e da solo in seguito, da soli, le permetteva di riversare il proprio fiume.
Di parole, preoccupazioni, e lacrime, anche.

E le aveva assorbite tutte.
Perché diviso in due, vissuto, in due, anche il più terribili dei mali, può portare ad una risata di pancia.

E Sissi ai suoi occhi aveva il sorriso più bello tra tutti, e sentiva la necessità, in quanto fidanzato, di renderlo sempre più palese a tutti.

A tutti, ma tenendone sempre un pezzo per sé.

Le cose belle, se mostrate troppo agli altri, rischiano di creare invidia.

Quindi steso lì al suo fianco, con una mano tra i capelli per scioglierle i nodi creatisi nel pieno del sonno, lei avvinghiata al suo petto ancora nel mondo dei sogni, l'odore di pasta - la sua famiglia doveva aver pranzato di già, lasciando qualcosina a loro - e il brusio della televisione a basso volume in salotto, si trovava da Dio.

Non erano soliti uscire molto da soli.

Preferivano dedicarsi l'esclusiva attenzione, a vicenda, in privato, in casa, insieme.

Per il resto, erano giovani. Sissi aveva le sue amicizie, Dario le proprie, e non trovavano assolutamente niente di sbagliato nell' includersi l'un l'altro nei propri impegni.

Tanto, riuscivano ad isolarsi anche in mezzo alle altre persone.
Poca differenza, dunque.

Forse, la paura più grande, era diventare troppo esclusivi.

Non potevano immaginarsi una vita senza poter uscire con gli amici, o al tempo stesso, senza l'altro. Le cose dovevano coincidere in un qualche modo, andare di pari passo.

E Dario si riteneva così tanto fortunato, nel vedersi accettato, desiderato, e voluto bene dal gruppo di amicizie di Sissi. Fosse andata diversamente, sarebbe stato difficile.

Nessuno vuole essere Robin La tua prossima ossessione. Scoprilo ora