"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti"
E così dicend...
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Schiuse gli occhi, disorientato. Voltò la testa e la riaffondò sul cuscino, sistemando con un pugno il piumone che durante la notte doveva aver spostato per sbaglio.
Sbadigliò silenziosamente, e respirò a fondo.
C'era un silenzio tombale che riecheggiava per tutta la casa, spezzato solo dai sospiri di Mattia, ancora addormentato al suo fianco, abbracciato al proprio cuscino, ma stretto anche al proprio corpo, nel tentativo di riscaldarsi.
Rimase immobile, aspettando di essere nuovamente rapito anche lui dalla stanchezza, senza che accadesse.
Si mise seduto, lasciando scivolare a malincuore il corpo dell'altro dal caldo giaciglio che si era creato. Il biondo schiuse un occhio, disorientato.
Christian sorrise, intenerito.
"Ehi" Sussurrò.
Mattia si strinse più forte al cuscino, chiudendo nuovamente gli occhi ed addormentandosi con un ennesimo sospiro rilassato.
Cercò allora il telefono con lo sguardo, arresosi al fatto di non avere compagnia e di non riuscire più a prendere sonno. Lo ritrovò lì sul materasso, quasi scarico, esattamente come lo avevano lasciato prima di addormentarsi senza farci caso, entrambi.
Lo attaccò al cavo, sperando che le poche ore notturne rimaste bastassero a ridargli una percentuale di batteria decente per - almeno - la mattinata, e picchiettò sul display: le cinque e mezza, del mattino.
Si decise a risvegliare Mattia tra un'oretta, per la scuola, e a non rimanere più a poltrire sul letto, col rischio di appisolarsi e di non svegliarsi in tempo per accompagnarlo.
Nel frattempo, impegnandosi per fare nel modo più delicato che conoscesse, si alzò dal letto, premurandosi di coprire come si deve Mattia con il piumone, arricciato praticamente ai piedi del letto.
Glielo sistemò di poco sotto il collo, lasciandogli una carezza sulla guancia, che fece sfuggire al biondo l'ennesimo sospiro rilassato.
Era la prima volta che lo vedeva dormire così tranquillo, senza essere disturbato dagli incubi, e dalle lacrime.
Con quella nuova consapevolezza, si decise a levare le tende, per non disturbarlo. Chissà se il biondo se la ricordava l'ultima volta in cui aveva fatto una dormita con la D maiuscola.
Arrivato all'uscio della porta, a metà tra il corridoio e la stanza, una strana sensazione di inquietudine lo investì, facendolo raggelare sul posto.
Si bloccò, nervoso.
Lanciò un ultimo sguardo a Mattia, ancora addormentato nella stessa posizione in cui lo aveva lasciato.