"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti"
E così dicend...
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Christian non aveva mai compreso appieno quella strana tradizione secondo cui, compiuti i diciotto anni, attesi con esasperazione e alte aspettative, si diventasse ufficialmente grandi.
Vero che sulla carta si veniva riconosciuti come maggiorenni, capaci di intendere e volere, decidere per la propria vita in piena autonomia. Ma "grande" era una parola grossa.
Troppo grossa per descrivere i capelli biondi sparsi sul suo stesso cuscino, e lo scricciolo a lui stretto in cerca di calore.
Quello che c'era tra di loro era grande, ma tra le sue braccia, la persona più forte che avesse mai conosciuto, diventava minuscola, indifesa.
Aveva programmato quella giornata con dedizione e cura, in combutta con Giulia, ovviamente alle povere spalle ignare di Mattia, che nelle ultime settimane - Dopo Natale - aveva notato l'atteggiamento strano del proprio ragazzo senza capirne il motivo.
Sparizioni, messaggi criptici...Mattia non era riuscito a venirne a capo, neanche supplicando spiegazioni.
Era stato difficile mantenere il segreto, specialmente con un ragazzo così insistente e convincente come Mattia, che aveva messo in palio in cambio di risposte esaustive, una nottata di relax, solo loro.
E se già l'offerta era all'allettante, Mattia si era premurato di sottolineare anche la caritatevole inclusione dei grattini sulla schiena che mandavano Christian fuori di testa.
Ma era stato bravo, e con poca fatica - ma tanti rimpianti per l'occasione persa - aveva retto ed evitato che l'impegno di mesi andasse a monte per la propria sottonaggine.
Perché sì, ormai se n'era ampiamente fatto una ragione. Solo Mattia era in grado di renderlo così. Così pazzo, fuori e lontano dai propri schemi.
Ed era certo che anche per il biondo fosse lo stesso, perché le vacanze natalizie erano state come un sogno febbrile: erano volate, si erano dissolte in un modo così rapido che quasi gli sembrò di essersele sognate.
Ma no, era stato il loro momento da cinepanettone, il loro primo Natale insieme.
Comunque, convincere Mattia a festeggiare era stato lo step più complicato, e insieme a Giulia lo avevano già messo in conto.
Neanche Christian era amante del proprio compleanno, ma aveva sempre trovato la voglia di riunire a sé le persone a cui più teneva per passare la giornata semplicemente insieme.
Mattia non era dello stesso avviso. Se per questo, era stato anche molto preciso sul punto "Non ho niente da festeggiare", come se per chiamare a sé amici e parenti, servisse per forza una ricorrenza o qualcosa da commemorare.
Non erano bastate nemmeno le sue lusinghe.
Ma come, festeggiamo la tua venuta al mondo. Mi sembra un gran motivo.