Ultimo giorno di prove, prima della vera e propria messa in scena, e dire che Mattia stesse sudando sette camicie, era nulla, in confronto alla realtà.
Erano giorni movimentati, in casa Zenzola.
Tra sua madre che voleva sapere per filo e per segno dove fosse, cosa facesse nel preciso momento in cui lo chiamava - conseguenza della piccola e innocente fuga per andare nel locale con Dario e Sissi - e il rapporto come al solito burrascoso con suo padre, il suo stato d'animo era perennemente in tensione.
Misto agli ultimi ritocchi in sala, insomma, senza dubbio Mattia aveva passato tempi migliori.
Viveva quella piccola esibizione - che alla fine, non valeva niente - come un ostacolo insormontabile, qualcosa di impossibile, difficilissimo, da Guinness dei primati, quando aveva partecipato a competizioni per accaparrarsi titoli regionali, nazionali, e anche mondiali.
Quel boogie sarebbe dovuto essere una passeggiata, in confronto, ed invece erano due notti - sì, due - che piuttosto di dormire, con le cuffie nelle orecchie provava, e riprovava.
Erano due giorni che non mangiava a tavola con la propria famiglia.
Perché era fatto così, e se non impiegava tutte le sue forze nel rendere la danza pulita, e perfetta, allora non voleva nemmeno andare in scena.
Questo, sin da quando era piccolo.
Era cresciuto a testa china, riprovando e tentando. Da solo.
Sì, da solo, ma con il supporto alle spalle della propria famiglia, che anche senza coppie,
medaglie e titoli, lo riteneva il migliore tra i campioni, e lo faceva sentire sempre un professionista.
Anche Franco, mollava qualsiasi cosa stesse facendo per seguirlo, un tempo, e il suo appoggio era la cosa che spingeva di più Mattia a dare il meglio di sé. Vederlo orgoglioso alla fine, sentirlo urlare tra gli spalti che quello fosse suo figlio, e non di qualcun altro.
Ma, anche se quella non era una seria competizione, Mattia era agitato, e sotto stress.
Per la prima volta, solo del tutto, e non solo in scena.
Giulia avrebbe voluto assistere, sapendo quanto importante fosse per suo figlio rimettersi in carreggiata, ma doveva lavorare, e non c'era stato alcun verso di poter risolvere quella situazione.
Daniele, aveva bisogno di qualcuno che lo accompagnasse in palestra, anche solo per assistere, e sua madre era fuori discussione, e Mattia ancora non guidava.
Forse Saverio sarebbe venuto, accompagnato dalla sua figlia maggiore, Gaia. Almeno, gli aveva accennato qualcosa del genere via messaggi, ma niente di serio e confermato.
Franco nemmeno sapeva suo figlio stesse tornando ad esibirsi.
Ci mancava solo rovinasse anche l'unica cosa bella rimasta.
E quindi, la propria tensione, non aveva fatto altro che alimentare quella degli altri componenti della casa.
Giulia era disperata, in tutti i sensi possibili e immaginabili.
Mattia non mangiava più con loro, la notte non dormiva, lo psicologo le aveva accennato qualcosa riguardo allo stato di negazione che stava attraversando, e nonostante tutto doveva far finta di nulla.
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Nessuno vuole essere Robin
Fiksi Penggemar"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti" E così dicend...
