Agosto, 2022
"Hai preso il caricabatterie?"
"Si"
"Cuffie, telefono...?"
"Sì"
"Occhiali da sole?"
"Sì, li ho presi"
"E-"
"E basta Savè, eddai!" Sbuffò il minore "Ho portato tutto, non ho sei anni!" Cacciò la testa all'indietro, sullo schienale.
Erano in macchina, con le cinture già allacciate ma il motore spento, da almeno una ventina di minuti. Federica, con in braccio la piccola Flavia addormentata, aveva immediatamente acceso l'aria condizionata. Gaia, un po' più grande, era seduta composta, concentrata su un applicazione nel telefono di Saverio.
Daniele, alla fine, non aveva voluto sentire ragioni e aveva preferito rimanere a casa, a Bergamo, dove poteva vedere la maggior parte delle sue amicizie.
Quindi, da sei, erano rimasti in cinque.
Convincere Giulia non era stato facile nemmeno per Saverio, che solitamente sapeva bene come somministrare bene la pillola, e addolcirla. La donna, complice forse la propria iperprotettività, non se la sentiva di passare più di due giorni lontano da Mattia e Daniele.
Aveva bisogno di sentirli, di vederli stare bene, e solo allora si sarebbe sentita tranquilla. Quindi, la proposta di Saverio, ricevette in un primo momento, un secco no.
A convincere la donna, non furono tanto le insistenze di Mattia, con l'appoggio di Saverio, quanto il comportamento nel corso delle settimane del primo.
Era tornato da quella competizione diverso, dalla partenza, e da madre non aveva potuto fare a meno di notarlo. Era evasivo, e non c'era stato verso di farsi raccontare nemmeno un dettaglio insignificante di quella giornata, ma al tempo stesso, per un po' aveva fatto caso ad un atteggiamento più sereno.
Lo aveva visto tranquillo in casa, scherzoso con Daniele e voglioso di fare cose, anche senza essere incitato, come spesso si trovava costretta a fare.
La demoralizzazione che avevano conosciuto in quei terribili due anni, sembrava essersi finalmente fatta da parte.
E quella calma, si rifletteva anche nell'ambiente in casa.
Anche i litigi con Franco si erano ridotti, quasi a zero, salvo qualche piccola frecciatina che gli animi caldi dei due uomini non riusciva a frenare.
Mattia era sempre più sorridente, con il telefono stretto nelle mani intento a scrivere, parlare, interagire. E anche se lui non si apriva, qualsiasi cosa lo rendesse così attivo, le andava bene.
Certo, un po' le dispiaceva non essere palesemente la causa di tutta quella gioia improvvisa, e non venire in alcun modo inclusa.
Così, per l'ennesima volta, si era trovata costretta per il bene di uno dei suoi figli, a mettere da parte le proprie angosce, e mettersi l'anima in pace al fatto che non avrebbe potuto proteggere nessuno dei due per sempre.
Rinchiuderli in casa, farli sentire diversi e in difficoltà rispetto agli altri, poteva prevenire i pericoli, ma le loro emozioni? Non potevano essere sempre grigie.
Da un lato avere Daniele a casa, con sé, l'avrebbe aiutata. Un pensiero in meno, ma al tempo stesso uno in più, che poteva distrarla dal pensare sempre a tutto il negativo che sarebbe potuto succedere.
Doveva ricordarsi, di non scordare Daniele, e trattarlo da ragazzino, suo figlio, quale era. E al tempo stesso, mollare un po' Mattia.
Il tutto, riempendo alle spalle di Mattia, Saverio di raccomandazioni su raccomandazioni, che guai a non rispettare.
Pena: Ovunque si trovasse, sarebbe venuta a prenderlo immediatamente.
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Nessuno vuole essere Robin
Fanfic"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti" E così dicend...
