"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti"
E così dicend...
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Christian non aveva mai sofferto per amore.
O meglio. Quando le storie con le prime ragazzine della sua vita erano terminate, ovviamente ci era rimasto male. Non perché la relazione fosse finita male, al punto da tornare alla pari di due sconosciuti - anzi, con alcune di loro, aveva mantenuto una buona amicizia -, quanto più per il segno che queste gli avevano lasciato.
Erano state le sue prime esperienze, le sue prime volte, e non solo nel senso che tutti intendono. La prima volta in cui poteva ritenere qualcuno, suo, e ritenersi a sua volta, di quella persona.
La prima volta che aveva avuto occhi e orecchie solo per una persona, escludendo le altre sette miliardi al mondo, sapendo che nessuna tra loro, se non lei, lo avrebbe fatto sentire amato allo stesso modo.
Era stata la prima volta anche per lei, e in un certo senso, si erano scoperti, e cresciuti, insieme, man mano che i giorni passavano e la relazione continuava.
Aveva a malapena dodici anni, quando ancora era convinto che avere una relazione significasse sbandierarla ai quattro venti e vantarsene con i propri amici, che invece continuavano a cercare storielle usa e getta.
Non voleva darsi troppo la colpa per la fine di quella storia. Era piccolo, in una prima fase dell'adolescenza dove - per definizione - i suoi pensieri erano facilmente malleabili, e allora si è lasciato trascinare, trascinando anche lei.
Anche lei, della sua stessa età, era piccola, ma forse con più testa di quanto al momento ne avesse lui. Si tirò indietro non appena comprese che Christian mettesse al primo posto altro, e in quel altro, non ci fosse posto per lei.
Crescendo aveva capito i propri errori, le aveva chiesto scusa, e adesso, ogni tanto, ci ridono su, quando si incontrano, prendendosi in giro. Perché alla fine, sbagliare è umano, e il sé del passato - su questo doveva farsi i complimenti - aveva trovato qualcuno di intelligente ed empatico, che lo aveva capito, e perdonato.
Ma nonostante l'analisi attenta degli errori commessi, le storie di Christian erano durante quanto un gatto in tangenziale.
Aveva cercato motivi, perché, e qualsiasi cosa potesse spiegargli perché fosse destinato a rimanere sempre e costantemente da solo, ma non aveva trovato risposta, se non dandosi la colpa.
Se qualcuno non voleva avere a che fare con lui come avrebbe voluto, forse, voleva significare che non ne valesse la pena.
E quindi era abituato a voltare pagina e rassegnarsi.
Non tutti gli esseri umani sono fatti per vivere in coppia. Tante volte, per salvaguardare l'altro, era meglio starci alla larga.
E allora Christian spariva.
Non perché fosse di buon cuore e quindi volesse preservare l'altra persona, ma perché, almeno in quello, era egoista. Si metteva al primo posto praticamente mai, abituato sin da piccolo s dare importanza sempre a ciò che sentiva l'altro, e mai a quello che davvero voleva lui.