Dicembre
Bergamo si era vestita di bianco.
Certo Christian lo sapeva bene. Il proprio compleanno, significava solo due cose: calendari dell'avvento e spirito natalizio.
Lo si sentiva già nell'aria nell'ultima settimana di novembre, quell'impazienza, il fremere e la voglia di ritornare tutti un po' più bambini, che solo il Natale e la sua incombenza sapeva regalare.
Lo riconosceva già dai regali. Quando sua madre si presentava a casa con le buste della spesa, in cui, tra il necessario per la famiglia, trovava nascosti ben due calendari dell'avvento.
Uno per sé, e uno per Alexia.
Christian, dal primo dicembre, cambiava totalmente il proprio umore.
Se la sua città era solita ripagarlo con nevicate e del freddo gelido - che spesso e volentieri lo facevano cadere malato, con picchi di febbre altissimi -, lui si divertiva a riempire le proprie tasche di cioccolato, maglioni con il collo alto, ma sopratutto spirito natalizio.
Così, quell'anno, di calendari dell'avvento Anna ne aveva acquistati non due, come al solito, ma ben tre, su insistenza di Christian, che mai avrebbe escluso il proprio fidanzato dalle tradizioni familiari.
Sì. Ormai lo sapevano tutti.
Certo, non si erano impegnati nell'ultima settimana prima di dicembre a mantenere il segreto.
Non ci avevano neanche pensato, a dire il vero.
Era stato spontaneo, e abbastanza immediato. In fondo, in casa Stefanelli, tutti sapevano che tra i due fosse solo questione di tempo prima che Cupido scoccasse la famosa freccia.
E Mattia, d'altra parte, faceva già parte del loro quotidiano da mesi.
Ma ritrovarsi lì, tutti insieme, ad addobbare l'albero di casa Stefanelli con le lucine colorate, come piacevano ad Anna, e gli addobbi rossi e oro, come invece li preferiva Ivan, mentre Alexia si preoccupava di ripulire i tanti aghetti caduti, e Christian intratteneva le cagnoline dal distruggere tutto, quell'anno fu più bello.
Condividere il cioccolato per Christian era sempre un oltraggio, qualcosa che non poteva accettare, nemmeno se a chiederlo fosse sua madre, ma farlo con Mattia, gli veniva del tutto spontaneo.
Mattia non era goloso del Natale quanto lui, ma in quel quadretto bianco e felice si sapeva ben adattare.
L'euforia di Christian lo aveva presto contagiato.
Dal momento in cui lo aveva trascinato in macchina, il primo di dicembre, con la radio al massimo e stonando le prime parole di All I want for Christmas is you.
Da quando si era presentato a casa proprio con un calendario dell'avvento marcato Kinder, nonostante le proprie proteste, riguardo dieta e palestra.
Da quando avevano comprato insieme il primo maglione natalizio uguale, da sfoggiare a tutti.
Doveva ammetterlo, Dicembre non lo ricordava così frizzante e felice da anni. Forse, neanche quando era bambino ne era rimasto così tanto entusiasta.
Ma le cose con Christian procedevano alla grande, e anche i propri incubi cominciavano a farsi sempre più rari, e meno pesanti, perciò sì, era tutto troppo bello per essere vero.
Per lui che il Natale, negli ultimi anni, lo aveva sempre vissuto con retrogusto amaro, e non come il cioccolato fondente, che sotto sotto, ma tanto sotto - perché l'animo goloso nemmeno la palestra glielo avrebbe mai portato via - gli piaceva. Era l'amarezza della noia.
Casa Zenzola, negli ultimi due anni, non si era preoccupata di prepararsi all'arrivo del Natale con la gioia e la fretta degli Stefanelli.
Casa Zenzola era già tanto se si era ricordata, nei due anni, di riaprire lo scatolone dell'albero di Natale.
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Nessuno vuole essere Robin
Fanfiction"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti" E così dicend...
