"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti"
E così dicend...
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"No, cioè, non ho capito. Ti ha chiamato dopo un mese che non vi sentivate dandoti appuntamento al cimitero, senza spiegarti né come, né quando e né perché, e dopo averti urlato contro, ti ha baciato?"
"Sì" Ammise.
"In quest'ordine?"
"Esattamente"
Distolse lo sguardo, puntandolo verso il recipiente colmo di patatine che gentilmente Dario gli aveva offerto. Ne prese una manciata, e le mangiucchiò con calma, aspettando una qualsiasi reazione da parte degli amici.
In quei mesi si era accorto di, senza alcuna malizia o totale intenzione, aver trascurato l'amicizia con Dario e Sissi, a causa di un susseguirsi di avvenimenti che avevano preteso la sua attenzione esclusiva.
Ma ora le che cose andavano per il verso giusto, poteva dedicarsi un pomeriggio sprecato, mangiando patatine e non studiando a casa del proprio amico, insieme alla sua ragazza.
Più che Dario - che vedeva giornalmente a scuola, durante la ricreazione -, a non essere aggiornata sulla sua vita, era Sissi.
Non perché la ragazza non fosse interessata, ma perché durante il mese di totale silenzio da parte di Christian, aveva messo distanza anche tra sé e il gruppo di amici.
Loro lo cercavano. Tutti i giorni.
Cosmary gli scriveva preoccupata tutte le sere, per esempio. Carola e Serena erano arrivate a chiedersi se si fossero comportate in modo sgarbato nei suoi confronti, e a scusarsi, in modo anticipato, nel caso. E Cristiano aveva provato ogni scusa pur di convincerlo, inventandosi che fosse il proprio compleanno almeno quattro volte in un solo mese.
Luigi, si era rivelato un buon compagno di messaggi notturni e dispensatore di buoni consigli. Si era confidato, più o meno, con lui, che lo aggiornava costantemente su come stesse Christian.
Christian, che in quel mese, sapeva essersi spento.
Certo, vederlo al cimitero, piangente, era stata la conferma, la botta in pieno stomaco che lo aveva piegato in due. Ma, sapendo da prima, aveva avuto modo di prepararsi a quella visione.
Di prepararsi mentalmente anche al fatto che fosse, senza ombra di dubbio, colpa propria.
"Avete avuto il vostro primo appuntamento al cimitero" Sentenziò ad un tratto Sissi, ancora con lo sguardo fisso sulle patatine.
"Primo appuntamento, adesso" Ridacchiò "Mi sembra esagerato. Poi non siamo nemmeno fid-"