"La verità è che sei bravo a illuderti, Christian, e a convincerti che tutti gli schemi che ti sei auto-imposto siano la cosa più giusta per te. Mi dispiace, allora, avvisarti che, la mia verità non è quella che a te piace raccontarti"
E così dicend...
TW: Accenni a violenza fisica e manipolazione. Riferimenti a disturbi alimentari ed altri tipi di disturbi mentali.
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"Mattia, prego accomodati"
L'uomo dal taglio sbarazzino e dal pizzetto nero come la pece gli fece cenno verso una sedia in plastica azzurra, con un cuscino poggiato sullo schienale.
La stanza era carina. Posizionata strategicamente affinché il sole filtrasse ben bene dalla finestra, illuminandola e rendendola più confortevole agli occhi dei pazienti. L'arredamento, invece era semplice: Una scrivania, su cui lo psicologo aveva sistemato un bel vaso di porcellana giallo, decorato con varie strisce e disegni con colori dal nero, al marrone e al grigio, al cui interno un bel fiore bianco e viola rendeva l'ambiente più sbarazzino.
Per il resto non si era mai soffermato molto sull'arredamento dello studio del proprio psicologo. Un po' perché la grossa libreria alle spalle, riempita in stile minimal, come quelle foto che era solito vedere su Pinterest, gli sembrava al tempo stesso spoglia e anonima. Un po' perché la cassettiera situata dal lato del dottor Emanuel Lo conteneva tutti i fascicoli riguardanti la sua situazione, e lo faceva sentire in soggezione essere osservato come un animale da laboratorio.
Aveva imparato a fidarsi del dottor Emanuel forzandosi, ignorando all'inizio la voglia di rovesciargli il bel vaso in testa quando si spingeva a porre domande un po' too much per il sé stesso del passato, ancora scioccato e spaurito.
Non che quello del presente fosse così diverso.
Emanuel Lo la sua stima se l'era guadagnata con la professionalità, la pazienza, e sopratutto con una dose massiccia di cioccolatini e caramelle tenuti in uno scatolino per i "bravi pazienti". Le persone poco collaborative vanno prese per la gola, alla fine.
E alla fine tra un Kinder Cereali e un Baiocco al pistacchio, poteva quasi dire che alla fine fosse un bravo psicologo.
"Ciao" Si lasciò sprofondare sul comodissimo cuscino, sorridendo all'uomo, che nel frattempo gli aveva offerto il proprio pugno, da battere. Assecondò il gesto, allegramente "Come stai?"
"Come uno psicologo che vede il suo paziente preferito dopo due settimane di fila in cui salta il loro incontro. Ma mica ne sai qualcosa"
Ghignò, falsamente innocente "Mah, qualcosa dovrei averla sentita, già..." Affrettandosi a continuare "A sua discolpa, sono sicuro porti novità"
L'uomo, compiaciuto incrociò le dita delle mani, e si sistemò composto sulla poltrona. Il suo paziente non brillava per parlantina, quindi trovarlo così propenso al dialogo doveva significare solo buone notizie. Il che lo rallegrò.