Capitolo Cinquantuno || Il Compleanno

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Christian non era mai stato amante dei compleanni. O meglio.
Non era mai stato amante dei suoi compleanni.

A partire dalla scomoda data di fine novembre, il ventotto, che lo costringeva a piegarsi al freddo e all'incombenza di dicembre alle porte, obbligandolo a festeggiare sempre al chiuso.

Ricordava le sue prime feste. Anna affittava una ludoteca, o prenotava per tanti quanti erano gli invitati nel fast food del momento, oppure, era anche capitato, che passasse la sua giornata, in casa, con la propria famiglia.

Aveva sempre invidiato le persone nate in primavera, o peggio, in estate. Loro avevano il caldo, il mare, e la possibilità di sbizzarrirsi con le location scelte.

Alex, per esempio, nato a metà giugno. C'erano stati anni dove aveva festeggiato in riva al mare, altri, invece, a bordo piscina, e persino nel giardino di casa propria, trasferendo infine tutti gli invitati nel primo locale nelle vicinanze.

Ma nonostante la sana gelosia, fin quando le feste erano gli altri, ad organizzargliele, era fiero e contento di parteciparvi.

Solo. Dal proprio diciottesimo compleanno in poi, chiaramente, sua madre aveva smesso di assillarlo su cosa volesse fare, e di affittare ludoteche e fast food.

Insomma, doveva organizzarsi da solo.

E se era sempre riuscito a scamparsela seduto su una panchina, accerchiato dagli amici più stretti con due bottiglie di spumante e un vassoio di dolci raccattato all'ultimo - e comunque, era fiero e contento lo stesso -, quell'anno, le cose sarebbero andate diversamente.

La voglia di organizzare era sempre pari a zero, ma la novità, e la volontà, di trascinare qualcuno e guadagnarsi un regalo tanto atteso, era altrettanta.

Quest'anno, ci sarebbe stato Mattia, con sé.

Mattia, che fin da subito, si era interessato ai suoi programmi, offrendosi addirittura di dare una mano, tra organizzazione e resto, se necessario. Ricordandogli anche che, vent'anni, fossero proprio un traguardo non da poco.

E punto a capo, era tornato ad essere il solito indeciso.

Dove avrebbe dovuto festeggiare?

Rimaneva sempre il solito problema del freddo novembrino, che lo obbligava a trovare un posto che lo accogliesse - insieme agli invitati - al proprio interno, e in più, che possibilmente non gli facesse spendere più di qualche organo.

La prima idea, era stata ovviamente casa propria.
Il giardino, lo aveva, sebbene fosse inutilizzabile per l'alta stagione; e lo spazio in casa, anche. Solo, non sarebbe bastato per tutti.

C'erano Alex, Sissi, Dario, Luigi e gli altri del gruppo da invitare, senza contare poi sua sorella Alexia, che avrebbe preteso la presenza del fidanzato Lorenzo, giustamente. E poi ancora, Mattia, la sua famiglia più stretta, altre conoscenze.

No, erano decisamente troppi.
Per cui, l'idea venne immediatamente bocciata.

L'opzione di festeggiare in una pizzeria, o in un qualsiasi locale, non la prese nemmeno in considerazione. Il solo pensiero della confusione - dovuta alla presenza dei clienti del posto - e di avere gli occhi di tutti su di sé al momento della canzoncina e della torta, lo faceva impazzire.

E in realtà non gli venne in mente granché, oltre ciò. Le possibilità, quelle erano, e tutte le aveva bocciate.

Arrivò addirittura a riprendere in considerazione la fidata panchina insieme alle due bottiglie di spumante, fin quando, l'alternativa, gliela gliela diede Mattia.

"Senti, ma perché non festeggi da me?"

Il tono scherzoso del biondo lo trasse in inganno, portandolo a credere fosse una follia detta così per dire, ma quando aveva visto il volto dell'altro accigliarsi in mancanza di risposta, aveva capito che fosse terribilmente serio.

Nessuno vuole essere Robin La tua prossima ossessione. Scoprilo ora