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Niccolò

"Quindi mi stai dicendo che dal non sopportarla siete finiti per pranzare pure insieme?" Mi chiede Adriano quasi incredulo, anche se sappiamo bene entrambi che lui non è poi così stupito, "si Adrià, abbiamo pranzato e....e niente, in fin dei conti lei era sola a casa e dovevo aspettare mi madre, nun t'accollà" rispondo al mio amico, "e? Che c'hai fatto?" Chiede con una faccia maliziosa, "à cojone, che voi c'abbia fatto, abbiamo parlato", "nun ce credi manco te Nì, eddai me lo puoi dì se è successo altro" rifletto qualche secondo e poi decido di raccontare ad Adriano di quella vicinanza, "diciamo che abbiamo avuto un mezzo flirt, se così si può definire, me so avvicinato un po' troppo forse ma non me sembrava dispiaciuta". "È incredibile come io abbia sempre ragione, te l'avevi detto che avevo visto qualcosa tra di voi quella sera a Trastevere, e insomma l'hai baciata?", "no Adrià, mia madre mi ha chiamato dalla cucina e ci siamo allontanati, comunque meglio così, io sò troppo particolare pe stà co na' pischella".

Quando dico che sono troppo particolare è perché è davvero così , sono felice e serene in un momento e un secondo dopo mi incazzo col mondo intero, finisco spesso per ferire chi ho intorno e troppe volte ho perso persone a cui tenevo per il mio carattere di merda, anche la mia ex Ludovica si è allontanata per via dei miei sbalzi d'umore e per me è stato difficilissimo riprendermi. Ambra è così perfetta, intelligente e potrebbe permettersi di fare una vita adagiata, trovarsi un pariolino che piaccia anche a sua madre e metterci su famiglia in futuro, io di certo non potrei mai offrirle nè soldi, nè tantomeno serenità; ho paura di questo mutamento del nostro rapporto e devo cercare di mantenere il più possibile una distanza di sicurezza.

"Ciao mà, tutto bene a lavoro?" Chiedo a mia madre non appena fa ritorno dalla villa, "si tutto bene tesoro, tu sei arrivato puntuale a prendere Ambra?", "ovviamente si, sono molto affidabile sul posto di lavoro", "lo so, me ne sto accorgendo, comunque ho preso 3 giorni di ferie così andrò a trovare la nonna a Napoli, non te l'ho chiesto perché so che tuo padre per il momento non può tornare a lavorare e quindi avranno bisogno di te" mi comunica lei, sua madre, ossia mia nonna abita a Napoli e ogni mese o la portiamo qua a Roma o andiamo noi da lei a trovarla, "tranquilla mà, l'importante è che le porti i saluti del suo nipote preferito" dico facendola ridere. Io e mia madre abbiamo sempre avuto un rapporto bellissimo, è sempre stata la mia confidente e molte volte l'ho fatta soffrire nonostante non lo meritasse, tante volte la chiamavano a scuola i miei professori e si lamentavano di me, un professore le ha persino detto suo figlio è marcio dentro, lei si è sempre asciugata le lacrime prima di aprire quella porta, non si è mai mostrata debole, spero un giorno di renderla fiera di me e farmi perdonare per tutti questi anni.

Quando ho voglia di non pensare mi siedo alla scrivania e butto giù i miei pensieri, la maggior parte delle volte mi sembra di non essere neanche cosciente mentre scrivo, la mano si muove mentre la penna stampa su carta le parole che escono da sole. Un'altro passatempo è sempre stato il pianoforte che ho finalmente portato in casa mia dove vivo da solo, da piccolo facevo lezione di canto e piano, è sempre stata una mia passione, ho fatto anche il conservatorio ma poi non ho mai avuto il coraggio di condividere questa mia cosa con le persone, è come se mi sentissi più a mio agio a tenerla per me, come una cosa intima. Forse questo timore me l'ha inflitto mio padre, il quale ha sempre detto di lasciare perdere queste cose e studiare, studiare per costruirmi un futuro e trovarmi un lavoro che mi avrebbe permesso di mantenermi e permettermi ciò che voglio, lui non ha mai creduto nel mio potenziale nella musica nonostante il mio insegnante avesse sempre detto ad entrambi i miei genitori quanti fossi un talento raro, per lui non si può vivere di musica.....e forse ormai lo penso anch'io.

Tu mi hai salvato da meDove le storie prendono vita. Scoprilo ora