Contro ogni aspettativa, eccoci a Milano, stamattina siamo partiti presto in treno, ovviamente durante il viaggio ero immersa nella musica di Niccolò, non ci penso neanche a parlare con il ragazzo che ho seduto difronte a me. Non so come faccia mia madre a dire che una giornata insieme basti a farci andare d'accordo, ma il punto è che a me non interessa andare d'accordo con lui, perché so che infastidisce Niccolò. Dopo qualche ora arriviamo in stazione centrale e come prima cosa facciamo una bella colazione, offerta da Manuel. Facciamo un giro nell'attesa che arrivi il taxi a prenderci per raggiungere il luogo del colloquio, questa città è proprio bella.....vorrei che ci fosse lui con me.
L'ansia mi logora, è una cosa importante quella che sto per fare, non so se sono all'altezza....ma soprattutto, cosa dirò quando mi chiedere se verrò qua a studiare? A distrarmi dai miei pensieri è Elisa che mi chiama, "ciao Eli, tutto bene?" Chiedo di corsa, "io si, ma tu forse no, sei rimasta a casa oggi?" Mi chiede dubbiosa, non le avevo detto niente perché volevo evitare che in qualche modo arrivasse a Niccolò, "Eli ti spiego tutto domani a scuola, promesso, fatto sta che sono venuta a Milano per il colloquio alla Bocconi, mi hanno voluta incontrare dopo il risultato positivo del test", "da sola? Potevi dirmelo che ti avrei accompagnata", "no tranquilla....c'è Manuel, abbiamo preso il treno". Saluto velocemente la mia amica e vedo avvicinarsi una signora ben vestita, deve essere arrivato il momento.
Lascio Manuel dove eravamo seduti fino a quel momento e io invece seguo la donna che mi sta guidando fino all'ufficio dell'incontro, entro e ad accogliermi c'è un uomo sorridente che mi porge la mano non appena la porta si chiude, "benvenuta signorina Russo, sono il rettore Ferrari, si accomodi pure" mi dice molto gentilmente indicandomi la poltrona difronte alla sua scrivania, "la ringrazio per avermi contattata per complimentarsi" gli dico io ancora leggermente agitata, "sono onorato di averla qua signorina, noi qui alla Bocconi cerchiamo di formare al meglio i nostri studenti, ma ciò che amiamo di più è avere studenti validi, studenti che possono darci grandi soddisfazioni.....e lei sembra proprio una di questi" continua lui, "io sarei felice di farne parte, in questo momento però sto valutando quale facoltà scegliere, venire qui sarebbe fantastico, ma comporta uno spostamento non indifferente" gli spiego io riferendomi al trasloco che dovrei fare da casa mia a qua, in una nuova casa dove vivrei da sola, "la capisco perfettamente, so inoltre che ha fatto il test anche alla Sapienza di Roma, ha già avuto l'esito?", "no, non ancora, in ogni caso prenderò la decisione che mi sembrerà più giusta per crearmi un futuro. Per ore non escludo nessuna possibilità" gli rispondo io concludendo, mi stringe la mano complimentandosi ancora e ringraziandomi per essere venuta, "mi auguro di vederla tra noi a settembre signorina Russo", "vedremo rettore, la ringrazio in ogni caso".
Sento come un macigno che mi si toglie di dosso, è stato breve ma molto intenso, ho fatto una bella impressione e il rettore l'ha fatta a me, ovviamente qua mi troverei benissimo, il campus ha tutti i comfort possibili e immaginabili. "Allora Ambrina?" Mi chiede il ragazzo non appena esco, "è andata bene, ma non chiamarmi così" rispondo io cercando di rimanere calma. Andiamo in duomo e dopo un lungo giro tra negozi e e monumenti andiamo a mangiare in un ristorante qua in centro, tutto buonissimo e soprattutto con una vista mozzafiato sulla piazza. "Vedi che non sono così insopportabile?" Mi dice Manuel dopo che stavamo conversando civilmente da quando c'eravamo seduti, "diciamo che sei sopportabile, ma non montarti la testa ora".
Anche qui ho fatto shopping, durante il giorno il mio ragazzo mi ha scritto, ma non potevo di certo dirgli che ero qua con la persona che odia, gli ho solo detto che oggi ero a casa dato che stavo un po' male, mi siepiate mentirgli ma lo faccio per il suo bene e per non creare scompiglio.

STAI LEGGENDO
Tu mi hai salvato da me
Storie d'amoreAmbra è una ragazza dei Parioli , grande casa, vestiti e borse firmate, macchine e anche il personale in casa, abituata a frequentare solo feste a modo, di gente approvata dai suoi genitori proprietari di una azienda nota. La sua vita perfetta però...