Capitolo 61

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Prima giornata in ospedale

Qui la sveglia al mattino è alle cinque e mezza. Arrivano e alzano la serranda senza tanta delicatezza e con altrettanta burberità si dedicano a noi pazienti. Una delle cose che non riesco ad accettare è la pulizia delle parti intime. Mi vergogno a farmi toccare da sconosciute, ad espormi impossibilitata a proteggermi e affidare a loro quella zona così personale del mio corpo che trattano come un oggetto qualsiasi. Questo è uno degli aspetti più terribili che sto sperimentando in questo ricovero.

Finalmente, quando l'infermiera esce, tiro le lenzuola su fino al naso e mi giro a guardare il cielo fuori. Il sole si prepara a dominare la giornata. Quanto mi manca la pelle riscaldata dai suoi raggi!

La signora del letto alla mia destra emette dei borbottii fra sé, non so se si tratti di parole sensate, se stia pregando o qualcosa di simile.

Aver sporto denuncia contro Adele per tentato omicidio, a tratti mi spaventa.

Ieri sera, dopo aver spiegato a mamma come sono andate le cose, è stato difficile frenarla. Non me lo levo dalla mente il suo viso livido di rabbia ed ero quasi pentita per averglielo detto, quando l'ho vista alzarsi dalla sedia all'improvviso e sparire fuori dalla stanza.

Più tardi, quando è tornata mi ha informata, Sta venendo la polizia

Ma... ho provato a protestare.

Alba, non pensarlo neanche! ha detto, ancora carica di rabbia.

Erano in due e uno di loro era lo stesso che mi ha fatto da cavaliere durante l'arresto di Francesco. Più volte hanno ripetuto È sicura?

Sono più che sicura, ho risposto senza incertezza.

Bruno ha riferito che si è trattato di un incidente, che io mi sono buttata all'improvviso sotto l'auto in movimento e non ha fatto menzione della sorella.

Mamma gli aveva creduto; forse, non ha trovato il mio un gesto improbabile, o forse, la premura che Bruno ha mostrato nell'andare a cercarla l'ha resa più morbida.

Che stupido! Si è preso lui tutta la responsabilità per coprire quella serpe e adesso rischia anche un'accusa per occultamento di prove.

Verranno avviate delle indagini, devono cercare dei testimoni, verificare come si sono svolti i fatti, hanno detto. Il testimone principale è Bruno Musumeci, ho detto io, non dovete cercare altro.

Intanto, Adele riceverà l'ordine di non allontanarsi.

Mi sono accorta che pronunciare questo cognome provoca un certo effetto; perfino la signora nel letto accanto ha spalancato gli occhi e incurvato le labbra in un'espressione di dissenso. Da stamattina mi fissa curiosa, ma non osa chiedere nulla. Chissà perché prima non avevo mai fatto caso a quanto fosse rilevante il cognome di Bruno.

Questa notte ho sentito dolore, è stata una vera tortura non potermi muovere.

Adesso è il turno delle pulizie. Spalancano la finestra, cantano le ultime canzonette in classifica.

Il tormentone del momento, Il Cielo, cantata da Fiorello, che qui riscuote una certa considerazione. Non ho mai seguito Renato Zero, ma sentire gracchiare dalle loro bocche, a un ritmo imbarazzante, dei versi che contengono in ogni caso una bella poesia, è forse peggiore dei dolori di stanotte.

Mi guardano con compassione. La più giovane mi chiede se sono fidanzata. Rispondo di no.

Il tempo qui non passa mai. Spero che oggi mamma mi porti qualcosa da leggere. La colazione a base di tè e fette biscottate mi mette depressione. Ho subito un intervento a una gamba, non all'apparato digerente.

Quell'Estate sull'OceanoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora