È arrivato da ieri. Ho inventato scuse diverse per ritardare il nostro incontro, ma tra poco sarà qui.
Francesco non mi ha più cercata. Neanche io.
Forse sarà per lo stato d'animo in cui si trova in questo periodo, ma dopo averle raccontato qualche pezzo sull'accaduto, mamma ha esordito con 'Sono tutti uguali. Non sanno tenere le mutande alzate'
La sua considerazione però ha sollecitato una certa crisi in me. Che sia stata troppo estrema? Lui è venuto a cercarmi, non ha detto le parole che avrei voluto udire, però ha detto Sarei qui se non ci tenessi?
In questi giorni non ho fatto altro che rimuginare su ogni parola, pausa, tono di voce. Il suo sguardo... Sembrava arrabbiato.
Non lo so, sono confusa e anche esausta. È come se con lui non potessi mai abbassare la guardia.
Ma in fondo, sapevo com'era, no? È solo che, durante i momenti trascorsi insieme, ho sempre creduto di poter far breccia nel suo cuore; ho sperato che un giorno quelle cretinate, come le chiama lui, me le dicesse.
Alle otto suona il citofono. Fuori ci saranno trenta gradi ma io ho le mani ghiacciate. Chiudo il portoncino dietro di me e lo raggiungo.
È sceso dall'auto e sta appoggiato allo sportello chiuso. Sembra dimagrito. Ha lo sguardo accigliato, però gli occhi si illuminano appena mi vede. Sorrido, ma è un sorriso falso. Lui mi abbraccia appena gli vado incontro, lo abbraccio anche io, forse con meno entusiasmo di lui.
Si scosta e mi guarda.
«Che c'è? Non sei contenta di rivedermi?»
«Ma certo...» Ho paura di guardarlo negli occhi, timore che possa leggermi dentro. «Andiamo, ti devo dire un sacco di cose».
Da settimane non entravo in questa auto. Non avverto più alcun odore familiare. Tutto è cancellato dal tanfo di fumo. «Adele te l'ha impregnata per bene» commento con tono sprezzante.
«Sì, mi sono arrabbiato... Se mamma dovesse venire a saperlo...»
Troppe altre cose farebbero arrabbiare tua madre
Mette in moto e avvia la macchina. Io guardo fuori dal finestrino, come se mi aspettassi che le parole che non trovo arrivassero da lì, dai muri delle case, o dai marciapiedi o dalle auto parcheggiate lungo la strada.
Comincio da quelle più facili. «È successa una mezza tragedia». Mi fermo, perché per un attimo, il mio cervello mi rimanda subito una scena di me e Francesco, ma io sto invece parlando dell'altra tragedia, quella della mia famiglia che va in frantumi.
Lui non fa un fiato.
«Mio padre e mia madre si separeranno».
«Che cosa?» Si volta a guardarmi, è abbastanza scioccato. Questa non se l'aspettava. Mi viene da piangere, non solo per mia madre e mio padre, questa è l'occasione per poter dare sfogo alle lacrime che pressano dal momento in cui l'ho visto.
«Ma come? Quando è successo?»
«Papà è stato qui nella settimana di Ferragosto... Ricordi, te lo dissi al telefono».
«Sì, sì, ma non immaginavo che...»
«Praticamente ha messo su famiglia, laggiù...» dico sarcastica tra un singhiozzo e l'altro «ha un figlio di un anno con una donna somala, di certo più giovane di mia madre».
Ha rallentato l'andatura, l'auto procede cauta sulla strada avvolta dal grigiore serale. Non parliamo per un po'.
«E tua madre?»
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Quell'Estate sull'Oceano
RomanceIn revisione C'è Alba. Giovane, solare, con un approccio positivo alla vita, ma anche critico. C'è il suo amore per Bruno e la volontà di vedere realizzati i loro progetti insieme. Il clima sereno che le offre la sua famiglia la incoraggia a perseg...
