Non vengo qui a Punta Raisi da Natale scorso. Ogni volta, penso sempre che questo aeroporto non abbia nulla a che vedere con questo paesaggio. Certo, ogni aeroporto è un intruso, ma qui assume un significato ancora più inquietante dato che, prima della sua realizzazione, i pareri tecnici erano negativi a causa dei venti di caduta, molesti alla navigazione aerea. E quel promontorio del Pecoraro che pare davvero minaccioso e contrariato.
Una volta mamma mi ha raccontato che per la sua realizzazione non è stato indetto alcun appalto pubblico. Assegnazione diretta. Una storia di politica e mafia.
Le lancette del mio orologio segnano le otto. Massimo guida in silenzio, papà guarda fuori dal finestrino abbassato e un pezzo di braccio gli sporge fuori.
Io ho preso posto nel sedile posteriore.
Mamma ha preferito rimanere a casa.
Ieri, Rosaria e Massimo sono rientrati alle sei. Mi hanno trovata fuori in cortile mentre sorvegliavo Riccardo che si divertiva a girare in triciclo.
Grazie, Alba, ha detto Rosaria, appena entrata. Mi ha guardata per un attimo con sospetto, Tutto bene? Mentre le rispondevo di sì ha alzato la testa su, verso il terrazzo, ma Francesco non si è più affacciato per tutto il tempo che io e Riccardo siamo stati giù.
Subito dopo ho chiesto a Massimo di rientrare a casa, lui ha notato in me qualcosa di strano, ma non ha aggiunto nulla.
Abbiamo cenato tutti e quattro insieme, in silenzio. Ognuno preso dai propri pensieri. Papà per l'imminente partenza e per la situazione ingarbugliata che lasciava qua.
A noi, loro due non hanno detto niente sugli ultimi sviluppi della situazione, se sviluppi vi sono stati.
Massimo anche, era di sicuro impegnato a pensare a Rosaria.
Solo mamma mi ha lanciata un'occhiata rapida, ma subito dopo è ripiombata nei suoi, di pensieri.
Nessuno ha badato a come stavo io.
Verso le dieci però, ha squillato il telefono e io ho sussultato, ma non mi sono mossa per rispondere. Ho lasciato la sedia dove stavo seduta e mi sono avviata su per la scala.
È stato lì che forse, hanno capito che qualcosa non andava.
Pochi minuti dopo, Massimo ha bussato alla porta della mia camera. È per te, ha annunciato, è Fran-
Non voglio parlargli, ho dichiarato secca, senza permettergli di terminare.
Lui è rimasto per qualche secondo perplesso, poi ha ripreso a parlare nell'apparecchio. Scusa Francesco, ma non- si è interrotto e ho potuto immaginare le parole pronunciate dall'altro capo del filo.
Massimo ha preso un grande respiro, dopo. Si è appoggiato con la schiena alla porta chiusa.
Perché non vuoi parlargli? Che è successo?
Niente, non è successo niente
Certo, come no...
Non mi va di parlare
Va bene... Buonanotte.
Ho provato un grande blocco emotivo e un malessere generale, non sono riuscita neanche a piangere. Mi sentivo come se tutti quelli che mi stavano intorno non aspettassero altro che apprendere il mio fallimento.
Uno come lui. Cosa avrei dovuto aspettarmi?
Papà ha il volo alle dieci. C'è già un gran movimento di persone quando entriamo nella vasta sala; la frescura dell'aria condizionata mi colpisce in petto.
STAI LEGGENDO
Quell'Estate sull'Oceano
RomanceIn revisione C'è Alba. Giovane, solare, con un approccio positivo alla vita, ma anche critico. C'è il suo amore per Bruno e la volontà di vedere realizzati i loro progetti insieme. Il clima sereno che le offre la sua famiglia la incoraggia a perseg...
