Nadia ha 21 anni e nessun obiettivo: non ha più interesse per gli studi di Lettere e il suo futuro è un'incognita. Quando realizza di provare un'attrazione proibita per Dario, il suo patrigno di 36 anni, un affascinante professore di Fisica, il suo...
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"Allora, vieni dal liceo artistico, giusto? Che basi hai di matematica e fisica?" Mi chiese Mario, mentre passeggiavamo per il centro storico insieme al gruppo.
Gli avevo appena parlato di me: della mia fallimentare carriera universitaria e del fatto che, contro ogni aspettativa, la mia unica speranza di ottenere una laurea risiedeva adesso nella facoltà di Fisica.
"Ho visto tutti gli episodi di Big Bang Theory." Risposi, onestamente, con un pizzico di sarcasmo. "E poi conosco la termodinamica. Me l'ha spiegata... qualcuno."
Mario non poteva immaginare che avevo appena finito di fare sesso col suo professore di Fisica II, la sera in cui mi aveva spiegato l'argomento. Ma abbassai lo sguardo lo stesso per un istante, come per impedirgli di leggermi nella mente.
"Conoscere la teoria non ti aiuterà ad andare lontano, se non hai anche delle buone basi in matematica." Commentò. "Non lo dico per scoraggiarti, è solo che ci sono passato anch'io, che vengo dal classico."
Mi fermai di botto. "Tu puoi farmi delle lezioni, però. Vero? Ti pago. Mia madre è d'accordo."
Lui si grattò la nuca, riflettendoci.
"Sì, suppongo di poterlo fare. Cosa ti ricordi della matematica fatta a scuola? Integrali? Derivate? Funzioni?"
Sbattei gli occhi confusamente. Non sapevo nemmeno di cosa parlasse. Mario lo capì e si toccò il mento, dondolandosi su entrambe le gambe tozze.
"Beh, ne riparleremo un'altra volta. Sarà dura, ma con un po' di impegno ce la faremo."
Riprendemmo a camminare per avvicinarci al gruppo. Giamma non c'era. Aveva detto di non sentirsi bene ed era rimasto a casa.
"Tu mi sembri proprio una persona seria." Dissi a Mario, poco dopo. "È strano pensare che eri amico di Gaetano."
Lui rispose con semplicità: "Le persone sono piene di lati nascosti. Per esempio, tu ti accorgi solo ora di voler studiare matematica. Ma nessuno, neanche tu, lo avrebbe creduto possibile. O sbaglio?"
*
Tornai a casa all'una di notte. Mario mi aveva prestato il raccoglitore ad anelli che conteneva tutti i suoi appunti di teoria. Me l'aveva consegnato in macchina.
"Quell'affare è nuovo?" Mi domandò Giamma, steso sul divano a petto nudo, sotto il getto dell'aria condizionata. Guardava Netflix, ma sembrava assonnato e di pessimo umore.
Poggiai il raccoglitore sul tavolo. Osservavo la plastica nera, stupendomi di quanto mi attraesse ed entusiasmasse sapere che lì dentro avrei trovato la vera conoscenza sulle cose del mondo.
"Sono gli appunti di Fisica." Accarezzai la plastica come se fosse un cucciolo. "Mi sa che gli dò subito un'occhiata."
Giamma fece un verso contrariato. "Tanto è inutile. Ma lo sai che testa devi avere per studiare quelle cose? Quanti anni di studio ci vogliono?"