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Approfittando del fatto che questo flashback sia abbastanza lungo da fare un capitolo a sé, lo sto pubblicando ora per avere tempo di sistemare la parte del pov di Dario del presente

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Approfittando del fatto che questo flashback sia abbastanza lungo da fare un capitolo a sé, lo sto pubblicando ora per avere tempo di sistemare la parte del pov di Dario del presente. I capitoli finali sono quasi tutti pronti, non vedo l'ora di farveli leggere!

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Flashback

Paola era così arrabbiata con se stessa che finiva col prendersela con il figlio maggiore. Non riusciva a gestire i suoi scatti d'ira, non li capiva. I figli delle sue amiche - e persino Luca - erano diversi: giudiziosi, educati, bravi a scuola o nelle attività della campagna.

Dario no.

Ogni tanto incontrava suo padre, quando quel disgraziato voleva farsi trovare, e dopo quelle visite il suo carattere peggiorava.

Era chiaro che stesse male. Ma l'unico modo che Paola trovava per sfogare la frustrazione per la propria impotenza era rispondere alla sua rabbia con altra rabbia.

"La cena ormai è fredda. Se non ti piace, ti alzi e te ne vai." Sbottò quella sera, gettando il piatto davanti al figlio con impazienza.

Lui si appoggiò allo schienale, offeso per essere stato sgridato: era rientrato tardi, e il resto della famiglia aveva già cenato. Luca, il fratello di dieci anni, era già in salotto a giocare con un cavallino davanti alla tv accesa.

Dario aveva solo diciassette anni, ma la sua bellezza ricordava fin troppo quella di Arben alla stessa età. I colori erano diversi - i suoi erano più scuri - ma gli atteggiamenti erano gli stessi. 

A volte Paola rimpiangeva l'errore che aveva commesso alla sua età: se non fosse rimasta incinta avrebbe evitato tanti dolori e fatiche. Poi si pentiva di averlo pensato. Amava quel ragazzo tanto quanto soffriva per ciò che era diventato: un ribelle che non voleva andare a scuola, che preferiva perdere tempo con degli amici peggiori di lui e chissà cos'altro. Voleva solo che crescerlo fosse più facile.

"La prossima volta resto a mangiare da Vasil. Sua nonna non è pazza come te!" Si lamentò.

Paola si voltò di scatto: "Davvero? E l'hanno anche comprato, quel cibo?"

"Sei una razzista di merda!" Urlò Dario. Gli occhi pieni d'odio, si alzò, afferrò il piatto con le polpette e lo scagliò contro sua madre.

Si frantumò in mille pezzi dopo averla colpita al petto, e il cibo finì ovunque.

"Pulisci tutto, subito!" Gridò Paola, la voce sconvolta.

"Ti odio! Me ne voglio andare da qui!" Urlò Dario, in risposta. Anche la sua voce, ormai virile, ricordava quella di Arben.

"E dove pensi di andare? Sotto i ponti? O in galera con tuo padre?"

Le parole di Paola lo fecero infuriare ancora di più.

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