66 bis

89 4 21
                                        

Non poteva essere vero

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Non poteva essere vero. La mia testa saltava da una conclusione all'altra senza soluzione di continuità. C'erano momenti in cui ero convinta che sì, lei e Dario avevano una relazione; altri in cui sapevo di sbagliarmi. Ricordavo tutte le prese in giro, le urla isteriche in cui scoppiava Nadia tutte le volte che coinvolgevo Dario in qualcosa che, prima di lui, era stata solo nostra: una cena, una festività, una vacanza. Lei rifiutava i suoi regali, era andata via di casa per non dover vivere sotto il suo stesso tetto... e ora tornava da lui come un'amante? Rabbrividivo, pensandoci. Non aveva alcun senso.

Il pensiero più terribile, però, era che Dario l'avesse in qualche modo circuita per vendicarsi di lei, di me, di entrambe... o forse in seguito alla promessa di un buon voto. Ormai sapevo che non fosse il brav'uomo che credevo all'inizio, e che in lui ci fosse qualcosa di orribile, che forse aveva riversato anche su mia figlia.  

Cercavo di mantenere la calma, anche se i pensieri mi mandavano ai matti. Nadia, in fondo, appariva di buon umore e più equilibrata che mai. Ora, però, guardavo alla sua calma con sospetto.

Quella mattina andai a cercarla nella sua stanza, dove l'avevo appena sentita spruzzarsi del profumo. Sorrideva con orgoglio alla propria immagine allo specchio. La sera prima era tornata tardi, come al solito, ma il suo volto giovane non lasciava trasparire la stanchezza. Troppo giovane, in effetti... Aveva solo ventun anni. Rispetto a Dario, non era altro che una bambina.

Ingoiai il rospo col mio cuore spezzato, e le domandai:

"Allora, cos'avete fatto ieri sera, tu e Roberta?"

Lei sussultò di fronte alla domanda inattesa. Si voltò in fretta per posare la boccetta del profumo e sistemare le magliette gettate alla rinfusa sul letto.

"Niente di che." Affermò, vaga. "Due chiacchiere, un film, una partita a monopoli... il solito."

"Che film?" Insistetti, portando le braccia al petto.

Lei spalancò gli occhi un momento, poi mostrò un sorriso forzato: "Faccio prima a dirti la trama che a ricordarmi il titolo."

Quindi aprì l'armadio e l'osservai riporre nervosamente le magliette sulle grucce. Restammo in silenzio per un po', finché non decisi di dirglielo:

"Tuo padre e Anna si sono lasciati."

Mi aspettavo una reazione forte, ma lei commentò soltanto, con fare distaccato: "Sì, lo so. Papà me l'ha detto in chat. Gli ho risposto che ci ha perso lei."

Seccata, mi domandai quando glielo avesse detto, e perché non avesse avvisato anche me. Come al solito, Davide aveva la testa per aria.

"E ti ha pure detto che ci stiamo frequentando?"

L'ultima delle magliette che teneva in mano, cadde a terra, la presa sulla gruccia tremò. Nadia mi rivolse di nuovo lo sguardo ed era sconvolta.

"Tu e papà state di nuovo insieme?" Mi domandò, a bocca aperta.

StepfatherDove le storie prendono vita. Scoprilo ora