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Ciao! Volevo dirvi che non erano previste molte altre scene "spicy" in questi capitoli, perché ora i personaggi sono più maturi. Ma sono riuscita comunque a inserirne un paio in più e a dargli un senso (dato che probabilmente avevate voglia di leggerle). Spero ne sia valsa la pena 🤣

Sistemai una ciocca di capelli dietro l'orecchio, in un gesto di inutile pudicizia che mi aiutava a combattere l'imbarazzo di essere di nuovo seminuda davanti a lui

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Sistemai una ciocca di capelli dietro l'orecchio, in un gesto di inutile pudicizia che mi aiutava a combattere l'imbarazzo di essere di nuovo seminuda davanti a lui. Le lenzuola erano fresche, profumate di pulito. Io, nervosa, indossavo ancora una canottiera abbastanza lunga da coprirmi per intero. Lui discese su di me, il petto scoperto, bello come lo ricordavo. Si muoveva con calma, come per non spaventarmi. Mi baciò e mi accarezzò piano lungo le braccia, fino ai fianchi. Entrambi ci stavamo soltanto godendo il momento.

Presto iniziai ad avere caldo. Sfilai la canottiera dalla testa e, quando Dario riprese a baciarmi, in qualche modo che la mia mente non registrò, sparì anche la biancheria intima. Sentirlo entrare in me, fu come ritrovare la pace di cui avevo bisogno. Spinse piano, vincendo ogni resistenza muscolare, in un modo che era doloroso, sì, ma anche... intimo. Era un rito di passaggio, un marchio che mi ricordava a chi appartenevo.

Tutte le mie angosce trovarono pace. Tutto era come doveva essere. Eravamo al nostro posto. Di nuovo uniti, insieme, presenti col corpo, ma anche con la mente. Tutto era deliberato, scelto, sentito a ogni livello di ciò che eravamo. Il piacere non era fisico, era mentale. Ogni attimo con lui era di per sé il Nirvana. Mai avevo provato tanta calma, tanto piacere anche solo nella staticità, dando priorità ai baci, alle carezze, alle piccole spinte che erano solo un altro modo per esprimere la delicatezza che provavamo l'uno per l'altra.

Il tempo aveva smesso di esistere. Quando tutto finì, scoprii che erano trascorse delle ore. Ma io ero felice, calma, appagata: era stato il sesso più puro che avessi mai avuto.

Ancora coricati, mi appoggiai alla sua spalla per un po'. Intanto guardavo l'orologio dietro di lui: erano le sei del pomeriggio.

"Ti amo." Gli dissi.

"Ti amo anch'io." Rispose, accarezzandomi il braccio che avevo appoggiato al suo petto.

"Sei mai stato così bene con una ragazza?" Ripensavo alla sua ex. "Magari con qualcuna che era molto importante per te..."

"No." Rispose, deciso. "Non ho mai amato nessuna come amo te."

Avevo paura che non fosse del tutto vero, ma la mia gelosia, al momento, si ritenne soddisfatta. In fondo, a prescindere dal passato, lui adesso era mio. Lo abbracciai e gli lasciai un grosso bacio sulla guancia.

"Pensa come sarebbe passare tutta la vita così." Esclamai, chiudendo gli occhi e fantasticando su una realtà diversa. "Soltanto noi due, nessuno che ci giudica... forse dovremmo andare a vivere in un'isola deserta."

"Sarebbe bello." Commentò lui, ironico. "Andiamo subito?"

"Siii!" Esclamai, poi le palpebre mi si abbassarono per il sonno.

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