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Canzoni capitolo:

Don't look back in Anger ~ Oasis
I love you, I'm sorry~ Gracie Adams
Hometown glory~ Adele

Un altro mese era trascorso. Quel periodo era impegnativo e tra una cosa e l'altra volava, come sabbia dalle mie dita, in una folata di vento.

Io e Tyler eravamo stesi sul divano di casa sua e dal telefono, mi stava mostrando le foto dell'appartamento che suo padre aveva comprato per lui e Jayden, per quando sarebbero andati al college.

Sembrava felice di quel passo, sembrava aver raggiunto finalmente un equilibrio emotivo. Vederlo sereno mi trasmetteva un enorme senso di pace che tranquillizzava anche me.

Qualcuno bussò alla porta. "Hey, voi due!" gridò Jayden, dall'altra parte della porta. "Se siete nudi vestitevi, devo entrare!"

Tyler scosse la testa, esasperato dalle uscite di suo fratello. "Entra, idiota!"

Jayden irruppe nel soggiorno sorridente. "Come sto con questo taglio di capelli?" domandò, facendo una lenta giravolta su sé stesso.

"Adesso siete ancora più simili." osservai.

A Jayden erano cresciuti parecchio, infatti il parrucchiere gli aveva donato una forma più armoniosa. Era quasi inquietante stare tra di loro e pensare di non essere davanti ad uno specchio. Soltanto conoscendoli bene si potevano scorgere più dettagli che in realtà poi li distinguevano parecchio.

Il telefono di Tyler squillò. Pigiò il tasto verde e rispose. "Papà?"

"Ciao, Tyler. C'è Jayden, lì con te?"

"Si, è qui e sei in vivavoce. C'è anche beverley. Perché?"

"Nessun problema, può ascoltare. Ciao ragazzi. Devo parlarvi di una cosa." disse, con un tono di voce abbastanza serio.

"Di cosa si tratta?" domandò lui, impaziente.

Jayden corrugò la fronte.

"Vostra madre è uscita dal centro di riabilitazione." Confessò. Quella dichiarazione scaturì in loro reazioni per niente positive, soprattutto in Tyler, che si pietrificò.

"Ma come è possibile?!" chiese Jayden.

"A quanto pare, per loro, i mesi di cura sono stati sufficienti e credono che sia pronta per tornare a condurre una vita normale." Sospirò.

"È già uscita? Tornerà qua?"

"Si, ragazzi, quando mi hanno avvisato era già fuori. Anzi, potrebbe tornare a casa a momenti. Proprio per questo pensavo che per il momento sarebbe meglio se veniste qua da me, finché non capiamo come gestire la situazione, se è effettivamente trattabile."

"Non andrò lì da te." sbottò Tyler. "La mia vita è qua."

"Tyler, lo so..." mormorò il padre. "Voglio solo evitare che tu sia un potenziale bersaglio..."

"Non sarebbe niente di nuovo, niente che io non abbia già sopportato." Borbottò. "È tornato tutto come prima. In fondo, comunque, me lo aspettavo." Bruscamente chiuse la chiamata e se ne andò dalla stanza, salendo le scale per raggiungere la sua stanza.

Aprii la bocca per chiamarlo, per dire qualsiasi cosa, ma non avevo parole che potessero aggiustare quella situazione.

Jayden mi accarezzò la schiena. "Hey..." sussurrò.

"È che... sembrava che stesse finalmente vivendo come un comune adolescente, senza pesi né responsabilità addosso. Sembrava che stesse finalmente vivendo..." mi si ruppe la voce, mentre parlavo. Gli occhi mi si inumidirono per le lacrime.

Dal primo istanteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora