Tyler's pov.
Mio fratello era spalmato sul divano, schiacciando il giubbotto che avrei dovuto indossare. Lo guardai dall'alto, inarcando un sopracciglio.
"Cosa ti è successo?"
Afferrai il giubbotto e lo tirai con forza, spostandolo. Lui non fece una piega, rimase in quella posizione, con la faccia schiacciata sulla pelle bianca.
"Avevi ragione." mormorò. "Sarai contento di sentirtelo dire."
Corrugai la fronte, confuso. "Su cosa?"
"Su Amy, quell'idiota e il fatto che stia ribalzando tra me e lui come una pallina di ping pong." rispose. Aveva gli occhi stanchi, gonfi e arrossati; chiaro segno del fatto che probabilmente aveva passato tutta la notte a piangersi addosso.
"Non sono tanto contento di avere ragione in realtà. È da quando l'hai vista con quel tizio che ti sei lasciato andare." osservai.
"Perché mi ha strappato il cuore dal petto. E fa un male cane, Tyler... che non ne hai idea." ammise, con la voce tremante. "La amo... ma credo che non sia più un sentimento totalmente sano... sento che mi sta consumando."
Mi sedetti accanto a lui. "No, non penso che lo sia se ti sfinisce in questo modo... per quanto ne possa sapere."
Fece una risatina sarcastica. "Credevo che fosse l'amore della mia vita, che saremo stati insieme per sempre e guardaci ora..."
Sospirai. "Senti... io non ho molti consigli da darti a dire il vero. Sono un disastro su quest'ambito. Però non voglio vederti crogiolare nel dolore ancora."
"È la cosa più carina che tu mi abbia detto nell'ultima settimana."
Alzai gli occhi al cielo. "Perché non esci un po'? Mi vedo al black davil con i ragazzi. Hai bisogno di staccare un po' e scollarti da questo divano che ha preso la tua forma ormai."
Si sollevò, mettendosi seduto a gambe incrociate. Mi guardò per un lungo istante prima di parlare. "Mi è mancato vivere con te. Non l'abbiamo mai fatto veramente... c'era sempre qualche problema che alla fine ci separava."
"Già." concordai. "Non sei poi così insopportabile come ricordavo."
"Stavo pensando..." si schiarì la gola. "Se riuscissi ad entrare al college... ti andrebbe di prenderci un appartamento tutto nostro?"
"Vuoi andare al college?!" esclamai, sorpreso.
"Sembra assurdo, eh?" ridacchiò. "Lo so, non è possibile che queste parole stiano uscendo dalla mia bocca. Però... ultimamente ho pensato a tante cose, compreso il mio futuro, e potrei aver rivalutato l'idea." confessò. "Sempre che io riesca a passare, devo rimettermi in carreggiata con i voti."
"Prometti che non ridurrai l'appartamento un macello." gli puntai un dito contro.
Rise più forte. "Di più, ti prometto che laverò sempre i miei piatti dopo averli usati."
"Niente pile di tazze."
"Voglio prenderla come una nuova possibilità, per noi. Per riprenderci ciò che è nostro, per essere felici." disse, alzando un angolo della bocca in un sorriso malinconico.
STAI LEGGENDO
Dal primo istante
RomansaIn questa storia sono presenti scene esplicite, consiglio la lettura ad un pubblico maturo e consapevole Tra Beverley e Tyler non scorre buon sangue. Ma non è sempre stato così, almeno per lei. È cominciato tutto quando l'ha rifiutata senza scrupol...
