Mentre corro verso casa mi viene in mente una cosa, che spiegherebbe perché Giulia non risponde ai miei messaggi: quella pazza di Jessica deve averla minacciata, ne sarebbe capace. Invece di andarla a cercare, decido di doverne parlare con mio papà, l'ultima volta abbiamo trovato una soluzione insieme, anche se non mi ha evitato un proiettile nel braccio.
Non ci penso e continuo a correre, ormai ho il fiatone ma non importa, devo arrivare a casa il prima possibile.
Sono arrivato e vedo mio papà sulla soglia di casa ad aspettarmi, con una faccia abbastanza impaurita, corro fino ad arrivare da lui, che subito mi abbraccia e mi spinge in casa, chiudendo la porta a chiave, poi si gira verso di me e mi squadra da testa a piedi.
P: Ti ha ferito?
Dice avvicinandosi e ricontrollandomi da testa a piedi.
E: No, però aveva la pistola, com'è che quella ragazza se la porti sempre dietro?!
Ho il fiatone e vado in cucina per prendere un bicchiere d'acqua.
P: Edo, devi stare attento.
E: Lo so, ma non pensavo potesse scappare.
P: Jessica trova sempre il modo di ottenere ciò che vuole.
Già, Jessica, la mia ex ragazza.
Ci siamo incontrati circa 3 anni fa, e apparentemente sembrava una ragazza normale, bella e che giocava a pallavolo, mi è piaciuta subito, così le ho chiesto di uscire qualche volta, lei ha accettato e abbiamo iniziato a frequentarci, niente di che, una storia apparentemente normale. Ma poi, visto che io avevo delle amiche, lei si faceva sempre più gelosa, all'inizio mi sembrava giusto che ci fosse un po' di gelosia, voleva dire che ci teneva a me, ma poi è andata oltre, andava a minacciare le mie amiche, non sempre a mani vuote, ci andava con la pistola o la mazza da baseball, e Dio solo sa dove l'ha trovata quella pistola, che io sapessi, il padre non aveva armi. Le minacce proseguivano e diventavano più prepotenti, sparava qualche colpo di pistola o dava qualche mazzata, ma io tutte queste cose non le sapevo, tutte le mie amiche si allontanavano da me sotto la minaccia di Jessica. Andò avanti per circa un anno, fino a quando una delle mie amiche venne da me per dirmi che avrebbe denunciato Jessica, ed è quello che successe, in seguito scoprii cosa aveva fatto e andai a parlarle, ma aveva con se quella dannata pistola e... La conversazione mi è rimasta stampata nel cervello...
•FLASHBACK•
Entro in casa di Jessica, non posso credere che abbia minacciato tutte quelle ragazze, sono infuriato.
E: Jessica, ma cosa ti è saltato in mente?! Sei fuori di testa?! Andare a minacciare tutte quelle ragazze, per di più con una pistola o una mazza da baseball, sei fuori?! Ora ti hanno denunciato!
J: Edo, calmati, ho fatto tutto questo per noi, quelle ragazze ci avrebbero diviso!
E: Diviso?! Stai scherzando, alla maggior parte di loro non interessavo neanche! E poi, che caspita, hai 15 anni e vai in giro ha minacciare la gente con una pistola o una mazza?! Tu sei pazza!
J: Non dire così Edo, calmati!
Dice con una rabbia che non avevo mai sentito.
E: Non posso calmarmi, come hai potuto farlo?!
Lei urla e si gira, di scatto tira fuori la pistola e me la punta addosso, avvicinandosi sempre di più.
J: Edo, io ti amo, come fai a non capire che quello che ho fatto l'ho fatto per noi due?
Dice, mentre alcune lacrime le bagnano il viso.
E: Jessica, calmati, per favore, dammi la pistola.
J: No!
Urla cambiando mira e puntandola al mio cuore. Faccio un passo indietro, impaurito.
J: Tu hai deciso di spezzarmi il cuore, allora io spezzerò il tuo!
Spara, ma sono abbastanza veloce da spostarmi e il proiettile, invece di colpirmi il cuore, mi prende l'avambraccio sinistro.
Il dolore esplode in un attimo, facendomi urlare. Resto ancora abbastanza cosciente per vederla cadere poco lontano da me. Non ero venuto da solo, quando avevo scoperto tutto e avevo deciso di parlarne con Jessica mio padre mi ha accompagnato e, probabilmente, quando ha sentito lo sparo si è precipitato dentro. Da quel momento in poi buoi totale. Sono svenuto.
•FINE FLASHBACK•
Dopo che Jessica mi ha sparato mi hanno portato all'ospedale, dove mi hanno detto che la ferita non era niente di estremamente grave, meglio così, ora ho solo una brutta cicatrice.
Jessica è stata processata, ma decisero che aveva una malattia mentale, quindi che era pazza, è la mandarono in manicomio, niente di più. Dopo circa due anni è scappata ed è venuta a cercarmi, ora la vita di Giulia è in pericolo, come faccio?
Mio papà mi risveglia dai miei ricordi.
P: Edo, meglio se chiamiamo la polizia.
Dice porgendomi il telefono fisso.
E: Perché non chiami tu?
P: Perché sei tu che l'hai vista, forse ti chiederanno una descrizione.
Afferro il telefono e chiamo la polizia, rispondendo a tutte le loro domande. Quando ho finito mi rivolgo a mio papà.
E: Papà, secondo te cosa dovrei fare con Giulia?
P: Prima di tutto dovresti dirle tutto e allontanarla, Jessica potrebbe farle del male, poi quando la prenderanno potrai ricominciare a frequentarla.
Mi sembra una cosa sensata, così la chiamo, ma non risponde, è prevedibile, Jessica le avrà detto che siamo fidanzati e non mi vorrà parlare.
Chiamo Fede, ho bisogno di sostegno, dopo un attimo risponde.
F: Ciao bello, come va?
E: Fede, vieni qui, è tornata.
F: Arrivo subito.
Chiude la chiamata. Federico sa tutto, è il mio migliore amico e quando ho capito che era un bravo ragazzo gli ho raccontato tutto.
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Baciami ancora
FanficUn ragazzo e una ragazza si troveranno, ma cosa succede se una pazza li vuole separare? La loro storia non sarà facile, riusciranno ad avere ciò che più sognano?
