Capitolo 6: Come hai detto che ti chiami?

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                                                                                       Lui


Le dieci e quarto, merda! Perché sono sempre in ritardo? Mi sono addormentato nel divano davanti la tv come un idiota, non ho cenato e adesso muoio di fame ma non ho tempo. Devo spicciarmi a fare la doccia e sistemare il mio ciuffo.

Alla fine la Bellezza Mora dell'università non ha saputo resistermi, sorrido soddisfatto mentre mi infilo sotto l'acqua calda e invitante della doccia, com'è che mi ha detto? Ah si:

"Sono stanca di aspettare che tu faccia il primo passo, io mi chiamo Amber e questo è il mio numero." Avevo già deciso di portare a fare un giro alla gentile Amber da quando mi ha lasciato il suo numero sotto il mio sguardo divertito, ma le ho mandato un messaggio soltanto poche ora fa' per farla stare sulle spine e non sono rimasto affatto stupito di aver ricevuto la sua riposta esattamente quindici secondi dopo , né tanto meno che stasera è disponibile per me. Sono davanti lo specchio della mia camera, con la tovaglia ancora intorno alla vita cerco cosa indossare per un piccolo appuntamento come questo; opto per i jeans scuri e camicia blu, indosso l'orologio e sistemo il ciuffo in modo assolutamente perfetto. "Stasera si fa' colpo, Davis" una spruzzata di One Million e sono pronto. Afferro le chiavi della macchina e scendo in fretta le scale con il sorriso, so già come andrà a finire questa serata.

Siamo in un locale che frequento spesso con i miei amici, ma stasera è un martedì lento e noioso, siamo seduti in un tavolino e c'è solo poca gente in giro, poche coppiette o pochi gruppi di amici, niente a che vedere con un venerdì sera. Mi guardo ancora in giro, mentre squadro il locale per la terza volta e... come si chiama dannazione? Amber, ecco, Amber batte un po' di volte le mani davanti al mio sguardo appannato per attirare la mia attenzione, forse ha capito che la sua minigonna striminzita non c'è riuscita.

< Tutto bene? > chiede con il suo bel sorriso speranzoso che ha da quando è salita nella mia macchina.

< Certo > sfoggio il mio sorriso aperto e inizio a parlare un po'.

Vivo da solo da sei mesi, la mia vita si divide in università, lavoro e amici. Dico lavoro, non passione, perché lei non capirebbe quanto importante sia per me la fotografia e a me non importa spiegare.

< L'amore? > Mi chiede lei sorridendo e io continuo a sorridere, continuo a recitare la mia parte. L'amore non l'ho ancora trovato, ma spero di trovarlo presto, mi piacerebbe trovare la persona giusta.

Ecco, ce l'ho fatta. L'ho incantata, siamo pronti per andare.

"L'amore? L'amore non sarà con me neanche stasera." Penso mentre le circondo la vita con un braccio e la invito ad uscire con un sorriso malizioso e un po' triste.

Rallento quando mi avvicino a casa di Amber che sta ancora abbottonando l'ultimo bottone della sua camicetta, adesso i suoi capelli non sono perfettamente lisci come quando è uscita da casa. Mi chiedo distrattamente se anche lei sapeva già come sarebbe andata a finire questa serata con me. Ci sperava però, di sicuro. La guardo e non penso più che sia bella, la guardo e la confondo a mille altri volti, quando sarò a casa non ricorderò più nemmeno che forma abbiano i suoi occhi.

< Allora ci sentiamo domani? > mi chiede speranzosa.

< Certo > dico frettoloso, perché voglio sbarazzarmi di lei. Nervoso, tiro un boccone alla mia sigaretta.

< A domani > dice e si avvicina a me baciandomi sulle labbra.

Scende dalla macchina e corre sui suoi tacchi dieci fino al portone, cerca le chiavi dalla borsa e quando apre la porta si gira verso di me e mi soffia un bacio, ricambio con un veloce cenno della mano e accendo il motore.

"L'amore? Io non so cos'è l'amore dolcezza, ma non lo sai nemmeno tu. Però so che l'amore non è concedersi la prima sera. No, non sei tu la persona giusta per me Amber e no, domani non avrai il mio buongiorno sul tuo cellulare appena sveglia."

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