Lei
La rabbia mi ha colpita all'improvviso, non appena mi sono resa conto che stava bene e, conoscendo le sue più profonde ragioni per cui si è ritrovato lì sopra, non sono più riuscita ad accettare il suo atteggiamento egocentrico. E non perché io pretenda che lui sia sempre perfetto ma, perché, non voglio che cedi a un comportamento stupido – non affatto da lui- solo per dimostrarmi che tiene davvero a me. Questo genere di atteggiamenti non sono da lui, ma da Derek Collins.
Mentre sto per entrare nello spogliatoio giusto per poter tirare un sospiro di sollievo, una mano forte e fredda mi avvolge il polso tirandomi con forza all'indietro.
< Ti prego > lo supplico < non adesso, Victor. >
La mano allenta la presa e, solo in questo momento, mi rendo conto che non è Victor a stringermi ma Derek Collins. Per cui non appena mi volto a guardarlo e il mio sguardo arrabbiato incrocia quello suo – freddo e cupo- sento i brividi su tutto il corpo.
E' il primo contatto che abbiamo dopo anni.
< Non scappare, Piccola. Dobbiamo parlare. >
"Respira, Mia. Respira."
< Non abbiamo niente da dirci, Derek. Lasciami andare. > Strattono il braccio catturato dalla sua presa, ma niente. Non vuole lasciarmi andare.
Alza il mento, nel suo tipico atteggiamento arrogante < cosa ci fa qui il fotografo, Mia? >
Me lo chiede come se la nostra ultima conversazione risalisse soltanto a stamattina e, invece, l'ultima volta che abbiamo parlato risale a cinque maledettissimi anni fa.
Quante volte ho immaginato questo momento? Quante notti ho passato a sognare ad occhi aperti il suo tocco sulla mia pelle?
Decisamente troppe.
E mi basta un solo istante per rendermi conto che non ne ho più alcun bisogno. Dubbi sprecati per nulla.
< Da quando ti interessa la mia vita, Derek? >
Esita < chi ti ha detto che ho smesso di farlo? >
Mi gira la testa e sento che al mio cuore manca un battito.
Come si permette?
< Derek > sussurro liberandomi lentamente dalla sua presa < devi ascoltarmi molto attentamente, okay? > stupidamente mi aspetto quasi che annuisca < ci siamo lasciati, ricordi? Dovresti, perché mi hai spezzato il cuore e hai distrutto la mia vita. Mi hai calpestata, ti sei scopato le mie amiche e mi hai umiliata come mai nessuno potrà più permettersi. Mi hai messa contro tutto, contro la mia famiglia e contro me stessa... e quando sei riuscito in tutto questo, quando eri certo che anche l'ultimo brandello di cuore era stato distrutto, hai deciso che era arrivato il momento di andartene. Perché... perché per te non ero abbastanza intelligente, né abbastanza bella. E ho imparato ad accettarlo, Derek, davvero. Con il tempo ho ripreso in mano la mia vita e ho capito i miei perché, mi sono fatta le mie ragioni. E vuoi sapere cos'altro ho scoperto, eh? Lo vuoi sapere, Derek? La cosa più bella e soddisfacente che ho scoperto è che sei tu a non essere abbastanza per me e non viceversa. Perciò non azzardarti –e dico mai più- a mischiarti nella mia vita senza il mio consenso che, puoi starne certo, non arriverà. >
E' stata una lunga giornata e, mentre poggio le spalle sul cuscino, sento di potermi finalmente rilassare.
Ho appena finito di raccontare tutto a Gioia, ho parlato talmente tanto e in fretta che adesso ho il timore di non avere più voce. Per quanto riguarda Gioia, se possibile, è messa peggio di me. E' sconvolta.
Ho paura a raccontarle situazioni del genere perché, quando si tratta di Derek, Gioia diventa sempre titubante e la sua fiducia nei miei confronti o, meglio dire, per i miei sentimenti inizia a vacillare. L'accompagna da sempre quella silenziosa paura che io lo ami ancora o, nei suoi incubi peggiori, che ho un disperato bisogno di lui e, se mai dovesse tornare, mi scioglierei come neve al sole.
Adesso ha paura più di prima, perché Derek mi ha parlato dicendomi le cose che ho sempre desiderato sentirmi dire da lui, e crede che sia riuscito a mettere in moto tutto.
Non è così, ma Gioia ha ancora bisogno del suo tempo ed io glielo concederò. E' il minimo che io possa fare per lei.
E poi, poche settimane fa, era diverso. Prima che entrasse Victor Davis nella mia vita era tutto diverso.
Mi sento una stupida sprovveduta a pensare certe cose, ma sono così stanca di respingere i miei sentimenti che, non appena mi trovo di fronte a Victor e a tutto ciò che mi scatena dentro, tutto mi sembra giusto e non sento più alcun bisogno di continuare a fingere di essere l'eroina che in realtà non sono.
Sento che qualcuno, molto più grande e immenso di tutti noi, mi stia suggerendo di lasciarmi andare e di tornare a sorridere, sento che qualcuno mi stia rassicurando dicendomi che è giusto tornare a provare qualcosa per una persona. C'è questa stranissima sensazione, che spesso mette a tacere le mie paure, che mi dice che Victor Davis è quello giusto.
Non ho ancora ben capito cosa voglia dire quello "giusto", non so dove mi porterà questa situazione con Victor, se sta solo fingendo e quando – in un modo o nell'altro- riuscirà a spezzarmi il cuore.
In questo momento, anche se non so nulla di cosa accadrà domani, sento di poter affrontare tutto.
Dopo aver amato Derek Collins più dell'aria, dopo essere riuscita a ricostruire tutto e dopo averlo – finalmente- rifiutato sento di potercela fare.
Esitando per solo un attimo, posso certamente affermare di essere pronta.
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Qualcosa di più
Roman d'amourMia ha diciassette anni ed è già stanca di tutto: del posto in cui vive, delle persone che la circondano e di essere considerata la ragazza di Derek Collins, nonostante siano passati anni. Non fa altro che correre, per un infinità di motivi: per ca...