Capitolo 22: Dammi una ragione

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                                                                                         Lei



Assonnata e avvolta nella mia sciarpa preferita – perché ha la consistenza di una coperta- mi appoggio sconfitta al muretto, in attesa di quell'odioso aggeggio chiamato autobus.

La cattiva notizia che mi affligge da ieri sera è che non posso più scendere a scuola con lo zio, gli hanno anticipato l'apertura della macelleria – dove lavora da tutta una vita- e per me quella mezzoretta di attesa diventerebbe un ora. Perciò, al contrario di tutte le mie volontà, mi tocca prendere quella merda di autobus. Pieno di gente pronta ad appiccarsi addosso.

Mi sforzo di tenere gli occhi ben aperti e di non fare troppo caso al maledetto freddo che mi punge in tutto il corpo.

< Ehi Mia! > Mi saluta Lucy, "da dove cavolo è sbucata fuori?"

< Ohi. > Rispondo, è il massimo che riesco a dire.

Ci conosciamo dalla prima media e abbiamo sempre avuto un bel tipo di rapporto, nonostante all'inizio del primo anno delle superiori Lucy è stata molto gelosa di Jade e me, ma con il tempo Lucy è riuscita a capire i suoi errori, adesso lei e Jade si adorano.

< Che cosa ci fai qui? > mi chiede mentre mi stampa due baci sulle guance.

< Mi toccherà prendere l'autobus > faccio una pausa < per il resto dell'anno. > Lucy sbotta a ridere, a quanto pare la cosa la diverte molto.

< Cos'hai? > mi chiede con la sua voce squillante, mi chiedo come diavolo faccia ad essere così pimpante alle sette del mattino.

< Indovina un po'. > Sbotto.

< Hai sonno. >

Le lancio un occhiata assonnata attraverso i miei occhiali da sole, < perspicace. >

< Ti ho mandato un messaggio, > mi avvisa < ma non mi hai risposto. >

< Davvero? > le chiedo afferrando il cellulare dalla tasca, < oh... non avevo tolto la vibrazione. >

Apro la cartella messaggi dove mi appare il messaggio di Lucy e di un altro numero che non... oh Dio mio.

Apro quel messaggio inaspettato, con la mano un po' incerta e curiosa al tempo stesso.

Spero sia un buongiorno per te, Bambina.

Da quando una riga è capace di stendermi? Da quando uno stupido messaggio è diventato così piacevole per me? Da quando il mio cuore ha iniziato a battere più forte?

< Ti è arrivato il messaggio? > Lucy interrompe il filo dei miei pensieri e delle mie sensazioni.

< Come dici, scusa? > chiedo in uno stato ancora di shock.

< Mia? Vuoi svegliarti o no? Ti è arrivato il messaggio? >

< Si si. >

Lucy riesce a finire la sua sigaretta prima dell'arrivo dell'autobus, ma io non riesco a riprendermi. Non appena usciamo fuori da quella insulsa cittadina e oltrepassiamo le ultime abitazioni riesco finalmente a rilassarmi. Le mie spalle tese riescono finalmente a sciogliersi ed io tiro un sospiro di sollievo, adesso la mia giornata può cominciare.

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