Ultima ora, ora di inglese.
Rientriamo in classe e la prof. ci guarda malissimo.
-Rossi è questo l'orario? La scuola inizia alle 8.00 e tu entri all'ultima ora?- si ribella la donna guardandomi male.
-Scusi prof, è stata colpa mia. L'ho trattenuta io perché mi sono sentito poco bene, mi scusi davvero. Non succederà mai più- spiega il moro, gli rivolgo uno sguardo veloce, mentre l'intera classe mi guarda come se fossi un alieno od un mostro, poi iniziano a borbottare tra di loro, sicuramente inventandosi i peggio film mentali.
Detesto quando la gente giudica senza sapere.
Chissà cosa staranno pensando e questo mi irrita.
Sposto il mio sguardo su James che sta giocherellando con la penna mentre tiene il suo sguardo amareggiato fisso su di me.
Ma che cosa vuole? Un pugno in faccia? Lui mi ha mollato e adesso deve stare al posto suo.
La vita è mia e decido io cosa fare o cosa non fare, è inutile che mi guarda male. Sembra solo un bambino dell'asilo.
-Seduti!- esclama la professoressa, poi si siede e guarda l'elenco.
-Tu sei quello nuovo, giusto?- la donna indica il moro accanto a me, che annuisce tranquillamente.
-Bene, presentati un po'. Parlaci un po' di te- dice la prof, per poi accavallare una gamba su un'altra.
Guarda Luca come se fosse un qualcosa di pericoloso o qualcosa comunque da evitare.
Luca si alza e sospira.
-Allora...- si schiarisce la gola.
-Mi chiamo Luca D'Orso, vengo da Salerno. Mi sono iscritto in questa scuola per completare gli studi, per poter prendere il diploma e vedere mia madre felice, dato che ne ha passate tante fino ad ora. Ehm... La mia passione più grande è fare musica, scrivo i miei pezzi e faccio cd- spiega Luca con tono tranquillo.
-Studia invece di pensare alla musica. Non è detto che tutti riescano, potresti pure fallire. Concentrati sullo studio invece di pensare a fare la testa calda- sbotta in maniera antipatica la docente.
Luca si limita ad annuire, senza ribattere, anche perché se ribattesse, credo che non andrebbe a finire bene.
È un tipo abbastanza impulsivo su alcune cose, da come ho capito in queste ore avendolo sempre davanti.
Si siede e mi guarda, io faccio finta di nulla ed apro il libro di inglese per correggere i compiti che la prof. aveva assegnato per casa.
***
Usciamo da scuola, finalmente. Non ne potevo più, la prof. di inglese stava per mettermi un 4 solo perché ho sbagliato a pronunciare un verbo: quella è pazza e sfoga i suoi problemi sugli alunni.
-Ehi dove vai? Ho la macchina, ti sei dimenticata?- Luca mi afferra per il polso e mi guarda negli occhi.
-No, non mi sono dimenticata. Voglio semplicemente fare la strada a piedi, oggi appena siamo entrati in classe tutti mi guardavano e chissà che pensieri strani hanno fatto, sicuramente avranno pensato che sia successo chissà cosa tra me e te- gli spiego sinceramente.
-Non voglio salire in macchina con te, preferisco non dare più di tanto nell'occhio- dico mollando la presa e lui mi guarda senza dire niente, infine sospira.
-Strano- ridacchia.
-Se ci fosse un'altra ragazza al posto tuo non ci penserebbe due volte e salirebbe nella mia macchina- aggiunge sorridendo.
Faccio per aprire bocca, ma lui mi interrompe alzando una mano.
-Sì lo so, non sei come le altre, sei diversa e il resto...- dice, così io annuisco sistemando meglio lo zaino sulla spalla destra.
I suoi occhi scivolano su di me, squadrando ogni particolare del mio corpo, poi fissa i suoi occhi scuri nei miei occhi chiari.
-Ma devi capire una cosa, non deve importarti del giudizio delle altre persone. Lo hai detto stesso tu, la vita è tua e decidi tu cosa fare- espone alzandomi il volto, così lo guardo negli occhi e sospiro.
-La gente parla, Luca e a me dà fastidio essere oggetto di stronzate che escono dalla loro bocca. Mi rovinano la reputazione e sinceramente non mi va di passare per la solita ragazza che cade ai tuoi piedi, hai capito?- gli domando.
-Tu sei tu e sai cosa fai nella tua vita, non dare retta a quegli stronzi che vogliono soltanto infangarti. Sai quante ne dicono su di me ogni giorno? Non te lo dico nemmeno, guarda. Semplicemente me ne frego altamente, perché io so chi sono e cosa ho fatto per arrivare ad essere quello che sono, okay? Questa cosa prendila come un insegnamento, più che un "rimprovero", piccola- mi fa un occhiolino.
Lo guardo titubante. Be' in realtà ha ragione da una parte, ma dall'altra comunque la gente parla e a me dà fastidio. Molto e non poco.
-Andiamo, dai- dice afferrandomi per il polso.
-No...- borbotto mollando la presa.
Mi guarda e sorride divertito.
-La pasta al forno si raffredda dopo- ridacchia, così le mie orecchie si rizzano manco fossi un cane che ha appena sentito chissà che rumore.
-Come fai a sapere che amo la pasta al forno?- gli domando, tra un po' sbavo.
-Piccoli trucchi da stalker- ironizza.
-Andiamo, su!- esclama dolcemente, così mi afferra per il polso e ci rechiamo verso la sua auto.
***
Guardo fuori dal finestrino e solo ora mi rendo conto di una cosa: questa non è la strada per andare a casa, decisamente no.
-Luca- lo richiamo posando il mio sguardo su di lui.
-Dimmi- sfoggia un piccolo sorrisetto e mi guarda velocemente.
-Questa non è la strada per andare a casa. Mi vuoi rapire? Mi vuoi abbandonare da qualche parte? Vuoi...- mi interrompe con una fragorosa risata.
-Ehi baby, tranquilla. Non sono di certo un killer- ridacchia di gusto.
-La pasta al forno era una scusa?- gli domando irritata e lui annuisce.
-Okay, ti odio!- ringhio acida.
-Dove andiamo?- aggiungo.
-Tu fidati solo di me- borbotta, così lo guardo, anche lui mi guarda per un breve frazione di secondi e riporta lo sguardo sulla strada.
Fisso lo sguardo fuori e vedo tutto scorrere velocemente, dopo di che sento un peso sulla coscia, abbasso la testa e noto la mano di Luca sul mio corpo; stranamente non reagisco male, al contrario, sfoggio un lieve sorrisetto, che ovviamente nascondo con i miei capelli lunghi, biondi e ribelli.
Rialzo la testa e la mia mano, quasi in maniera automatica, stringe lievemente la sua.
Non so perché, ma questo gesto mi ha provocato un non so cosa dentro, ma lo evito. Non voglio farmi trasportare dalle emozioni, già è successo con James ed è andata male: meglio non rischiare di nuovo.
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UN CAOS PER DUE//CAPO PLAZA
FanfictionDicono che le cose inaspettate siano le più belle, o almeno quelle cose che in qualche modo ti stravolgono i piani. Aurora Rossi ha diciotto anni e frequenta un liceo in una città della regione Campania: Salerno. Non vede l'ora di prendere il diplom...