Il vento soffia, smuovendomi i capelli.
Mi stacco lentamente dalle labbra di Danilo e lo guardo negli occhi, sospira e serra la mascella.
-Non doveva succedere- sbotta.
Fa un passo indietro.
-E adesso?- mi chiede incrociando il mio sguardo.
Sono scossa tanto quanto lui, non so che cosa mi sia preso, ora sta tornando la mia lucidità.
-È stato un attimo di debolezza, si è completamente annebbiata la mia mente. Amo Luca, non so cosa mi sia preso, Dan. Scusami!- esclamo tirandomi i capelli indietro con fare nervoso.
Lui sospira e si morde il labbro inferiore.
-Può succedere, tranquilla- ribatte freddo, deglutisce e abbassa lo sguardo.
-Sono un disastro, sono un fottuto disastro. Che senso ha la mia vita? Nessuno. Ho perso mia nonna, ero legatissima a quella donna, mi ha insegnato a vivere, quando mia madre bevava come una matta e mio padre non mi calcolava. Sto a pezzi. Non so cosa mi prende, vedo tutto nero- inizio a singhiozzare.
-Sto impazzendo, il passato ogni tanto ritorna a farmi visita. Mia madre che non mi chiama da mesi, mio padre che soltanto adesso si ricorda di avere una figlia, Luca che è a rischio di morte, Martina che all'improvviso torna disperata e dice di amarlo, dice che morirebbe per lui, James che mi minaccia... Non ce la faccio più- crollo a terra, sulle mie ginocchia e continuo a versare lacrime amare.
Danilo si avvicina al mio corpo e mi fa rialzare, mi tiene a sé, appoggio la faccia sul suo petto e mi libero piangendo fortissimo.
-Tranquilla, Aurora. Tranquilla, non piangere- sussurra accarezzandomi la testa.
-Mi fa male vederti così- aggiunge.
Vorrei soltanto sparire, vorrei soltanto andare via, perché sono qui? Che senso ha continuare a vivere? Che fottuto di senso ha? Nessuno.
-Merito di morire!- esclamo.
-Non ha senso la mia vita, non ho senso io. Sono una poverissima sfigata!- esclamo, così Danilo afferra il mio volto tra le mani ed incrocia il mio sguardo perso.
-Ma cazzo, ti senti?- mi urla contro.
-Senti le stronzate che stai sparando?- aggiunge irritato.
-Non le devi pensare 'ste stronzate, hai capito? Questo malessere deve sparire, hai capito, Aurora? Non puoi cadere nel vuoto, non puoi lasciarti andare, non puoi farti questo, non puoi fare questo alle persone che ti vogliono bene- dice guardandomi negli occhi mentre le mie lacrime continuano a scorrere sul mio viso.
-Non ho nessuno intorno- tiro su col naso.
-Ci sono io, c'è Luca...- borbotta.
-Non sei sola- aggiunge accarezzandomi quasi come se fossi una perla rara e preziosissima da non dover mai buttare via.
-Luca morirà- singhiozzo come una matta.
-Ci sono 2 possibilità su 100 che si risvegli, non ce la faccio, Dan. Sono persa, mi sento persa. Niente ha un cazzo di senso, capisci?- mi irrito.
Gli do le spalle mentre continuo a piangere.
Mi afferra per il polso, così mi giro verso di lui e lo guardo negli occhi. I miei saranno strarossi, sto a pezzi.
-Ce la farà, cazzo Aurora- mi urla contro iniziando a piangere come un matto.
-Ce la farà, lui è forte. Non ripetere mai più una cosa del genere. Lui è mio fratello, non morirà!- alza il tono di voce.
-Io vado, tu non mi cercare. Non dire niente a nessuno, ho bisogno di stare sola- dico indossando il cappuccio della mia felpa.
Danilo's pov
-Cosa?- alzo un sopracciglio, mi asciugo le lacrime, subito dopo inizia a correre verso non so dove a gambe levate.
-Aurora!- urlo, ma non si gira.
Inizio a rincorrerla, si trova in un stato di stress, potrebbe trasformarsi in depressione, cosa che desidero non succeda. Potrebbe fare qualunque stronzata, non me lo perdonerei mai.
Corro più veloce di lei, ma improvvisamente svanisce in un vicolo. Lo imbocco anch'io, ma si confonde nel buio, così mi fermo accusando un forte dolore al fianco.
Non sono più abituato a correre, non mi alleno da tempo.
Guardo il muro di fronte a me, inizio a prenderlo a calci e pugni, inizio a sfogarmi, ad urlare, inzio a piangere fortissimo, ho tanta rabbia repressa dentro che sta scoppiando tutta adesso.
Do un urlo che fa quasi tremare tutta Londra.
Cado sulle mie ginocchia distrutto continuando a versare lacrime su lacrime, le mie mani sanguinano da far paura, mi fanno malissimo, piano piano mi rialzo lentamente, quasi come se avessi fatto un incontro di boxe.
Mi reco verso l'ospedale, rientro nella struttura ed inizio a sbottare.
-Dove cazzo sono i dottori?- urlo con tutta la rabbia che ho in corpo.
-Dove cazzo sono?- aggiungo.
Sto piangendo.
Una dottoressa bionda sulla quarantina mi viene incontro e mi tiene fermo, ma io mi ribello.
-Calmo, calmo! È un ospedale, non uno stadio. Stai zitto, fermo- sbotta la donna dagli occhi azzurri.
-Fermo cosa, eh? Luca è in quel cazzo di letto, perché non fate nulla per svegliarlo, eh? Eppure prendete un mucchio di soldi, perché non fate il vostro fottutissimo lavoro?- urlo con le lacrime agli occhi.
-Devi stare calmo, calmo, hai capito? Non c'entriamo nulla noi dottori, su questo non possiamo fare nulla oltre le cure. Okay?- mi chiede la donna fulminandomi con lo sguardo.
Verso ancora altre lacrime.
-Perché non si sveglia? Perché nom apre gli occhi?- mi ribello.
-Non è colpa nostra, ora siediti e calmati. Non risolvi niente così, okay?- mi chiede la dottoressa, mi siedo e posiziono le mani sul mio viso palesemente stanco.
Non ne posso più, dove cazzo starà Aurora?
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UN CAOS PER DUE//CAPO PLAZA
FanfictionDicono che le cose inaspettate siano le più belle, o almeno quelle cose che in qualche modo ti stravolgono i piani. Aurora Rossi ha diciotto anni e frequenta un liceo in una città della regione Campania: Salerno. Non vede l'ora di prendere il diplom...