Sposto immediatamente Luca, mi sto irritando sempre di più.
-Chi ti ha detto di baciarmi?- mi ribello contro di lui.
-Pensavo lo volessi anche tu- deglutisce e noto l'amarezza sul fondo delle sue iridi castane.
-Non voglio proprio niente da te, lo capisci? Torna da Martina, hai rotto le palle, Luca. Non metterti sempre in mezzo, non stare sempre al centro della mia vita, non ti sopporto più, veramente- sbotto acida.
-Volevo rimediare- si morde le labbra, ma evito le stronzate che dice.
-Non mi interessa quello che vuoi o non vuoi fare. Tu hai scelto Martina, bene, corri da lei perché qui non hai nulla da fare!- esclamo indignata, con l'esasperazione alle stelle.
-Cosa ti sta prendendo?- alza un sopracciglio, fa per accarezzarmi il volto, ma io mi giro.
-Chi ti ha fatto questo livido? Dimmelo- bisbiglia distrutto, per poi deglutire nuovamente.
Lo guardo negli occhi e serro la mascella con odio.
-Non sono fatti che ti riguardano, okay?- sbotto acida.
-Fa parte della mia vita, non della tua. Vai dalla tua ragazza, potrebbe ingelosirsi e comunque questo bacio per me non ha avuto senso. Vai via, ora. Grazie- fingo un sorriso falso e lo sento sospirare.
-Io non ti voglio- incrocio le braccia al petto.
Incrocio le sue iridi lucide, non ribatte, esce dallo stanzino e mi lascia sola.
Basta, non voglio più avere a che fare con Luca.
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Aspiro il fumo di questa sigaretta e mi rilasso. So che non dovrei fumare, ma ogni tanto si può fare uno strappo alla regola.
-Ti fa male 'sta roba- sento dirmi alle mie spalle, mi volto ed incrocio le iridi scure di Nicolò.
Ha le mani infilate in tasca ed un mezzo sorrisetto stampato sulle labbra.
-Non fa più male del dolore che ti provoca la gente- ribatto, faccio l'ultimo tiro e butto la cicca ormai consumata nell'erba ben curata e verde di questo grande giardino.
Il ragazzo sospira e si siede accanto a me sulla panchina.
-Senti, Aurora. So che praticamente non ci conosciamo, ma se hai bisogno di qualcosa, puoi chiamarmi a qualsiasi ora- sorride ed io scuoto la testa.
-Non ho bisogno di nessuno, sto bene così. Me la sono sempre cavata da sola, non mi serve il badante- sbuffo irritata.
-Ti ha mandato Luca?- domando pacata.
Scuote la testa.
-Poco fa l'ho visto, abbiamo parlato. Per poco non piangeva e credimi, non l'ho mai visto così tanto giù di morale. Mi ha fatto quasi pena- sospira fissando un punto nel vuoto, così lo guardo ed osservo il suo profilo ben definito.
-Non mi interessa- scrollo le spalle.
Faccio per alzarmi, ma lui mi ferma immediatamente.
-Che male!- stringo i denti e lui molla la presa.
Mi guardo il polso, sta diventando viola. Fa malissimo.
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UN CAOS PER DUE//CAPO PLAZA
FanfictionDicono che le cose inaspettate siano le più belle, o almeno quelle cose che in qualche modo ti stravolgono i piani. Aurora Rossi ha diciotto anni e frequenta un liceo in una città della regione Campania: Salerno. Non vede l'ora di prendere il diplom...