La sala era gremita di gente , ovunque erano presenti guerrieri e jarl che si abbuffavano di cibo e che si vantavano dei bracciali e dei monili che avevano acquisito nei loro numerosi viaggi e nelle ancor più numerose incursioni.
Le donne ammesse nella sala del re erano poche e si trattava per lo più delle spose dei vari invitati.
Ivar era seduto come capotavola, accanto a lui era presente Edelgyth.
La ragazza , sebbene fosse a disagio per il fatto di trovarsi al cospetto dei fratelli Lothbrok, partecipava attivamente alla conversazione.
- Siamo sbarcati in questa terra calda e ricca di nuovi ed esotici prodotti.- stava raccontando Bjorn la Corazza.
- Praticavano una religione strana , non so bene chi o cosa fossero ...-
- Musulmani. - intervenne Edelgyth, ritrovandosi gli occhi del fratello di Ivar, puntati su di sè.
La ragazza tenne lo sguardo e continuò - Credono in un Dio chiamato Allah . -
Bjorn la guardò a lungo e infine annuì nella sua direzione - Fratello, la tua nuova moglie è colta. -
Ivar sorrise lievemente - I sassoni impartiscono un'adeguata educazione, questo è vero , compensano con la cultura la poca predisposizione alle armi.- concluse ridacchiando, suscitando l'ilarità dei suoi fratelli, ma non quella di Edelgyth.
- Comunque vedo che il vostro matrimonio procede bene, avete già figli?- chiese Bjorn.
Fu Edelgyth a rispondere - No, il primo l'ho perso, ma non credo sia nè il luogo, nè il momento adatto per parlarne. Siamo lieti però di informarti che ne aspettiamo un altro.-
Bjorn rimase leggermente colpito da come la ragazza avesse liquidato la questione, senza troppi giri di parole.
- Allora skåll ! Che gli dei possano assistervi con un erede maschio !-
Edelgyth fece un sorriso di circostanza sollevando il boccale, senza però bere .
Non sopportava gli sguardi che le lanciavano i fratelli di suo marito.
Nei loro freddi e impenetrabili occhi azzurri si leggeva chiaramente disprezzo per le sue origini, ma anche ilarità per la sua giovane età.
Per i norreni lei non era ancora una donna a tutti gli effetti, sebbene avesse ormai superato i diciassette inverni e si stesse avviando verso i diciotto.
E questo lo notava dalle continue occhiate che le erano rivolte.
Ivar dovette accorgersi del suo malumore perché la squadró curioso.
- Uccellino, ti vedo particolarmente taciturna, la tua lingua d'argento forse non è più tale?- voleva buttarla sul ridere, ma la ragazza non aveva umore adatto a scherzare.
- Sono stanca Ivar, ti ricordo che il bambino mi porta via molte forze.-
Sperava che il marito, essendo un uomo, accettasse quella mezza verità.
Era infatti vero il fatto che si sentiva spossata, ma quella era solo la punta dell'iceberg.
Se c'era una cosa che non sopportava , era proprio l'essere punta nell'orgoglio.
Aveva già mal tollerato il commento di Sigurd poco prima, ma ora, ora era stufa di essere adocchiata come una marmocchia! Lei era una regina! La loro regina !
Voleva rispetto.
- E..?- la esortò a continuare Ivar.
Edelgyth dimenticava sempre di star comunicando non con uno stupido, ma con una persona intelligente e scaltra, che sapeva carpire le emozioni degli animi altrui.
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|𝕸𝖞 𝖉𝖆𝖗𝖑𝖎𝖓𝖌 𝖉𝖆𝖗𝖐𝖓𝖊𝖘𝖘 |𝕴𝖛𝖆𝖗 𝖙𝖍𝖊 𝕭𝖔𝖓𝖊𝖑𝖊𝖘𝖘
Ficción históricaIX secolo dopo Cristo, Inghilterra. Edelgyth è una giovane principessa sassone cresciuta nella corte sfarzosa del regno più vasto delle Isole Britanniche: il Wessex. Nipote e cugina di re , si ritrova a destreggiarsi in una società misogina , propri...
