Oud Rosewood

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«Kim! Dov'eri finito? Il caffè si è freddato.»
Sandara sedeva nell'ufficio di Taehyung con le gambe accavallate e uno sguardo inquisitore.
Con l'estate aveva cominciato a indossare altri colori oltre al suo amato viola, infatti oggi vestiva un delizioso tubino verde smeraldo che bene si intonava al suo sottotono di carnagione.
Taehyung sgranò gli occhi e si inchinò prontamente.
«Signorina Park buongiorno, mi scusi ma avevo spruzzato dell'insetticida e ne ho approfittato per andare al bagno.» Si giustificò mortificato.
Lei lo osservò stranita.
«Che hai fatto per mezz'ora al bagno Kim?» Aggrottò le sopracciglia. «No, non lo voglio sapere.» Disse poi alzando una mano. «Ecco cos'era quell'odore insopportabile che c'era qua dentro-»
Prima che finisse la frase, Taehyung buttò un'occhio alla finestra e la vide spalancata. Gli partì involontariamente un tic all'occhio destro, vedendo circa cinque moscerini svolazzare indisturbati in tutta la stanza e gli era venuta un'improvvisa voglia di scaraventare la signorina Park dal quinto piano.
«Ho aperto la finestra: credevo fosse puzza di chiuso. Fa niente.» Concluse la donna.
La voglia di farle fare un voletto di sotto aumentò esponenzialmente dentro di lui.
«Voleva dirmi qualcosa signorina?» Domandò, nel tentativo di distrarre la sua mente dal fatto che avrebbe dovuto spruzzare altro maleodorante insetticida.
«Veramente sì, vieni: prendi il caffè e ne parliamo.»
L'aveva appena bevuto, ma non poteva dirle nulla e lo accettò di buon grado, salvo quasi sputarlo quando gli venne data la notizia.
«E... dobbiamo iniziare a fare subito progetti immagino.»  Fu l'unica cosa che riuscì a uscire dalla sua bocca umida.
«Vedi perché mi piace lavorare con te ragazzo?» Commentò la signorina Park entusiasta. «Stavolta ci manderanno modelli e modelle un po' più famosi.» Aggiunse mentre cominciava a frugare in borsa.
«Anche quelli dell'ultima volta andavano benissimo.» Disse Taehyung a voce bassa, parlando più a se stesso che alla signorina Park.
«Possiamo richiedere anche qualcuno di loro se ti aveva colpito particolarmente, ragazzo.» Rispose la donna sorridendogli dopo aver poggiato una rivista sulla scrivania. «Vorrei che tu fossi più ispirato possibile e che venisse fuori un lavoro bello quanto quello del mese scorso, quindi se hai preferenze particolari o richieste tirale fuori adesso e vediamo se possiamo accontentarti.» Gli sorrise gentilmente, lasciandolo a bocca aperta.
«Vo-vorrei un po' più di tempo questa volta, se possibile signorina Park.» Si espresse incerto.
Lei lo guardò con occhi comprensivi, ricordando i momenti che aveva passato appena una trentina di giorni prima.
«Non c'è problema Kim, vediamo di darti almeno una settimana in più stavolta. Può andare?» Domandò interessata.
«Certo che sì!» Esclamò entusiasta.
«Altre richieste?» Volle informarsi ancora la direttrice creativa.
«Solo una, ma uhm...» Esitò un attimo. «Mi piacerebbe anche lavorare ancora con uno dei modelli della scorsa volta.»
«Non dovrebbero esserci problemi nemmeno per questo, anzi: lo pagherebbero meno degli altri più famosi, quindi secondo me accetteranno di sicuro.»
Ebbe solo il tempo di fargli un breve sorriso, prima che Minnie irrompesse nella stanza parlando ad alta voce.
«Eccomi eccomi eccomi! Scusate il ritardo: a che punto siete arrivati?»
Aveva i mossi capelli a caschetto tirati su con una pinza e la frangetta scomposta sulla fronte. Portava dei jeans e una camicetta bianca con le maniche a sbuffo e una fantasia di fiorellini aranciati ed era adorabile.
«Abbiamo appena iniziato Minnie, non preoccuparti ché non ti sei persa nulla.» Le rispose tranquillamente Sandara.
«Buongiorno signorina Yontararak.» La salutò Taehyung inchinandosi nel frattempo.
Sandara ridacchiò rumorosamente e Minnie gli sorrise divertita.
«Taehyung perché adesso mi chiami così? Ti ho detto di chiamarmi Minnie quando ci siamo conosciuti.»
Lui la guardò desolato e si grattò la nuca: era in evidente imbarazzo.
«Ha ragione Minnie, mi scusi ma sono rimasto un po' disorientato dalla notizia.» Le sorrise.
«Anche io un sacco Taehyung!» Affermò mentre si sedeva anche lei alla sua scrivania. «Tra l'altro sono rimasti molto soddisfatti proprio del tuo lavoro con i modelli e mi hanno detto che hanno deciso di collaborare di nuovo con noi proprio per la qualità delle foto.» Aggiunse con aria fiera del lavoro dei colleghi.
A Taehyung si illuminarono gli occhi di orgoglio per quello che considerava un enorme complimento.
Non si era mai sentito troppo sicuro di come gli altri percepissero il suo operato, d'altronde aveva sempre lavorato per persone che di fotografia sapevano poco e niente e sarebbe stato strano se gli sposi si fossero messi a discutere sull'inclinazione delle ombre nelle foto del loro matrimonio. Qualche sporadica soddisfazione aveva cominciato a presentarsi da quando era stato assunto in Gloss Magazine, ma mai così grande come in quel giorno.
Sentir commentare così bene il suo prodotto da qualcuno del settore era rimasto fino a quel momento uno di quei sogni infantili di gloria che ogni neofita si immagina almeno una volta nella vita. Mano mano che il tempo passava, diveniva sempre più consapevole che quella strada non poteva che essere la sua.

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